Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27397 del 01/12/2020

Cassazione civile sez. trib., 01/12/2020, (ud. 17/09/2020, dep. 01/12/2020), n.27397

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. STALLA Giacomo Maria – rel. Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. FILOCAMO Fulvio – Consigliere –

Dott. VECCHIO Massimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 24250-2014 proposto da:

C.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE DEGLI

AMMIRAGLI 46, presso lo studio dell’avvocato CAPUTO GIANLUCA, che la

rappresenta e difende;

– ricorrente –

e contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE CENTRALE in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende;

– resistente –

avverso la sentenza n. 1204/2014 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,

depositata il 27/02/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

17/09/2020 dal Consigliere Dott. STALLA GIACOMO MARIA;

lette le conclusioni scritte del pubblico ministero in persona del

sostituto procuratore generale Dott. DE MATTEIS che ha chiesto il

rigettarsi il primo motivo e accogliersi il secondo e terzo.

Assorbito il quarto. Conseguenze di legge.

 

Fatto

FATTI RILEVANTI E RAGIONI DELLA DECISIONE.

p. 1. C.A. ha proposto quattro motivi di ricorso per la cassazione della sentenza n. 1204/14 del 27.2.14, con la quale la commissione tributaria regionale del Lazio, a conferma della prima decisione, ha ritenuto legittimo (sebbene per il minor valore di mercato stabilito da quest’ultima, pari ad Euro 1.000.000,00) l’avviso di liquidazione della maggiore imposta di registro ed ipocatastale dovuta sull’atto di compravendita 28 maggio 2008 (esecutivo di preliminare del 21 dicembre 2007), con il quale essa ricorrente aveva venduto allo Studio M. srl (poi trasformatosi in FDG Holding spa), al prezzo di Euro 790.000,00, un appartamento con box-auto sito in Roma, via Benoni.

La commissione tributaria regionale, in particolare, ha rilevato che: l’accertamento di maggior valore si era nella specie basato sulle quotazioni OMI, vale a dire su un elemento estimativo “non più sufficiente a legittimare l’accertamento analitico-induttivo, essendo necessari ulteriori elementi per integrare una presunzione grave, precisa, concordante”; – come desumibile dall’orientamento della Corte di Cassazione, le quotazioni OMI potevano essere utilizzate quali presunzioni semplici di accertamento induttivo, “al pari dei listini delle agenzie immobiliari e degli studi di settore”, spettando al contribuente l’onere di prestare prova contraria, nella specie non fornita.

L’agenzia delle entrate ha dichiarato di costituirsi al solo fine della eventuale discussione in udienza.

p. 2. Con memoria ex art. 378 c.p.c. la ricorrente ha dichiarato di aver presentato in data 1.10.2017 domanda di definizione della lite pendente ai sensi del D.L. n. 50 del 2017, art. 11, conv. in L. n. 96 del 2017, allegando tale domanda di definizione agevolata nonchè attestazione dell’agenzia delle entrate di effettiva regolarità della definizione in forza di “regolare pagamento effettuato dal coobbligato FDG Holding srl”.

La definizione è dunque avvenuta, quanto alla C., a zero Euro, essendosi la medesima giovata dell’avvenuto pagamento del dovuto da parte della società acquirente co-obbligata.

Con la medesima memoria la C. ha chiesto che il giudizio venga dichiarato estinto, affermando altresì – ad ogni buon conto – di rinunciare ad esso.

Sussistono i presupposti per dichiarare l’estinzione del giudizio, stante l’attestata regolarità della definizione così come risultante dalla documentazione allegata, nonchè il disposto di cui al citato D.L., art. 11, comma 10, circa gli effetti del mancato diniego da parte dell’amministrazione finanziaria: “L’eventuale diniego della definizione va notificato entro il 31 luglio 2018 con le modalità previste per la notificazione degli atti processuali. Il diniego è impugnabile entro sessanta giorni dinanzi all’organo giurisdizionale presso il quale pende la lite. Nel caso in cui la definizione della lite è richiesta in pendenza del termine per impugnare, la pronuncia giurisdizionale può essere impugnata unitamente al diniego della definizione entro sessanta giorni dalla notifica di quest’ultimo. Il processo si estingue in mancanza di istanza di trattazione presentata entro il 31 dicembre 2018 dalla parte che ne ha interesse. L’impugnazione della pronuncia giurisdizionale e del diniego, qualora la controversia risulti non definibile, valgono anche come istanza di trattazione. Le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate”.

Nulla si provvede sulle spese, stante il mancato svolgimento di attività difensiva da parte dell’agenzia delle entrate.

P.Q.M.

La Corte:

V.to il D.L. n. 50 del 2017, art. 11, comma 10, conv. in L. n. 96 del 2017;

dichiara estinto il processo.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della quinta sezione civile, il 17 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 1 dicembre 2020

 

 

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