Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27357 del 29/12/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. II, 29/12/2016, (ud. 23/09/2016, dep.29/12/2016),  n. 27357

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – Presidente –

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Consigliere –

Dott. ORICCHIO Antonio – Consigliere –

Dott. COSENTINO Antonello – rel. Consigliere –

Dott. SCALISI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 20281-2012 proposto da:

M.M.L., (OMISSIS), elettivamente domiciliata in

ROMA, VIALE MAZZINI 88, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO DE

BONIS, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

R.V., RO.AD., C.V.,

RA.MI., G.A., T.G., CO.CA.,

c.g., P.P.G., PA.AN.,

PA.AG., PA.LU., PA.PI., PA.FR.,

PA.RO.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 850/2011 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,

depositata il 04/08/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

23/09/2016 dal Consigliere Dott. ANTONELLO COSENTINO;

udito l’Avvocato DANIELA DE BONIS, con delega dell’Avvocato MASSIMO

DE BONIS difensore della ricorrente, che si riporta agli atti

depositati;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

RUSSO Rosario Giovanni, che ha concluso per l’accoglimento del

ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione del 1997 la signora Ro.Ad. – proprietaria, in (OMISSIS), di un appartamento posto al terzo piano di un fabbricato condominiale costruito dal sig. C.V., sovrastato da un lastrico solare in uso esclusivo al condomino R.V. – conveniva davanti al tribunale di Catanzaro il C. ed il R. lamentando gravi fenomeni di umidità verificatisi nel proprio appartamento per effetto di infiltrazioni derivanti dal sovrastante lastrico solare e, quindi, chiedendo la condanna dei convenuti all’esecuzione dei necessari lavori di adeguamento del lastrico solare (come descritti nella consulenza tecnica svolta nell’ambito del procedimento cautelare che aveva preceduto l’introduzione del giudizio di merito) ed al risarcimento dei danni derivati al proprio appartamento dalle suddette infiltrazioni.

Il tribunale – disposta la chiamata in causa degli altri condomini del fabbricato (in esito alla quale si costituivano solo i condomini G.A., T.G. e Ra.Mi.) – accoglieva la domanda dell’attrice nei confronti del solo signor R..

La corte d’appello di Catanzaro, adita dal R., riformava parzialmente la sentenza di primo grado in quanto – ferma restando la condanna del R. all’esecuzione dei lavori descritti nella sentenza di primo grado ed al risarcimento dei danni patiti dalla signora Ad. nella misura in tale sentenza liquidata – estendeva tale pronuncia di condanna anche, solidalmente, al suddetto Sig. C., nonchè ai condomini proprietari di unità immobiliari coperte dal suddetto lastrico solare, individuati nei signori Co.Ca., G.A., P.P., M.M.L.; con specifico riferimento alla posizione dei nominati condomini, peraltro, la corte distrettuale aveva cura di precisare che i medesimi rispondevano “in via solidale ex art. 2055 c.c. nei confronti della proprietaria dell’appartamento danneggiato e salvo il riparto interno della spesa ex art. 1126 c.c.”.

Avverso la sentenza di secondo grado la signora M.M.L. propone ricorso per cassazione fondato su un unico motivo, riferito all’art. 360 c.p.c., n. 4, con il quale si denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 102 c.p.c. e dell’art. 111 Cost., comma 2, in combinato disposto con gli artt. 1117, 1126 e 2051 c.c. e art. 65 disp. att. c.c. e art. 354 c.p.c.. Secondo la ricorrente la corte d’appello sarebbe incorsa nella violazione delle richiamate disposizioni perchè – dando per scontato che il contraddittorio fosse stato validamente instaurato nei confronti di tutti partecipanti al condominio (e conseguentemente individuando i condomini destinatari della propria pronuncia di condanna, in quanto titolari di unità immobiliari coperte dal lastrico solare per cui è causa, soltanto nel novero dei condomini convenuti) – avrebbe omesso di rilevare l’esistenza di taluni condomini pretermessi (alcuni dei quali menzionati nell’elenco dei proprietari delle unità immobiliari coperte dal lastrico solare de quo, contenuto nella consulenza tecnica integrativa disposta nel corso del giudizio di secondo grado); condomini nei cui confronti, secondo la ricorrente, sarebbe stato necessario integrare il contraddittorio.

Nessuno degli intimati si è costituito in questa sede.

La causa è stata discussa alla pubblica udienza del 23/9/16, per la quale non sono state depositate memorie illustrative e nella quale il Procuratore Generale ha concluso come in epigrafe.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso va rigettato.

La ricorrente in sostanza lamenta la mancata integrazione del contraddittorio nei confronti di taluni condomini e, specificamente, dei condomini Gi.Gr., c.a., F.C., S.V. ed A.A., tutti proprietari, tranne l’ultima, di unità immobiliari coperte dal lastrico per cui è causa.

La doglianza è infondata, perchè, contrariamente a quanto la ricorrente mostra di ritenere, nel giudizio avente ad oggetto la domanda di risarcimento del danno provocato ad una unità immobiliare in condominio dall’inefficienza del lastrico solare di copertura non vi è litisconsorzio necessario di tutti i partecipanti al condominio e nemmeno di tutti i proprietari delle unità immobiliari coperte dal lastrico solare per cui è causa.

A tale conclusione il Collegio ritiene di dover pervenire sulla scorta dei seguenti rilievi.

In primo luogo va osservato che, come evidenziato dalle Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza n. 9449/16, in tema di condominio negli edifici, qualora l’uso del lastrico solare (o della terrazza a livello) non sia comune a tutti i condomini, dei danni da infiltrazioni nell’appartamento sottostante rispondono sia il proprietario, o l’usuario esclusivo, quale custode del bene ai sensi dell’art. 2051 c.c., sia il condominio in forza degli obblighi inerenti l’adozione dei controlli necessari alla conservazione delle parti comuni incombenti sull’amministratore ex art. 1130 c.c., comma 1, n. 4, nonchè sull’assemblea dei condomini ex art. 1135 c.c., comma 1, n. 4, tenuta a provvedere alle opere di manutenzione straordinaria; in tale sentenza – dopo l’affermazione che il concorso delle suddette responsabilità va di norma risolto, salva la rigorosa prova contraria della specifica imputabilità soggettiva del danno, secondo i criteri di cui all’art. 1126 c.c. – è altresì svolta la precisazione che: “Trova applicazione altresì la disposizione di cui all’art. 2055 c.c., ben potendo il danneggiato agire nei confronti del singolo condomino, sia pure nei limiti della quota imputabile al condominio”.

In secondo luogo va evidenziato che, come pure questa Corte ha già precisato con la sentenza n. 1674/15, il risarcimento dei danni da cosa in custodia di proprietà condominiale soggiace alla regola della responsabilità solidale ex art. 2055 c.c., comma 1, norma che opera un rafforzamento del credito, evitando al creditore di dover agire coattivamente contro tutti i debitori “pro quota”, anche quando il danneggiato sia un condomino, equiparato a tali effetti ad un terzo, sicchè devono individuarsi nei singoli condomini i soggetti solidalmente responsabili, poichè la custodia, presupposto dalla struttura della responsabilità per danni prevista dall’art. 2051 c.c., non può essere imputata nè al condomino, quale ente di sola gestione di beni comuni, nè al suo amministratore, quale mandatario dei condomini.

In terzo luogo va evidenziato che, come pure questa Corte ha avuto modo di chiarire con la sentenza n. 2320/82, non sussiste litisconsorzio necessario, nè, pertanto, ricorre il caso di causa inscindibile ex art. 331 c.p.c.)quando la responsabilità prevista dall’art. 2051 c.c. per i danni cagionati dalle cose in custodia risalga a più soggetti cui la custodia faccia capo, a pari titolo o per titoli diversi, implicanti tutti l’attuale esistenza di poteri d’uso, gestione od ingerenza sulla cosa, poichè anche in tal caso (sempre che l’evento lesivo non sia da attribuire alla sfera di vigilanza di uno soltanto di detti soggetti, con esclusione degli altri) trattasi di una particolare ipotesi di responsabilità extracontrattuale che, in relazione alla natura personale del relativo rapporto e degli effetti che ne derivano, è suscettibile di essere accertata e di essere fatta valere, secondo i principi regolanti le obbligazioni solidali, pure nei confronti di alcuni o di uno soltanto dei presunti responsabili. Ciò in quanto la prestazione alla quale sono tenuti per legge i vari coobbligati, avuto riguardo ai poteri di uso, di gestione e di ingerenza a ciascuno spettanti sulla cosa ed in conseguenza della violazione dei connessi obblighi di custodia posti per legge a loro carico a tutela del terzo danneggiato, non può – di regola – considerarsi indivisibile (nello stesso senso, sent. 4797/01; in generale, nel senso dell’insussistenza di liticonsorzio necessario tra coobbligati in solido, cfr. sentt. nn. 5944/97, 5106/98, 24680/06).

Il ricorso va dunque, in definitiva, rigettato.

Non vi è luogo alla regolazione delle spese del giudizio di cassazione, non avendo gli intimati svolto attività difensiva in questa sede.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 23 settembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 29 dicembre 2016

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA