Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27333 del 05/12/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 27333 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: DI BLASI ANTONINO

Ud.23.10.2013
ORDINANZA
14.11.2013
Oggetto:ICI
Presupposti
CANTINA DELLE COLLINE PISANE
Società Agricola impositivi.
Ruralità Dati
catastali.
Cooperativa – con sede a Crespina, in persona del RINVIO P.U.
1\11- E RLOCUTORkAsul ricorso proposto da:

legale rappresentante pro tempore, rappresentata e
difesa, giusta delega a margine del ricorso, dall’Avv.
Ermanno Belli, elettivamente domiciliata nel relativo
studio in Roma, Via Rotellini, 88 RICORRENTE
CONTRO
COMUNE

DI

CRESPINA,

in

persona

del

legale

rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso,
giusta procura a margine del controricorso, dall’Avv.
Paolo Bassano, elettivamente domiciliato in Roma, Corso
Vittorio Emanuele II ° n.18 presso lo Studio Grez
CONTRORICORRENTE

Associati,
AVVERSO
1

Data pubblicazione: 05/12/2013

la sentenza n.114/01/2011 della Commissione Tributaria
Regionale di Firenze – Sezione n. 01, in data
29.11.2010, depositata 1’01 marzo 2011;
Udita la relazione della causa svolta nella Camera di

Antonino Di Blasi;
Uditi gli Avv.ti Belli e Bassano, rispettivamente per
la società ricorrente e per l’intimato Comune;
Presente il P.M. dott. Raffaele Ceniccola, che ha
espresso adesione alla relazione.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO e MOTIVI DELLA DECISIONE
Nel ricorso iscritto a R.G. n.24514/2011 è stata
depositata in cancelleria la seguente relazione:
E’ chiesta la cassazione della decisione
n.114/01/2011 della Commissione Tributaria Regionale di
Firenze, Sezione n. 01, in data 29.11.2010, depositata
1’01.03.2011.
2 – Il ricorso della società, che riguarda impugnazione
dell’avviso di accertamento ICI dell’anno 2005, censura
l’impugnata decisione, sulla base di due motivi
principali ed uno subordinatamente proposto.
3 – L’intimato Comune, giusto controricorso, ha chiesto
che l’impugnazione venga dichiarata inammissibile e, in
subordine, rigettata.
4 – La CTR ha respinto l’appello della Cooperativa,
2

Consiglio del 23 ottobre 2013, dal Relatore Dott.

ritenendo e dichiarando rilevante, agli effetti della
“ruralità” degli immobili e quindi impositivi, la
categoria catastale nel periodo in considerazione;
immobili, nel caso, censiti in categoria D/1.

conto di un principio, espressione dell’ormai
consolidato orientamento giurisprudenziale, secondo cui
“In tema di ICI, l’immobile che sia stato iscritto
nel catasto dei fabbricati come “rurale”, con
l’attribuzione

della

relativa categoria

(A/6 o

D/10), in conseguenza della riconosciuta ricorrenza dei
requisiti

previsti

dall’art. 9 del d.l. n. 557 del

1993, conv. in legge n. 133 del 1994, non e’
soggetto all’imposta, ai sensi dell’art. 2, comma l,
lett. a), del d.lgs. n. 504 del 1992, come
interpretato dall’art. 23, comma 1-bis del d.l. n.
207 del 2008, aggiunto
n.

dalla legge di conversione

14 del 2009. Qualora l’immobile sia iscritto

in una diversa categoria catastale, sara’ onere

dall’imposta,
restando,

pretenda

che

contribuente,

impugnare
altrimenti,

l’atto di
il

fabbricato

del

l’esenzione
classamento,
medesimo

assoggettato ad ICI. Allo stesso modo, il Comune
dovra’ impugnare

autonomamente l’attribuzione della
D/10, al fine di poter

categoria catastale A/6 o
3

5 – La questione posta dal ricorso va esaminata tenendo

pretendere

legittimamente

l’assoggettamento

del

fabbricato all’imposta”(Cass. SS.UU. n.18565/2009).
I concreti dati fattuali, lo ius superveniens (Art.7
commi 2 bis, 2 ter e 2 quater del D.L. 13 maggio 2011

doglianze, sembra non offrano adeguati elementi per
giustificare

una

riconsiderazione

critica

del

trascritto principio.
6 – L’impugnata sentenza sembra in linea con il
trascritto principio, ragion per cui si propone di
trattare la causa in camera di consiglio, ai sensi
degli artt. 375 e 380 bis cpc, e di definirla, sulla
base del richiamato principio, con il rigetto del
ricorso, per manifesta infondatezza.
Il Consigliere relatore Antonino Di Blasi.
La Corte,
Vista la relazione, il ricorso e la memoria 14.10.2013,
nonchè il controricorso e gli altri atti di causa;
Considerato che il Collegio è dell’avviso,

non

sussistano i presupposti per definire la causa in
camera di consiglio, stante che le questioni in esame,
anche

recentemente

sono

state

oggetto

di

approfondimenti, che ne giustifichino la trattazione in
pubblica udienza;
Considerato, quindi, che la causa va rinviata a nuovo
4

n.70 convertito in Legge n.122/2011) e le formulate

ruolo e rimessa alla Quinta Sezione Civile per la
relativa calendarizzazione in Pubblica Udienza;
Visti gli artt.375 e 380 bis cpc;
P.Q.M.

trasmissione alla Quinta Sezione Civile per la
trattazione in Pubblica Udienza.
Così deciso in Roma il 23 ottobre/14 novembre/2013
Il Presidente

Rinvia il ricorso a nuovo ruolo e ne dispone la

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