Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27319 del 24/10/2019

Cassazione civile sez. VI, 24/10/2019, (ud. 11/06/2019, dep. 24/10/2019), n.27319

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – rel. Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 26784/2016 R.G. proposto da:

T. s.p.a., in persona del legale rappresentante,

T.G., rappresentata e difesa dall’avv. prof. Alessandro GIOVANNINI,

dall’avv. Luigi Piergiuseppe MURCIANO e dall’avv. Valerio CIONI, ed

elettivamente domiciliata presso lo studio legale del predetto

ultimo difensore, sito in Roma, alla via degli Scipioni, n. 268/A;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO, presso la quale è domiciliata in Roma, alla via dei

Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 683/17/2016 della Commissione tributaria

regionale della TOSCANA, depositata il 15/04/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 11/06/2019 dal Consigliere Dott. LUCIOTTI Lucio.

Fatto

FATTO e DIRITTO

La Corte, costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1-bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016, osserva quanto segue.

In controversia relativa ad impugnazione di avviso di accertamento ai fini IVA, IRPEG ed IRAP emesso dall’Agenzia delle entrate nei confronti della T. s.p.a. con riferimento all’anno di imposta 1998, la CTR della Toscana, decidendo in sede di rinvio operato da questa Corte con sentenza n. 16892 del 2014, accoglieva l’appello proposto dall’Ufficio e riformava la sentenza di primo grado che aveva integralmente accolto l’appello della società contribuente. La CTR, muovendo dal presupposto che “la presunzione a favore dell’Ufficio può essere fondata anche su un solo indizio, purchè dotato della gravità e precisione necessari”, riteneva fondata la pretesa fiscale di maggiori ricavi conseguiti e non dichiarati dalla società contribuente, basata sull’applicazione della media di produzione che aveva consentito di accertare “una rilevante e comunque non modesta differenza fra la resa dichiarata e quella constatata”.

A seguito del deposito, da parte della società contribuente, dell’istanza di sospensione del processo D.L. n. 50 del 2017, ex art. 11, comma 8, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 96 del 2017, con cui manifestava l’intenzione di volersi avvalere della definizione agevolata della controversia prevista dalla citata legge, questa Corte, con ordinanza interlocutoria n. 6372 del 2019, ha disposto la sospensione del processo.

Il processo è rimasto sospeso sino al 31 dicembre 2018, citato D.L. n. 50 del 2017, ex art. 11, comma 8, u.p., in quanto la società contribuente ha corredato l’istanza con la prova del versamento dell’importo della prima rata dovuta in applicazione del beneficio.

Non risulta documentato il diniego della definizione, che l’Agenzia delle entrate avrebbe dovuto notificare al contribuente entro il 31 luglio 2018 (citato D.L. n. 50 del 2017, art. 11, comma 10, prima parte) nè la parte che ne aveva interesse ha presentato istanza di trattazione, pena l’estinzione del giudizio, ai sensi del comma 10, quarta parte, del citato articolo.

Pertanto, il processo va dichiarato estinto, restando le relative spese processuali a carico della parte che le ha anticipate, per espressa previsione del comma 10, ultimo periodo, del citato art. 11.

P.Q.M.

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio e pone le spese a carico della parte che le ha anticipate.

Così deciso in Roma, il 11 giugno 2019.

Depositato in cancelleria il 24 ottobre 2019

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