Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2730 del 28/01/2022

Cassazione civile sez. trib., 28/01/2022, (ud. 26/01/2022, dep. 28/01/2022), n.2730

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. GUIDA Riccardo – rel. Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 11272/2016 R.G. proposto da:

C.L., elettivamente domiciliato in Roma, via Ermenegildo

Frediani n. 48, presso lo studio dell’avvocato Massimo Proietti Lupi

che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

Contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, con

domicilio legale in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato;

– controricorrente –

Avverso la sentenza della COMM. TRIB. REG. LAZIO n. 5668/06/15,

depositata il 28/10/2015;

Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 26 gennaio 2022

dal Consigliere Guida Riccardo;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

generale Basile Tommaso che ha concluso chiedendo il rigetto del

ricorso;

udito l’avvocato dello Stato Giovanni Palatiello per la

controricorrente.

 

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. C.L. impugnò l’avviso di accertamento che rettificava con metodo sintetico, ai fini delle imposte dirette, il reddito dichiarato per l’anno 2006, sulla base del possesso di beni-indice: un natante da diporto, due autovetture di lusso, aeromobili.

2. La Commissione tributaria provinciale di Roma rigettò il ricorso, con sentenza (n. 18829/06/14) che è stata confermata dalla Commissione tributaria regionale (“C.T.R.”) del Lazio che, in sintesi, ha respinto all’appello del contribuente disattendendo, innanzitutto, l’eccezione di nullità dell’atto impositivo perché sottoscritto da un dirigente dichiarato decaduto per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 27 del 2015, in quanto, a giudizio della C.T.R., nella specie vanno applicati i principi di conservazione degli atti amministrativi e quello del c.d. funzionario di fatto. Per la Commissione regionale, inoltre, l’appello era infondato nel merito in poiché l’ufficio aveva bene applicato lo strumento dell’accertamento sintetico (D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, commi 4, 5 e 6,) e invece il contribuente non aveva fornito la necessaria prova contraria.

3. Il contribuente ricorre con tredici motivi avverso la decisione d’appello e l’Agenzia delle entrate resiste con controricorso.

4. Con istanza datata 15/12/2021, l’Avvocatura dello Stato ha chiesto l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 46, comma 3, dando atto che la Direzione provinciale 2 di Roma ha comunicato che il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata della controversia, ai sensi del D.L. n. 193 del 2016, art. 6, ed ha provveduto al pagamento previsto per il perfezionamento della procedura condonistica.

5. Il contribuente ha depositato atto di rinuncia al ricorso, datato 17/01/2022, e memoria, datata 19/01/2022, con la quale ha chiesto che sia dichiarata l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese del giudizio.

6. Occorre disporre in senso conforma alle istanze delle parti, con la precisazione che, in effetti, il principio secondo cui le spese del giudizio estinto restano a carico delle parte che le ha anticipate è sancito, in via generale, dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 46, comma 3.

7. La declaratoria di estinzione del giudizio esclude l’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, relativo all’obbligo della parte impugnante non vittoriosa di versare una somma pari al contributo unificato già versato all’atto della proposizione dell’impugnazione (negli stessi termini, Cass. 08/07/2021, n. 19419, nonché Cass. 12/10/2018, n. 25485, in tema di definizione agevolata D.L. n. 50 del 2017 ex art. 11, conv. con mod. dalla L. n. 96 del 2017; ed infine Cass. 10/10/2019, n. 25529, in tema di definizione agevolata D.L. n. 193 del 2016 ex art. 6, conv. con mod. dalla L. n. 225 del 2016).

P.Q.M.

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.

Così deciso in Roma, il 26 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 28 gennaio 2022

 

 

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