Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27278 del 05/12/2013


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Civile Sent. Sez. L Num. 27278 Anno 2013
Presidente: VIDIRI GUIDO
Relatore: NAPOLETANO GIUSEPPE

SENTENZA

sul ricorso 27668-2009 proposto da:
PIERDOMENICO LUIGI PRDLGU41A06D690X, domiciliato in
ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE
SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e difese
dall’avvocato GIANNANGELI PAOLA, giusta delega in
atti;
– ricorrente –

2013

contro

2837

COCA COLA HBC ITALIA S.R.L.;
– intimata –

Nonché da:

Data pubblicazione: 05/12/2013

COCA COLA HBC ITALIA S.R.L. (già COCA COLA BEVANDE
ITALIA S.R.L.), in persona del legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA 6;
NICOTERA 24, presso lo studio dell’avvocato PIETRO
CICERCHIA, che la rappresenta e difende giusta idele gal

-controricorrente e ricorrente incidentale contro

PIERDOMENICO LUIGI PRDLGU41A06D690X;
– intimato –

avverso la sentenza n. 1765/2008 della CORTE D’APPELLO
di L’AQUILA, depositata il 22/12/2008 r.g.n. 732/2007;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 09/10/2013 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE
NAPOLETANO;
udito l’Avvocato CICERCHIA PIETRO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. GIULIO ROMANO, che ha concluso per il
rigetto di entrambi i ricorsi.

tin atti;

RG 27668-09

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Corte di Appello dell’Aquila, con la sentenza di cui si chiede la
• cassazione,in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Pescara,

società Coca Cola HBC Italia al pagamento in suo favore di otto mensilità
di retribuzione a titolo di risarcimento dei danni per inadempienza
all’accordo di conciliazione del 13 gennaio 1998 nel quale la società si
era impegnata ad assumerlo per venti mesi.

Rigettava,

invece,

la

Corte

del

merito

le

altre

domande

del Pierdomenico dirette ad ottenere la declaratoria di nullità dei
contratti a termine stipulati, rispettivamente il 9 marzo 1998 ed il 9
marzo 1999,per la durata ciascuno di sei mesi, con la predetta società,
in adempimento del richiamato accordo.

Respingeva, altresì, la Corte territoriale la domanda riconvenzionale
spiegata dalla società avente ad oggetto il risarcimento dei danni per
inadempienza del lavoratore agli impegni assunti nel richiamato accordo.

A fondamento del

decisum,

per quello che interessa in questa sede, la

Corte del merito poneva per un verso, il rilievo secondo il quale
contratti a termine stipulati nel 1998 e nel 1999 attingendo la propria
causale da un accordo transattivo siglato ex lege 223 del 1991 esulavano
dall’ambito dell’applicazione della legge n.230 del 1962, e dall’altro la
considerazione secondo la quale la società aveva illegittimamente

1

accogliendo in parte la domanda di Luigi Pierdomenico condannava la

trasformato l’ulteriore contratto a termine – stipulato per il periodo 8
marzo 2000/8 settembre 2000 – in contratto di collaborazione coordinata e
continuativa ritenendo, altresì, tardiva la proposta – di cui alla lettera
del 30 dicembre 2002 – di rientro in servizio rispetto alla data di
risoluzione – avvenuta nel maggio del 2000 – di detto terzo contratto a

Avverso questa sentenza il Pierdomenico ricorre in cassazione sulla base
di due censure.

Resiste con controricorso la società intimata che propone impugnazione
incidentale sostenuta da un unico motivo.

La società deposita memoria illustrativa con contestuale nomina di nuovo
difensore.

MOTIVI DELLA DECISIONE

I ricorsi vanno preliminarmente riuniti riguardando l’impugnazione della
stessa sentenza.

Con il primo motivo del ricorso principale si deduce ,

ex art. 360 n. 3

cpc, violazione e falsa applicazione degli artt. l e 2 della legge n. 230
del 1962 nonché 8 della legge n. 223 del 1991 e 12 delle preleggi.

Con la seconda censura si denuncia,

ex

art. 360 n 5 cpc, omessa e

comunque insufficiente motivazione della sentenza in relazione agli artt.
1362 e 1363 cc.

2

termine.

Rileva la Corte che il ricorso è, come eccepito anche da parte resistente,
inammissibile per violazione dell’art. 366 bis cpc.

Infatti trattandosi di sentenza di appello pubblicata il 22 dicembre 2008
trova applicazione, ex art. 27, comma 2, del Divo 2 febbraio 2006, n.40,

360, primo comma, numeri 1,2, 3 e 4 cpc l’illustrazione di ciascun motivo
si deve concludere, a pena d’inammissibilità, con la formulazione di un
quesito di diritto e nel caso previsto dall’art. 360, primo comma, n.5 cpc
l’illustrazione del motivo deve contenere la chiara indicazione del fatto
controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa o
contraddittoria, ovvero le ragioni per le quali la dedotta insufficienza
della motivazione la rende inidonea a giustificare la decisione.

Né ratione temporis è

applicabile

l’art. 47, comma l ° , lett. d) della

legge 18 giugno 2009 n. 69 che ha abrogato il precitato art. 366 bis cpc,
trovando tale norma, ai sensi dell’art. 58, comma 5 ° , della predetta legge
18 giugno 2009 n. 69,applicazione relativamente alle controversie nelle
quali il provvedimento impugnato con il ricorso per cassazione è stato
pubblicato successivamente ( ossia dal 4 luglio 2009) alla data di
entrata in vigore della stessa legge n.69 del 2009 ( Cass. 24 marzo 2010
n. 7119).

Nella specie difetta del tutto il quesito di diritto nonché la specifica
indicazione del fatto controverso, intesi quale sintesi logico giuridica
• della censura che s’intende sottoporre al giudice di legittimità( Cass.
S.U. 28 settembre 2007 n. 20360).

3

la richiamata norma di rito secondo la quale nei casi previsti dall’art.

Con l’unico motivo del ricorso incidentale, denunciandosi vizio di
motivazione ex art. 360 n. 5 cpc, si pone il seguente quesito di fatto:”se
possa essere considerato inadempiente un datore di lavoro che, a fronte di
un accordo transattivo che prevedeva un suo impegno ad assumere un proprio
ex

dipendente con successivi contratti a tempo determinato per

l’adempimento dovesse essere posto in essere), abbia poi provveduto ad
assumerlo per 12 mesi per poi formulare, dopo 24 mesi, il conclusivo
invito per gli ultimi 8 mesi restanti tenendo presente che nel trascorrere
di detto periodo il lavoratore era rimasto giuridicamente inattivo”.

Il motivo è infondato.

Trattasi per vero di un apprezzamento di fatto che in quanto sorretto da
adeguata e non illogica motivazione è sottratto al sindacato di questa
corte.

A tanto aggiungasi che la Corte del merito considera tardiva la proposta
di assunzione nell’ambito del complessivo contesto fattuale rappresentato
anche dalla ritenuta illegittimità della trasformazione del contratto a
termine stipulato nel 2000 – e cessato nel maggio dello stesso anno – in
contratto di collaborazione coordinata e continuativa e rispetto a tale
comportamento valuta la tardività del successivo invito di cui alla
lettera del 30 dicembre 2002.

Contesto fattuale questo di cui la società non tiene conto nel formulare
. la critica in esame.

4

complessivi 20 mesi ( senza però prevedere un termine entro cui

In conclusione il ricorso principale va dichiarato inammissibile e quello
incidentale rigettato.

Le spese del giudizio di legittimità, in considerazione della reciproca
soccombenza vanno compensate.

La Corte riuniti i ricorsi dichiara inammissibile quello principale e
rigetta quello incidentale. Compensa le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma nella camera di Consiglio in data 9 ottobre 2013

Il Presidente

P.Q.M.

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