Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27252 del 07/10/2021

Cassazione civile sez. VI, 07/10/2021, (ud. 04/05/2021, dep. 07/10/2021), n.27252

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – rel. Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

Dott. BOGHETICH Elena – Consigliere –

Dott. PICCONE Valeria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 990-2020 proposto da:

P.A., elettivamente domiciliata presso la cancelleria

della CORTE DI CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA, rappresentata e

difesa dall’avvocato MARIA LUISA PETRUZZO;

– ricorrente –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE della PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso lo studio dell’avvocato

PATRIZIA CIACCI, che lo rappresenta e difende unitamente agli

avvocati MANUELA MASSA, CLEMENTINA PULLI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 384/2019 del TRIBUNALE di MARSALA, depositata

il 06/06/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 04/05/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ADRIANO

PIERGIOVANNI PATTI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. con sentenza 6 giugno 2019, il Tribunale di Marsala rigettava la domanda di P.A. di accertamento del diritto all’indennità di accompagnamento: avendo ella contestato le conclusioni del C.t.u. nominato in sede di A.T.P. ai sensi dell’art. 445-bis c.p.c., senza poi formulare tempestive osservazioni, una volta rinnovata dal Tribunale, alla bozza di consulenza (che ne aveva accertato l’affezione da patologie varie, quali diabete mellito tipo 2 con neuropatia diabetica, ipertensione arteriosa, osteoporosi, sindrome ansioso-depressiva ed altre, senza tuttavia riconoscerne lo stato di portatrice di handicap in situazione di gravità ai sensi della L. n. 104 del 1992), ma instando soltanto all’udienza successiva per la rinnovazione della C.t.u. in funzione dell’accertamento del suindicato diritto; senza peraltro avere a ciò fatto alcun riferimento in precedenza, ma soltanto all’accertamento dello status di portatrice di handicap in situazione di gravità;

2. con atto notificato il 5 dicembre 2019 la predetta ricorreva per cassazione con due motivi, cui l’Inps resisteva con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione, anche come error in procedendo, dell’art. 112 c.p.c., dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 445-bis c.p.c., per inosservanza del principio di corrispondenza del chiesto al pronunciato, avendo il Tribunale reso una pronuncia di rigetto del ricorso in ordine ad altro accertamento (inesistenza di handicap grave), eccentrico rispetto alla domanda di riconoscimento del diritto all’indennità di accompagnamento (primo motivo);

2. esso è fondato;

3. in punto di fatto, occorre rilevare che P.A. ha richiesto l’indennità di accompagnamento, sia con il ricorso ai sensi dell’art. 445-bis c.p.c., comma 1 (come da trascrizione al primo capoverso di pg. 2 dell’odierno ricorso), sia in sede di contestazione ex art. 445-bis, comma 4, sia infine con l’atto introduttivo del giudizio, a norma dell’art. 445-bis c.p.c., comma 6 (come da trascrizione al primo capoverso di pg. 3 del ricorso): del che anche il Tribunale ha dato atto (al secondo e terzo capoverso di pg. 2 della sentenza);

3.1. ciononostante, esso ha ritenuto che la ricorrente non avesse reiterato la domanda in sede di consulenza tecnica, in assenza di osservazioni alla bozza di consulenza tecnica d’ufficio rinnovata in ambito giudiziale e che aveva limitato il proprio accertamento allo stato di portatrice di handicap in situazione di gravità ai sensi della L. n. 104 del 1992 (così al terz’ultimo e penultimo capoverso di pg. 2 della sentenza), soltanto all’udienza successiva avendo in stato per la rinnovazione della C.t.u., considerata la risposta dell’ausiliario “ad un quesito non coerente con il ricorso introduttivo atteso che la sussistenza dell’handicap in situazione di gravità in capo alla ricorrente… già… riconosciuta in sede di ATPO e dovendosi quindi il presente giudizio essere riferito ai soli presupposti per il riconoscimento della indennità di accompagnamento” (così all’ultimo capoverso di pg. 2 della sentenza);

3.2. in tema di consulenza tecnica di ufficio, la mancata prospettazione al consulente tecnico di ufficio di rilievi critici alla relazione, a chiusura con il suo deposito del relativo sub-procedimento, in difetto di esplicita previsione, non preclude alla parte di arricchire e meglio specificare le relative contestazioni difensive nel successivo corso del giudizio, anche in sede di gravame, laddove tale accertamento sia stato posto a base della decisione di primo grado (Cass. 8 settembre 2020, n. 18657, con richiamo di precedenti conformi in motivazione): sicché, la mancata reiterazione in sede di (secondo) accertamento peritale della domanda formulata non ha l’effetto preclusivo erroneamente ritenuto dal Tribunale;

3.3. ricorre pertanto il vizio denunciato di omessa pronuncia, che si concreta nel difetto del momento decisorio, qualora sia stato completamente omesso il provvedimento indispensabile per la soluzione del caso concreto, come si verifica quando il giudice non decida su alcuni capi della domanda autonomamente apprezzabili (Cass. 18 febbraio 2005, n. 3388; Cass. 3 marzo 2020, n. 5730): non avendo il Tribunale reso la richiesta pronuncia di accertamento del diritto della ricorrente all’indennità di accompagnamento;

4. ella deduce poi violazione degli artt. 115,116 c.p.c., dell’art. 132 c.p.c., n. 4, ed omessa, insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio, in merito alle patologie evidenziate nel giudizio di merito non esaminate dal C.t.u., né contestate dall’Inps essenzialmente configuranti omesso esame di un fatto storico “costituito dalla esistenza di patologie erroneamente valutate” (secondo motivo);

5. esso è assorbito;

6. pertanto il primo motivo di ricorso deve essere accolto, con assorbimento del secondo, la cassazione della sentenza impugnata, in relazione al motivo accolto e rinvio, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità, al Tribunale di Marsala in persona di diverso giudice.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata, in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità, al Tribunale di Marsala in persona di diverso giudice.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 4 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 7 ottobre 2021

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