Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27201 del 16/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 16/12/2011, (ud. 18/11/2011, dep. 16/12/2011), n.27201

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PICCIALLI Luigi – rel. Presidente –

Dott. BURSESE Gaetano Antonio – Consigliere –

Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

COMUNE DI PARMA (OMISSIS) in persona del Sindaco pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE DELLE MILIZIE lr presso lo

studio dell’avvocato ROSSI ADRIANO, che lo rappresenta e difende,

giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

P.D.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 1052/2010 del TRIBUNALE di PARMA del

19.7.2010, depositata il 27/07/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

18/11/2011 dal Presidente Relatore Dott. LUIGI PICCIALLI;

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. PRATIS

Pierfelice.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Si trascrive di seguito la relazione preliminare:

“RELAZIONE ex art. 380 bis in rel. 375 c.p.c. nel procedimento vertente tra il COMUNE di PARMA (ricorrente) e P.D. (intimato non costituito), avente ad oggetto il ricorso avverso contro la sentenza del Tribunale di Parma n. 1052 n. del 19/27.7.10.

Il relatore, rilevato che con la sentenza in oggetto, il Tribunale di Parma,quale giudice di appello in un procedimento L. n. 689 del 1981, ex artt. 22 e 23 in contumacia dell’appellato opponente,pur dichiarando fondato il motivo di gravame dedotta dal Comune suddetto (con il quale era stata lamentata la violazione dell’art. 112 c.p.c., per essere stata accolta l’opposizione per un motivo non dedotto dall’opponente), ha tuttavia confermato l’accoglimento dell’opposizione, ritenendo la stessa comunque fondata sul diverso e dedotto motivo secondo cui la rilevazione mediante apparecchiatura automatica dell’eccesso di velocità sanzionato dall’art. 142 C.d.S., comma 9, ancorchè accertata sotto il diretto controllo della verbalizzante polizia municipale, sarebbe stata illegittima, per assenza della preventiva segnaletica prevista dal D.L. n. 121 del 2002, art. 4 conv. in L. n. 168 del 2002;

ritenuto che il ricorso proposto dal Comune si palesi meritevole di accoglimento, per che il giudice di appello (peraltro esaminando una ragione oppositiva che, ritenuta assorbita in primo grado, avrebbe dovuto essere ex art. 346 c.p.c. riproposta dall’appellata parte vittoriosa) non ha considerato che l’obbligo di presegnalazione agli automobilisti dei dispositivi di rilevazione elettronica della velocità.prevista dall’art. 4 sopra citato, si riferiva, fino alle modifiche con il D.L. n. 117 del 2007, art. 3 conv. in L. n. 160 del 2007 (che ha introdotto l’art. 142 C.d.S., comma 6 bis), soltanto alle postazioni fisse,di c.d. “controllo remoto”, funzionanti senza la presenza degli operatori di polizia (v. Cass. nn. 1658/09,25531/08, 17735/07); sicchè l’illecito de quo, commesso il (OMISSIS) in epoca anteriore a tale modifica normativa ed accertato con apparecchio “Velomatic” sotto il diretto controllo della polizia municipale, deve ritenersi legittimamente contestato, anche in mancanza della segnaletica in questione (v. Cass. nn. 656/ e 15105/10);

tanto premesso e ritenuto,propone l’accoglimento del ricorso, ove ne risulti perfezionata la notificazione (manca l’a.r. della raccomandata postale), Roma 27 luglio 2011. Il Cons. rel. dott. L. Piccialli”.

Tanto premesso, il collegio, esaminata la memoria adesiva di parte ricorrente; dato atto dell’avvenuta produzione dell’avviso di ricevimento relativo alla notifica a mezzo posta del ricorso, attestante la ricezione dell’atto da parte dell’intimato in data 20.11.2010; ritenuto di condividere integralmente le argomentazioni esposte dal relatore e di doverne, pertanto, recepire la proposta di definizione del giudizio;

ritenuto che deve pertanto cassarsi senza rinvio, non risultando ribaditi ex art. 346 c.p.c. in grado di appello eventuali residui motivi di opposizione, la sentenza di secondo grado, nella parte in cui ha confermato l’accoglimento della stessa sulla base del residuo motivo, la cui infondatezza è stata evidenziata in relazione;

ritenuto che, conseguentemente, non necessitando il giudizio di ulteriori accertamenti, può decidersi nel merito in questa sede ex art. 384 c.p.c., comma 2, u.p rigettandosi l’opposizione; tenuto conto, infine, della soccombenza dell’opponente, che ne comporta la condanna al pagamento delle spese del presente giudizio e di quello di secondo grado (non anche per quelle di primo grado, non avendo il ricorrente Comune precisato se fosse costituito a mezzo difesa tecnica, nè comunque quantificato le eventuali spese di costituzione a mezzo di un proprio funzionario).

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata senza rinvio e,pronunziando nel merito, in riforma della sentenza n. 528/07 del Giudice di Pace di Parma, rigetta l’opposizione di P.D. avverso il verbale impugnato.

Condanna il P. al rimborso in favore del Comune di Parma delle spese processuali, che liquida, quanto al presente giudizio, in complessivi Euro 600,00, di cui 200,00 per esborsi, e quanto al giudizio di appello, in complessivi Euro 500,00, di cui 100,00 per diritti e 100,00 per esborsi.

Così deciso in Roma, il 18 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 16 dicembre 2011

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