Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27064 del 27/12/2016


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Cassazione civile, sez. VI, 27/12/2016, (ud. 02/11/2016, dep.27/12/2016),  n. 27064

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – rel. Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 23279/2015 proposto da:

JENIFER S.R.L., C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante,

elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA BARTOLOMEO CASTALDO 1,

presso lo studio dell’avvocato ELEONORA ZICCHEDDU, che la

rappresenta e difende unitamente e disgiuntamente all’avvocato

CARMALDO STRADA giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la

rappresenta e difende ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 983/3/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di GENOVA, emessa il 16/01/2014 e depositata il

29/09/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

02/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ENRICO MANZON;

udito l’Avvocato Eleonora Ziccheddu, per la ricorrente, che si

riporta agli scritti.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Atteso che ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata depositata e ritualmente comunicata la seguente relazione:

“Con sentenza in data 16 gennaio 2014 la Commissione tributaria regionale della Liguria accoglieva l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 137/14/10 della Commissione tributaria provinciale di Genova che aveva accolto il ricorso di Jennifer srl contro l’avviso di rettifica e liquidazione per imposta di registro afferente la compravendita di un immobile sito in (OMISSIS). La CTR rilevava che non vi fossero ragioni per ritenere il bene compravenduto in “normale stato di conservazione”, non ritenendo a tal fine sufficiente prova la contraria dichiarazione del venditore in sede di rogito notarile ed affermando che le quotazioni OMI, unitamente agli ulteriori elementi di fatto acquisiti dall’Ente impositore in sede di sopraluogo, dovevano considerarsi prove adeguate della fondatezza del credito erariale fatto valere con l’atto impositivo impugnato.

Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione la società contribuente deducendo due motivi.

L’Agenzia delle Entrate si è tardivamente costituita al solo fine di partecipare alla discussione della causa.

Il ricorso si palesa inammissibile.

Trattandosi di pronuncia pubblicata ben dopo l’entrata in vigore della novella dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, la denunciata contraddittorietà della motivazione non è più vizio denunciabile con il ricorso per cassazione, sicchè si profila la mancanza di validi motivi di ricorso ai sensi di detta previsione codicistica.

Si ritiene pertanto la sussistenza dei presupposti di cui all’art. 375 c.p.c., per la trattazione del ricorso in Camera di consiglio e se ne propone la dichiarazione di inammissibilità”.

Il Collegio condivide la relazione depositata.

In replica alla memoria difensiva della società ricorrente, va ribadito che “Le disposizioni sul ricorso per cassazione, di cui al D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, circa il vizio denunciabile ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, ed i limiti d’impugnazione della “doppia conforme” ai sensi dell’art. 348-ter c.p.c., u.c., si applicano anche al ricorso avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale, atteso che il giudizio di legittimità in materia tributaria, alla luce del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 62, non ha connotazioni di specialità. Ne consegue che il D.L. n. 83 del 2012, art. 54, comma 3-bis, quando stabilisce che “le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano al processo tributario di cui al D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546″, si riferisce esclusivamente alle disposizioni sull’appello, limitandosi a preservare la specialità del giudizio tributario di merito” (Sez. U., Sentenza n. 8053 del 07/04/2014, Rv. 629829).

Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile; nulla per le spese, stante la costituzione tardiva dell’Agenzia delle Entrate.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; nulla per le spese.

Così deciso in Roma, il 2 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 27 dicembre 2016

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