Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26975 del 05/10/2021

Cassazione civile sez. lav., 05/10/2021, (ud. 28/04/2021, dep. 05/10/2021), n.26975

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. LORITO Matilde – Consigliere –

Dott. LEONE Margherita Maria – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. PICCONE Valeria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3423-2020 proposto da:

T.L., domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso LA CANCELLERIA

DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato GILARDONI MASSIMO;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO – Commissione Territoriale per il

Riconoscimento della Protezione Internazionale di Brescia, in

persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso

dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici domicilia

ex lege in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI n. 12;

– resistente con mandato –

avverso la sentenza n. 1182/2019 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,

depositata il 23/07/2019 R.G.N. 1473/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

28/04/2021 dal Consigliere Dott. PICCONE VALERIA.

 

Fatto

RILEVATO IN FATTO

CHE:

– T.L. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d’appello di Brescia del 23 luglio 2019 di reiezione della impugnazione dell’ordinanza emessa dal locale Tribunale ex art. 702 bis c.p.c., che aveva respinto la sua domanda per il riconoscimento della protezione internazionale e della protezione umanitaria;

– dall’esame della decisione impugnata emerge che il richiedente aveva riferito nel modello C3 di aver lasciato il Senegal per problemi familiari sbagliando le date della asserita permanenza in un campo ribelle oltre che della fuga dal Senegal mentre nell’atto d’appello aveva eccepito il pericolo di persecuzione da lui corso da parte dei militari in quanto inserito in una lista di presunti terroristi;

– la Corte ha condiviso le motivazioni del Tribunale che aveva disatteso l’istanza evidenziando che non sussistevano le condizioni per il riconoscimento delle protezioni internazionale e umanitaria richieste alla luce del difetto di credibilità delle dichiarazioni rese;

– il ricorso è affidato ad un motivo;

– il Ministero dell’Interno ha presentato memoria al fine della eventuale partecipazione all’udienza ex art. 370 c.p.c., comma 1.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

CHE:

– con l’unico motivo proposto, parte ricorrente deduce la violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32, comma 2, censurando l’operato del giudice per non aver ritenuto sussistenti i presupposti per il riconoscimento della protezione umanitaria in capo al ricorrente;

– preliminarmente, va rilevata l’inammissibilità del ricorso, essendo stato proposto tardivamente, oltre il termine di trenta giorni, decorrente dalla comunicazione del decreto del Tribunale, previsto dal D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 35-bis (Cfr. fra le altre, Cass. n. 622 del 2020);

– in giurisprudenza e’, infatti, consolidato l’orientamento per cui la remissione in termini, applicabile anche rispetto all’impugnazione delle pronunce giudiziali, può essere ammessa solo ove l’impedimento che non ha consentito di dare corso tempestivamente all’attività richiesta abbia i “caratteri dell’assolutezza e non della mera difficoltà” (Cass., S.U., 12 febbraio 2019, n. 4135; Cass. 6 luglio 2018, n. 17729);

– nella specie nulla allega parte ricorrente circa l’eventuale assoluto difetto di comunicazione del provvedimento impugnato, limitandosi esclusivamente ad asserire di aver proposto ricorso nell’ultimo giorno del semestre;

– il ricorso va, pertanto, dichiarato inammissibile;

– nulla per le spese avendo il Ministero esclusivamente presentato memoria al fine della eventuale partecipazione all’udienza ex art. 370 c.p.c., comma 1;

– sussistono i presupposti processuali perché la parte ricorrente versi;

– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater – un ulteriore importo a titolo contributo unificato pari a quello previsto per la proposizione dell’impugnazione, se dovuto.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, dà atto che sussistono i presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis se dovuto.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 28 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 5 ottobre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA