Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26960 del 26/11/2020

Cassazione civile sez. trib., 26/11/2020, (ud. 08/07/2020, dep. 26/11/2020), n.26960

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANZON Enrico – Presidente –

Dott. BRUSCHETTA E. Luigi – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

Dott. GORI P. – rel. Consigliere –

Dott. ARMONE G. M. – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 26542/2015 R.G. proposto da:

S.S., elettivamente domiciliato in Roma, via Susa 1,

presso lo studio dell’Avv. Ida Di Domenica, rappresentato e difeso

dall’Avv. Giovanni Lanciotti;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, con

domicilio eletto in Roma, via Dei Portoghesi, n. 12;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale delle

Marche n. 233/1/2015 depositata il 6 luglio 2015, non notificata.

Udita la relazione svolta nell’adunanza camerale dell’8 luglio 2020

dal consigliere Pierpaolo Gori.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– Con sentenza della Commissione Tributaria Regionale delle Marche n. 233/1/2015, veniva rigettato l’appello proposto da S.S., titolare della ditta individuale Caffè Mirò di S.S., avverso la sentenza n. 43/3/2011 della Commissione Tributaria Provinciale di Ascoli Piceno che, a sua volta, aveva rigettato il ricorso del contribuente avente ad oggetto un avviso di accertamento IVA e II.DD., inclusa l’IRAP, 2005.

– A seguito di instaurazione di contraddittorio, e dell’emersione di gravi incongruenze tra i ricavi dichiarati e quelli desumibili dall’attività di impresa svolta, veniva applicato un accertamento di tipo analitico – induttivo D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 39, comma 1, lett. d), con ricorso anche a studio di settore. La CTR, superate le doglianze preliminari, tra cui la sottoscrizione dell’avviso da parte di soggetto asseritamente non legittimato, e del difetto di motivazione dell’atto impositivo, nel merito confermava le riprese rinvenendo una pluralità di indizi a fondamento delle stesse.

– Avverso la sentenza della CTR propone ricorso il contribuente con ricorso, affidato a cinque motivi, cui l’Agenzia delle Entrate replica con controricorso e ricorso incidentale condizionato affidato ad un motivo. Con nota di deposito datata 7 luglio 2020 il contribuente ha infine rinunciato al ricorso, rendendo noto di aver aderito alla definizione agevolata della controversia.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– In data 8 luglio 2020 si tiene l’adunanza camerale nell’aula d’udienza della sezione V civile del palazzo della Corte di Cassazione alla presenza dei magistrati pres. del collegio Enrico Manzon, cons. Ernestino Luigi Bruschetta, cons. Giovanni Maria Armone e con la presenza in collegamento remoto attraverso la piattaforma Microsoft Teams – individuata con Decreto Dirigenziale adottato ai sensi del D.L. n. 18 del 2020, art. 83, convertito in L. n. 24 del 2020, dal direttore generale per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia e pubblicato sul portale dei servizi telematici in data 20 marzo 2020 – dei magistrati cons. Maria Giulia Putaturo Donati Viscido Di Nocera e cons. Pierpaolo Gori, ai quali è assicurata la disponibilità agli atti attraverso la medesima piattaforma.

– Con nota di deposito del 7 luglio 2020 il contribuente ha reso noto di aver aderito alla definizione agevolata D.L. n. 193 del 2016, ex art. 6, convertito in L. n. 225 del 2016, e ha depositato espressa dichiarazione di rinuncia al ricorso unitamente ad una nota di Equitalia attestante la procedura di definizione. Il Collegio osserva che il contribuente non ha fornito rituale prova di notifica dell’atto di rinuncia alla controparte munita di consegna all’indirizzo di posta del destinatario e di accettazione telematica. Nondimeno, la dichiarazione di rinuncia sottoscritta da parte ricorrente vale come attestazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione della controversia.

– In conclusione, il ricorso principale va dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, con assorbimento del ricorso incidentale, non autonomo.

– Le spese di lite possono trovare giustificati motivi per la compensazione, in assenza di accettazione della rinuncia da parte dell’Agenzia o di richiesta da parte di questa di una pronuncia sulla soccombenza virtuale, avuto riguardo per l’adesione alla definizione agevolata da parte del contribuente, resa nota in limine, ma – pur sempre – anteriormente alla celebrazione della camera di consiglio.

P.Q.M.

La corte dichiara inammissibile il ricorso principale e assorbito il ricorso incidentale; compensa le spese di lite.

Così deciso in Roma, il 8 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2020

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