Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26948 del 15/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 15/12/2011, (ud. 11/11/2011, dep. 15/12/2011), n.26948

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. DE RENZIS Alessandro – Consigliere –

Dott. LA TERZA Maura – Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere –

Dott. IANNIELLO Antonio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AZIENDA SANITARIA LOCALE (ASL) (OMISSIS) LANCIANO – VASTO

-CHIETI

(OMISSIS), in persona del Direttore Generale pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA SUSA 1, presso lo studio

dell’avvocato DI DOMENICA IDA, rappresentata e difesa dall’avvocato

BOSCO ANTONELLA giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

S.F. (OMISSIS), + ALTRI OMESSI

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA SISTINA 121, presso lo studio

dell’avvocato BONOTTO MARCELLO, che li rappresenta e difende giusta

procura speciale in calce al controricorso;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 433/2010 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,

depositata il 01/04/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

dell’11/11/2011 dal Consigliere Dott. ANTONIO IANNIELLO;

è presente il P.G. in persona del Dott. IGNAZIO PATRONE.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

La causa è stata chiamata alla adunanza in camera di consiglio del 7 aprile 2011 ai sensi dell’art. 375 c.p.c. sulla base della seguente relazione redatta a norma dell’art. 380 c.p.c.:

“Con ricorso notificato in data 16 settembre 2010, la ASL n. (OMISSIS) di Lanciano, Vasto e Chieti chiede, con tre motivi la cassazione della sentenza depositata il 1 aprile precedente, con la quale la Corte d’appello di L’Aquila ha confermato la decisione di primo grado che aveva accolto le domande svolte da S.L. e dagli altri 24 resistenti relative al godimento delle ferie aggiuntive contrattualmente previste per i dipendenti del S.S.N. esposti al c.d.

rischio radiologico.

Gli intimati hanno resistito alle domande con rituale controricorso.

Il procedimento è regolato dall’art. 360 c.p.c. e segg. con le modifiche e integrazioni successive, in particolare quelle apportate dalla L. 18 giugno 2009, n. 69.

Il tema principale proposto con la presente causa riguarda l’interpretazione dell’art. 5, comma 6 del C.C.N.L. del comparto sanità per il biennio 2000-2001, laddove attribuisce al personale esposto al rischio radiologico il diritto a fruire di quindici giorni di ferie aggiuntive da godersi in un’unica soluzione: trattasi cioè di stabilire se i quindici giorni di ferie aggiuntive siano da intendere o non come giorni lavorativi.

In proposito, l’argomento è già stato ripetutamente esaminato da questa Corte in sede di diretta interpretazione della norma contrattuale collettiva del comparto sanità.

In particolare, con le sentenze nn. 26364/09, 3365/11 e 3748/11, questa Corte ha uniformemente affermato che “in tema di ferie aggiuntive in favore di lavoratori sottoposti a rischio radiologico, l’art. 5, comma 6, del c.c.n.l. comparto sanità, secondo biennio economico 2000-2001, va interpretato nel senso che nel periodo di 15 giorni di ferie aggiuntive da usufruirsi in unica soluzione, ivi previsto per il personale esposto al rischio radiologico, vanno ricompresi e restano quindi assorbiti le festività, i giorni domenicali e il sabato (per coloro i quali prestano servizio in turni di cinque giorni settimanali) ricadenti in tale periodo, poichè la norma contrattuale contempla il beneficio di un ulteriore periodo feriale continuativo e unitariamente stabilito, da computarsi secondo il calendario e senza far riferimento ai giorni lavorativi.

Ove si ritenga di dare continuità a tale uniforme orientamento giurisprudenziale, il ricorso (i cui ulteriori motivi restano assorbiti) deve ritenersi manifestamente fondato e va pertanto trattato in camera di consiglio per essere accolto, anche nel merito”.

Sono seguite le rituali comunicazione e notifica della suddetta relazione, unitamente al decreto di fissazione della presente udienza in camera di consiglio.

I resistenti hanno depositato una memoria.

Il Collegio condivide l’orientamento giurisprudenziale citato dal relatore, ritenendo pertanto manifestamente fondato il ricorso, che va accolto, con la conseguente cassazione della sentenza impugnata.

Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa va decisa nel merito, col rigetto delle originarie domande dei resistenti, i quali vanno altresì condannati alle spese dell’intero processo, secondo la liquidazione fattane in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta le domande di S.L. e degli altri 24 litisconsorti, che condanna alle spese dell’intero processo, liquidando quelle di primo grado in Euro 2.460,00 (di cui 800,00 per diritti e 1.600,00 per onorari), quelle di secondo grado in Euro 2.860,00 (di cui 800,00 per diritti e 2.000,00 per onorari) e quelle del presente giudizio in Euro 30,00 per esborsi ed Euro 3.000,00 per onorari, oltre accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 11 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 15 dicembre 2011

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