Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26942 del 26/11/2020

Cassazione civile sez. VI, 26/11/2020, (ud. 15/10/2020, dep. 26/11/2020), n.26942

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. SCRIMA Antonietta – rel. Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 12143-2019 proposto da:

R.M., T.R., elettivamente domiciliati in ROMA,

PIAZZA DI VILLA CARPEGNA 43, presso lo studio dell’avvocato EUGENIO

DE PROPRIS, che li rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

A.C.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 6239/2018 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 5/10/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 15/10/2020 dal Consigliere Relatore Dott. SCRIMA

ANTONIETTA.

 

Fatto

CONSIDERATO

che:

R.M. e T.R. hanno proposto ricorso per cassazione, basato su un solo motivo, nei confronti di A.C. e avverso la sentenza n. 6239/2018 della Corte di appello di Roma, pubblicata il 5 ottobre 2018, che ha dichiarato inammissibile l’appello proposto dagli attuali ricorrenti avverso la sentenza del Tribunale di Roma n. 2634/2014, con la quale era stata rigettata la domanda, avanzata dai predetti, di risarcimento dei danni asseritamente derivanti da responsabilità professionale del convenuto, avvocato A.C.;

l’intimato non ha svolto attività difensiva in questa sede;

la proposta del relatore è stata ritualmente comunicata, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

Diritto

RILEVATO

che:

secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, “ai fini dell’ammissibilità del ricorso per cassazione, sotto il profilo della sussistenza della procura speciale al difensore iscritto nell’apposito albo, richiesta dall’art. 365 c.p.c., è essenziale, da un lato, che la procura sia rilasciata in epoca anteriore alla notificazione del ricorso e, dall’altro, che essa investa il difensore espressamente del potere di proporre ricorso per cassazione contro una sentenza determinata e pronunciata necessariamente in epoca antecedente al rilascio della procura speciale” (Cass. 28/03/2006, n. 7084; Cass., ord., 4/04/2017, n. 8741; Cass. 21/11/2017, n. 27540);

nel ricorso all’esame si fa espressamente riferimento alla “procura a margine del precorso atto di appello”, con conseguente inammissibilità del medesimo ricorso per difetto della prescritta procura speciale (Cass. 12/05/2003, n. 7181 e Cass. 17/12/2004, n. 23501; v. anche Cass. 9/03/2011, n. 5554, Cass. 11/09/2014, n. 19226 e Cass., ord., 7/01/2016, n. 58, Cass., ord., 27/08/2020, n. 17901);

ritenuto che:

il ricorso debba essere, alla luce di quanto evidenziato, dichiarato inammissibile;

non vi sia luogo a provvedere per le spese del presente giudizio di legittimità nei confronti dell’intimato, non avendo lo stesso svolto attività difensiva in questa sede, vada dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, se dovuto, da parte dell’avv. Eugenio De Propris, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis (Cass., sez. un., 20/02/2020, n. 4315), in base al principio secondo cui, trattandosi di attività processuale della quale il legale assume esclusivamente la responsabilità in mancanza di procura speciale, su di esso grava la pronuncia relativa alle spese processuali, anche rispetto dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato predetto (Cass., ord., 9/12/2019, n. 32008; Cass. 21/09/2015, n. 18577, evidenziandosi pure che il presupposto dell’insorgenza di tale obbligo non è collegato alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo del rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l’impugnante, del gravame (v. Cass. 13 maggio 2014, n. 10306).

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per versamento, se dovuto, da parte dell’avv. Eugenio De Propris, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 3 della Corte Suprema di Cassazione, il 15 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 26 novembre 2020

 

 

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