Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26940 del 23/12/2016


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Cassazione civile, sez. VI, 23/12/2016, (ud. 26/09/2016, dep.23/12/2016),  n. 26940

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RAGONESI Vittorio – Presidente –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2218-2014 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) a R.L.;

– intimato –

avverso il decreto n. 502/2013 del TRIBUNALE di ROMA, emesso il

19/11/2013 e depositato il 12/12/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

26/09/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ACIERNO MARIA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

In ordine al procedimento recante il n. di R.G. 2218 del 2014 è stata depositata la seguente relazione:

“Il Tribunale di Roma ha respinto l’opposizione allo stato passivo del fallimento (OMISSIS) a r.l. proposta dall’Agenzia delle Entrate evidenziando in ordine ai crediti richiesti in privilegio ed ammessi in chirografo (omesso versamento IRES, IRAP, IVA) che non era stato prodotto in sede di opposizione il fascicolo della fase di verifica del passivo nè erano stati depositati atti dai quali evincere la natura dei tributi non pagati formanti oggetto degli avvisi di accertamento in questione. Tale fascicolo non deve essere acquisito d’ufficio secondo l’orientamento della giurisprudenza di legittimità, dal momento che l’opposizione allo stato passivo deve essere decisa sulla base della documentazione prodotta dalle parti nei termini di cui alla L.Fall., art. 99.

Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate censurando con un motivo di ricorso la violazione del R.D. n. 267 del 1942, art. 99 nonchè l’art. 2697 c.c. e art. 115 c.p.c..

Tale violazione sarebbe consistita nel non aver acquisito il fascicolo d’ufficio da parte del Tribunale, necessario nella specie in considerazione della non costituzione del curatore e per aver omesso di applicare il principio di non contestazione.

E’ stato inoltre dedotto il vizio di omesso esame circa un fatto decisivo in ordine al mancato esame del prospetto riepilogativo del credito insinuato al passivo dal quale emerge la natura privilegiata dei crediti ch viene riprodotto nel ricorso.

Entrambe le censure sono manifestamente infondate. La prima, in quanto l’orientamento citato nella pronuncia impugnato è del tutto consolidato e si fonda sul binomio principio dispositivo e sulla previsione espressa dell’onere istruttorio a pena di decadenza (cfr. da ultimo 25174 del 2014). Il principio di non contestazione non si applica se le parti non sono entrambe costituite ed infine il prospetto del quale si lamenta l’omessa visione rappresenta una mero riepilogo delle voci di credito.

In conclusione ove si condividano i predetti rilievi il ricorso deve essere respinto”.

Il Collegio aderisce senza rilievi alla relazione depositata. Il ricorso deve essere rigettato. Non vi è luogo a statuizione sulle spese processuali in mancanza della parte contro ricorrente.

In ordine al procedimento recante il n. di R.G. 2218 del 2014 è stata depositata la seguente relazione:

“Il Tribunale di Roma ha respinto l’opposizione allo stato passivo del fallimento (OMISSIS) a r.l. proposta dall’Agenzia delle Entrate evidenziando in ordine ai crediti richiesti in privilegio ed ammessi in chirografo (omesso versamento IRES, IRAP, IVA) che non era stato prodotto in sede di opposizione il fascicolo della fase di verifica del passivo nè erano stati depositati atti dai quali evincere la natura dei tributi non pagati formanti oggetto degli avvisi di accertamento in questione. Tale fascicolo non deve essere acquisito d’ufficio secondo l’orientamento della giurisprudenza di legittimità, dal momento che l’opposizione allo stato passivo deve essere decisa sulla base della documentazione prodotta dalle parti nei termini di cui alla L.Fall., art. 99.

Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate censurando con un motivo di ricorso la violazione del R.D. n. 267 del 1942, art. 99 nonchè l’art. 2697 c.c. e art. 115 c.p.c..

Tale violazione sarebbe consistita nel non aver acquisito il fascicolo d’ufficio da parte del Tribunale, necessario nella specie in considerazione della non costituzione del curatore e per aver omesso di applicare il principio di non contestazione.

E’ stato inoltre dedotto il vizio di omesso esame circa un fatto decisivo in ordine al mancato esame del prospetto riepilogativo del credito insinuato al passivo dal quale emerge la natura privilegiata dei crediti che viene riprodotto nel ricorso.

Entrambe le censure sono manifestamente infondate. La prima, in quanto l’orientamento citato nella pronuncia impugnato è del tutto consolidato e si fonda sul binomio principio dispositivo e sulla previsione espressa dell’onere istruttorio a pena di decadenza (cfr. da ultimo 25174 del 2014). Il principio di non contestazione non si applica se le parti non sono entrambe costituite ed infine il prospetto del quale si lamenta l’omessa visione rappresenta una mero riepilogo delle voci di credito.

In conclusione ove si condividano i predetti rilievi il ricorso deve essere respinto”.

Il Collegio aderisce senza rilievi alla relazione depositata. Il ricorso deve essere rigettato. Non vi è luogo a statuizione sulle spese processuali in mancanza della parte contro ricorrente.

PQM

Rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 26 settembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 23 dicembre 2016

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