Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26890 del 29/11/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 26890 Anno 2013
Presidente: DI PALMA SALVATORE
Relatore: RAGONESI VITTORIO

ORDINANZA
sul ricorso 8790-2012 proposto da:
MPS GESTIONE CREDITI BANCA SPA, non in proprio ma
esclusivamente in nome e per conto della BANCA ANTONVENETA
SPA, appartenente al Gruppo Bancario Monte dei Paschi di Siena, in
persona del Responsabile dell’Ufficio Periferico di Padova,
elettivamente domiciliata in ROMA, LUNG.RE ARNALDO DA
BRESCIA 9, presso lo studio dell’avvocato MANNOCCHI
MASSIMO, rappresentata e difesa dall’avvocato BRAGADIN
ALVISE giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente contro
FALLIMENTO SAN MARCO CASA D’ASTE SPA, in persona del
Curatore, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA DI
PRISCILLA 4, presso lo studio dell’avvocato COEN STEFANO,

Data pubblicazione: 29/11/2013

rappresentato e difeso dall’avvocato MANENTE DIEGO giusta
mandato in calce al controricorso e ricorso incidental;

– controricorrente e ricorrente incidentale avverso il decreto n. 1437/2011 R.G. del TRIBUNALE di VENEZIA

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
15/10/2013 dal Consigliere Relatore Dott. VITTORIO RAGONESI;
udito l’Avvocato Bragadin Alvise difensore della ricorrente che si
riporta agli scritti;
è presente il P.G. in persona del Dott. CARMELO SGROI che
condivide la relazione.

Ric. 2012 n. 08790 sez. M1 – ud. 15-10-2013
-2-

del 16/02/2012, depositata il 09/03/2012;

La Corte ,rilevato che sul ricorso n. 8790/12 proposto da MPS Gestione
Crediti Banca s.p.a. in nome e per conto della Banca Antonveneta s.p.a. nei
confronti del Fallimento San Marco Aste s.p.a. il Consigliere relatore ha

“Il relatore Cons. Ragonesi, letti gli atti depositati, osserva quanto segue.

Il Monte dei Paschi di Siena ha proposto ricorso per Cassazione affidato a
quattro motivi avverso il decreto del Tribunale di Venezia , depositato il
9.3.12 ,con cui veniva rigettata l’opposizione allo stato passivo del
fallimento della San Marco casa d’aste spa proposto dalla predetta banca .
La Curatela ha resistito con controricorso.

Con il primo motivo di ricorso la banca ricorrente lamenta la
mancata ammissione delle richieste istruttorie ed in particolare
dell’ordine di esibizione al fallimento del libro giornale della
società fallita e di altri documenti contabili.
Il motivo è inammissibile.
Questa Corte ha già chiarito che ilprovvedimento di cui all’art. 210
cod. proc. civ. è espressione di una facoltà discrezionale rimessa al
prudente apprezzamento del giudice di merito, che non è tenuto ad indicare
le ragioni per le quali ritiene di avvalersi, o no, del relativo potere, il cui

depositato la relazione che segue.

mancato esercizio non può, quindi, formare oggetto di ricorso per
cassazione, neppure sotto il profilo del difetto di motivazione. ( ex plurimis
da ultimo Cass 22196/10).

Con il secondo motivo di ricorso lamenta che il tribunale ,in

degli estratti conto prodotti potesse essere desunta da fatti
equipollenti.
Il motivo è infondato.
In sostanza la banca ricorrente lamenta che il tribunale non ha
tenuto conto che la prova della anteriorità del credito poteva
essere fornita tramite l’ordine di esibizione e l’ammissione della
prova per testi ; istanze istruttorie di fatto rigettate.
Le argomentazioni in esame si fondano sul presupposto
dell’accoglimento del primo e del terzo motivo che sono invece
inammissibili ( il primo è già stato esaminato mentre il terzo segue
immediatamente).
Con il terzo motivo si duole della mancata ammissione della prova
per testi.
Il motivo è inammissibile.

violazione dell’art 2704 c.c, non abbia ritenuto che la data certa

Il tribunale ha motivato la non ammissione della prova per testi in
base al fatto che il rapporto di conto corrente era continuato
anche dopo il 7.6.07, onde la posizione debitoria della società
fallita a tale data non aveva alcuna rilevanza ai fini del decidere.

ricorrente che si limita genericamente ad affermare l’interesse a
fornire una collocazione temporale del rapporto ed a
documentarne l’andamento senza peraltro indicare quali
sarebbero stati i riflessi diretti sulla materia del contendere e sulla
decisione.
Con il quarto motivo di ricorso la ricorrente contesta la
sentenza ( rectius decreto)

impugnata laddove ha escluso che i

documenti prodotti avessero data certa nonostante questa fosse
desumibile del timbro postale.
Il motivo è fondato limitatamente al timbro postale apposto sul
retro delle fideiussioni e di eventuali atti ,non meglio specificati
nel ricorso, in autoprestazione , con esclusione quindi di quegli
atti contenuti in buste con apposto il timbro.
La giurisprudenza di questa Corte ha infatti in più occasioni
chiarito che , se la scrittura privata non autenticata forma un

Tale motivazione non risulta adeguatamente censura dalla banca

unico corpo con il foglio sul quale è stato impresso il timbro, la
data risultante da quest’ultimo deve ritenersi come data certa della
scrittura, ai fini della computabilità di fronte ai terzi, perché la
timbratura eseguita in un pubblico ufficio deve considerarsi

inviato nel medesimo giorno in cui essa è stata eseguita (tra le
altre, Cass 8438/12 ;Cass 13912/07; Cass 21814/06
Cass. 23 aprile 2003 n. 6472 ;Cass 1999 n. 10873).
In tali casi, pertanto, l’onere della prova della certezza della data
deve ritenersi assolto, gravando sulla parte che la contesti l’onere
di provare la redazione del contenuto della scrittura, in tutto o in
parte, in un momento diverso dalla data stessa così accertata
(Cass. 28 giugno 2002 n. 9482,Cass 19 marzo 2004 n. 5561;
Cass. 23 aprile 2003 n. 6472; 1 ottobre 1999 n. 10873; Cass n.
21814 del 11/10/2006).
Il ricorso può pertanto essere trattato in camera di consiglio
ricorrendo i requisiti di cui all’art 375 cpc .
PQM
Rimette il processo al Presidente della sezione per la trattazione in
Camera di Consiglio

equivalente ad un’attestazione autentica che il documento è stato

Roma 30.4.13
Il Cons. relatore

Vista la memoria del controricorrente;
considerato :
che non emergono elementi che possano portare a diverse conclusioni di quelle
rassegnate nella relazione di cui sopra;
che pertanto 4a3~j va accolto il quarto motivo del ricorso nei limiti di cui in
motivazione mentre vanno rigettati gli altri;
che il decreto va conseguentemente cassato in relazione al motivo accolto con rinvio
anche per le spese al Tribunale di Venezia in diversa composizione.
PQM
Accoglie il quarto motivo del ricorso nei limiti di cui in motivazione rigettati gli
altri cassa il decreto impugnato in relazione al motivo accolto e rinvia anche per le
spese al Tribunale di Venezia in diversa composizione.

Roma 15.10.13

V. Ragonesi

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