Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26883 del 05/10/2021

Cassazione civile sez. trib., 05/10/2021, (ud. 18/03/2021, dep. 05/10/2021), n.26883

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. MARTORELLI Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26649-2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

ABITCOOP SOCIETA’ COOPERATIVA ARL;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1880/2014 della COMM.TRIB.REG.TOSCANA,

depositata il 30/09/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

18/03/2021 dal Consigliere Dott. RAFFAELE MARTORELLI.

 

Fatto

RITENUTO

Che:

La Società Cooperativa a r.l. Recuperare (oggi soc. ABITCOOP soc. Cooperativa a r.l.) acquistava con rogito del notaio S. e Notaio V.F., un’area edificabile posta in Prato e la quota di un complesso immobiliare in corso di costruzione sulla medesima area. Sull’area veniva costituito un complesso immobiliare nel quale la Cooperativa acquistava 80 appartamenti. In data 18/12/2006 la Società Cooperativa a r.l. Recuperare (oggi soc. ABITCOOP soc. Cooperativa a r.l.) assegnava mediante scritture private autenticate a rogito Notaio V.F. registrata a Prato il 15/02/2007, ai soci assegnatari, A.S. e Z.O., la piena ed esclusiva proprietà degli appartamenti per civile abitazione e autorimessa, edificati dalla Cooperativa. Ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 10, comma 1, n. 8 bis come sostituito dal D.L. n. 223 del 2006, art. 35, comma 8, lett. a) l’assegnazione veniva effettuata in regime di imponibilità IVA con applicazione dell’imposta di registro in misura fissa ed applicazione dei benefici previsti dalla L. n. 549 del 1995 e successive modifiche ed integrazioni, art. 3, comma 131.

A seguito di verifica di carattere generale, per l’anno d’imposta 2005, l’Agenzia delle Entrate rilevava che l’assegnazione delle unità immobiliari indicate, risultava essere stata effettuata decorsi oltre quattro anni dalla ultimazione dei lavori, come emerso dalle scritture private di pre-assegnazione degli alloggi, in cui si attestava che i lavori di costruzione erano stati ultimati ed eseguiti in conformità al capitolato, alle prescrizioni contrattuali ed al progetto regolarmente muniti di concessione da parte del Comune di Prato.

L’Ufficio di Prato della Agenzia delle Entrate, pertanto, ritenendo tale atto riconducibile al regime di esenzione IVA, sul presupposto dell’avvenuto decorso del termine di quattro anni dalla data di assegnazione della unità immobiliari, nei termini sopra indicati, rispetto alla data di ultimazione dei lavori, procedeva alla liquidazione dell’imposta di registro in misura proporzionale, ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 10, comma 1, n. 8 bis così come modificato dal D.L. n. 223 del 2006, art. 35, comma 8, lett. a), convertito dalla L. n. 248 del 2006, nonché del D.P.R. n. 131 del 1986, artt. 40 e 42 ed art. 1 della Tariffa Allegata al D.P.R. citato ed emetteva avviso di liquidazione di imposta.

Can la sentenza n. 6/07/11 la Commissione Tributaria Provinciale di Prato, accoglieva il ricorso dei contribuenti. L’Ufficio di Prato dell’Agenzia delle Entrate proponeva appello ritenendo che l’assegnazione delle unità immobiliari ai soci della cooperativa fosse stata effettuata decorsi oltre quattro anni dalla ultimazione dei lavori. Trattandosi di operazione esente IVA D.P.R. n. 633 del 1972, ex art. 10, comma 1 l’assegnazione era, pertanto, da assoggettare ad imposta di Registro in misura proporzionale ed ad imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.

La CTR Toscana con sentenza n. 1880/30/14, respingeva l’appello, dando atto che la CTR aveva dato contezza del puntuale rispetto del termine stabilito dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 10, comma 1, n. 8 bis come sostituito dal D.L. n. 223 del 2006, art. 35, comma 8, lett. a) convertito nella L. n. 248 del 2006, atteso che la conclusione dei lavori sia avvenuta in data 27 febbraio 2003, così come risultante dall’attestato di ultimazione lavori rilasciato dal Comune di Prato, del 30.04.2003, mentre le assegnazioni dei rispettivi alloggi ai soci erano avvenute in data 18.12.2006, quindi tempestivamente.

Proponeva ricorso l’Agenzia delle Entrate affidato ad un unico motivo. Gli intimati non si costituivano.

Diritto

CONSIDERATO

che:

L’Ufficio ha impugnato l’avviso deducendo:

-Violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 1, comma 1, n. 8 bis, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Secondo la ricorrente la sentenza aveva errato nell’attribuire rilevanza e validità solamente all’attestato di ultimazione dei lavori rilasciato dal Comune di Prato del 30.4.2003 ai fini della determinazione del termine di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 10, comma 1, n. 8 bis. Infatti, nell’individuazione del dies a quo, i giudici di merito avevano dato rilievo solo all’attestazione meramente formale di ultimazione lavori, non tenendo conto che, dalle scritture private di preassegnazione degli alloggi redatte il 28.11.2002 e 16.12.2002, si evinceva una data diversa. Richiamava in tal senso la Circolare n. 18/E del 2013, in cui, per ultimazione della costruzione o degli interventi di recupero del fabbricato, doveva intendersi quello in cui l’immobile risultava idoneo ad espletare la sua funzione ovvero ad essere destinato al consumo. Pertanto, l’assegnazione dell’immobile era avvenuta decorsi i 4 anni dalla data di ultimazione della costruzione.

Dalla documentazione allegata, si desumeva, infatti, che si era proceduto, di comune accordo tra le parti, dalle date di preassegnazione, alla consegna degli alloggi prenotati ai soci. Richiamava ancora la Circolare n. 38/E del 2005 (richiamata anche nella Circolare n. 12 del 2007) in materia di accertamento requisiti prima casa, in cui si era affermato che doveva ritenersi “ultimato” anche il fabbricato concesso in uso a terzi, in quanto pur in assenza della formale attestazione di ultimazione del tecnico competente si presumeva che “essendo idoneo ad essere immesso in consumo” fossero presenti “tutte le caratteristiche fisiche idonee a far ritenere l’opera di costruzione o di ristrutturazione completata”.

Il motivo non è fondato.

Non vi è dubbio che occorra ancorare il requisito di ultimazione dei lavori ad un dato certo ed inoppugnabile e questo non può che trarsi dalla dichiarazione fatta ad un organo pubblico (nel caso in esame, il Comune di Prato) da parte di un soggetto all’uopo qualificato (un progettista o un tecnico abilitato), che rilascia un certificato di collaudo finale, con cui si attesta la conformità dell’opera al progetto presentato.

Il dato valorizzato dal ricorrente, secondo cui per ultimazione della costruzione o degli interventi di recupero del fabbricato, deve intendersi quello in cui l’immobile risulta idoneo ad espletare la sua funzione ovvero ad essere destinato al consumo, si collega, nella sostanza, ad un dato meramente presuntivo, che non può, come tale, desumersi dall’atto di preassegnazione dell’immobile. L’atto di preassegnazione, che consente al socio assegnatario di entrare nel possesso dell’immobile, non può essere assimilato alla effettiva alla ultimazione dei lavori che richiede, necessariamente, non solo la piena attitudine dell’immobile alla concreta abitabilità da parte di persone, ma anche il funzionamento dei servizi comuni. In tal senso, risulta corretto collegare l’assegnazione del singolo alloggio al completamento dell’intera costruzione e identificare la data di ultimazione dei lavori in quella dichiarata dal tecnico abilitato al Comune di appartenenza.

Il ricorso va pertanto respinto. Non vi è pronuncia sulla spese in assenza di attività difensiva dell’intimata.

P.Q.M.

Respinge il ricorso.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio da remoto, il 18 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 5 ottobre 2021

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