Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2688 del 28/01/2022

Cassazione civile sez. trib., 28/01/2022, (ud. 21/12/2021, dep. 28/01/2022), n.2688

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANZON Enrico – Presidente –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. FEDERICI Francesco – Consigliere –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. CHIESI Gian Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 2486/2012 R.G. proposto da:

Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via

dei Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

S.A. Srl, rappresentata e difesa dall’Avv. Manuela

Paris, con domicilio eletto presso l’Avv. Vincenza Di Cristofano, in

Roma, viale Mazzini n. 13, giusta procura speciale in calce ad atto

di costituzione di nuovo difensore;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale

dell’Abruzzo n. 130/03/10, depositata il 3 dicembre 2010.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 21 dicembre

2021 dal Consigliere Giuseppe Fuochi Tinarelli.

 

Fatto

RILEVATO

che:

S.A. Srl, esercente attività di commercio di autoveicoli nuovi ed usati, impugnava l’avviso di accertamento per Irpeg, Irap e Iva per l’anno 2003, con cui l’Agenzia delle entrate rideterminava il maggior reddito per ricavi non contabilizzati in relazione al rimborso delle spese per immatricolazione e bolli, a prestazioni di officina e all’omessa fatturazione di cessioni di usato, riprendendo a tassazione spese indeducibili di rappresentanza e di ammortamento, con indetraibilità dell’Iva relativa.

L’impugnazione era accolta dalla CTP de L’Aquila ad eccezione della ripresa relativa alle spese di rappresentanza. La sentenza era confermata dal giudice d’appello.

L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione con due motivi. Resiste la contribuente con controricorso, poi illustrato con memoria.

Nelle more del giudizio, la causa veniva rinviata su istanza della contribuente che intendeva avvalersi della definizione agevolata D.L. n. 119 del 2018, ex art. 6.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. La procedura di definizione agevolata D.L. n. 119 del 2018, ex art. 6, comma 10, cui la società S.A. Srl ha dichiarato di aderire, deve ritenersi andata a buon fine atteso il decorso del termine del 31 dicembre 2020 e l’assenza di contestazioni da parte dell’Ufficio sul regolare adempimento dei pagamenti dovuti.

Il processo va pertanto dichiarato estinto. Le spese restano a carico della parte che le ha sostenute.

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il giudizio.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 21 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 28 gennaio 2022

 

 

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