Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26841 del 21/10/2019

Cassazione civile sez. I, 21/10/2019, (ud. 23/09/2019, dep. 21/10/2019), n.26841

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. GHINOY Paola – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – rel. Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 4715/2018 proposto da:

I.C., rappresentato e difeso dall’avvocato Cavicchi

Edoardo;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’interno;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2695/2017 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 29/11/2017;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

23/09/2019 dal Dott. LAMORGESE ANTONIO PIETRO.

Fatto

RILEVATO

che:

I.C., cittadino (OMISSIS), ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d’appello di Firenze, indicata in epigrafe, che aveva rigettato il gravame avverso l’impugnata sentenza del Tribunale della stessa città che aveva rigettato la sua domanda di riconoscimento della protezione internazionale e umanitaria;

il Ministero dell’interno non ha svolto attività difensiva.

Diritto

CONSIDERATO

che:

il ricorso è inammissibile, essendo privo dell’esposizione sommaria dei fatti di causa, prescritta dall’art. 366 c.p.c., n. 3, nonchè per intrinseca inammissibilità dei motivi: il primo motivo censura in modo non specifico la statuizione di non credibilità del racconto che tuttavia non integra una ratio decidendi esclusiva, avendo la Corte territoriale valutato il fondo della domanda di protezione e ritenuto insussistenti le allegate esigenze di protezione sulla base di apprezzamenti di fatto incensurabili in questa sede; gli altri motivi, denuncianti motivazione apparente e insufficiente, tra l’altro al di là di quanto consentito dal nuovo art. 360 c.p.c., n. 5, nonchè violazione di legge anche in relazione al negato riconoscimento della protezione umanitaria, si risolvono nel tentativo improprio di ottenere una revisione di incensurabili apprezzamenti di fatto, in ordine ai rischi paventati ma insussistenti in caso di rimpatrio nella zona di provenienza del ricorrente.

P.Q.M.

La Corte dichiara il ricorso inammissibile

Va dato atto della non sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello, ove dovuto, per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 23 settembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 21 ottobre 2019

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