Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26762 del 29/11/2013


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 26762 Anno 2013
Presidente: MERONE ANTONIO
Relatore: SAMBITO MARIA GIOVANNA C.

SENTENZA

sul ricorso 963-2010 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente 2013
2956

contro

BARALE PIERINA, BARALE LUIGIA;
– intimati –

avverso la sentenza n. 45/2008 della COMM.TRIB.REG. di
TORINO, depositata il 12/11/2008;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica

Data pubblicazione: 29/11/2013

udienza del 24/10/2013 dal Consigliere Dott. MARIA
GIOVANNA C. SAMBITO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. FEDERICO SORRENTINO che ha concluso per

l’accoglimento del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza n. 45/34/08, depositata il 12 novembre 2008,
la CTR del Piemonte, confermando la decisione della CTP di

Barale avverso l’avviso di liquidazione per il recupero delle
ordinarie imposte di registro, ipotecaria e catastale, versate in
misura ridotta, ex art 1 della Tariffa -parte I, del dPR n. 131 del
1986. I giudici d’appello hanno accolto l’eccezione di decadenza
triennale, di cui all’art 76 del medesimo dPR, ritenendo
inapplicabile la proroga biennale del termine prevista dall’art.
11, co 1, della L. n. 289 del 2002.
L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della
sentenza con due motivi. Le contribuenti non hanno svolto
difese.

MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Il ricorso, col quale si denuncia la violazione degli artt.
11, co 1, L n. 289/2002; 3, co 3, della L. 212 del 2000; 14
preleggi; 76 del dPR n. 131 del 1986 e nota II bis, co 4 della
tariffa allegata al citato decreto, è inammissibile. L’atto in
questione è stato tempestivamente consegnato (28.12.2009,
ultimo giorno utile con riferimento al termine lungo)
all’Ufficiale giudiziario per la notifica alle destinatarie sia nel
domicilio eletto, che nella loro residenza, ma non è prodotto
l’avviso di ricevimento delle relative raccomandate.
2. Le SU di questa Corte, con la sentenza n. 627 del 2008,

i

Novara, ha accolto l’impugnazione proposta da Luigia e Pierina

hanno chiarito che la produzione di tale atto (e parimenti
dell’avviso di ricevimento della raccomandata che dà notizia al
destinatario dell’avvenuto compimento delle formalità di cui

dell’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e,
dunque, dell’avvenuta instaurazione del contraddittorio,
precisando che il relativo deposito può avvenire fino all’udienza
di discussione di cui all’art. 379 cpc, ma prima che abbia inizio la
relazione prevista dal primo comma della citata disposizione,
ovvero fino all’adunanza della corte in camera di consiglio di cui
all’art. 380-bis cpc, anche se non notificato mediante elenco alle
altre parti, ai sensi dell’art. 372, 2° co, cpc. 3. In caso, però, di
mancata produzione dell’avviso di ricevimento, ed in assenza di
attività difensiva da parte dell’intimato, il ricorso per cassazione
è inammissibile, non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione
della notificazione ex art. 291 cpc (in quanto l’omessa
produzione incide sulla prova della notifica e non sulla sua
validità) e non essendo consentita la concessione di un termine
per il deposito, salvo che il difensore del ricorrente, presente in
udienza, chieda, ai sensi dell’art. 184-bis cpc, di esser rimesso in
termini per il deposito dell’avviso stesso ed offra, a tal fine, la
prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel
richiedere all’amministrazione postale un duplicato dell’avviso
stesso, a norma dell’art. 6, 1° co, della legge n. 890 del 1982.
4. In base a tale principio, in assenza di istanza da parte

2

all’art. 140 cpc) è richiesta dalla legge in funzione della prova

del difensore della ricorrente, che non è stato presente
all’udienza, e di attività difensiva da parte delle intimate, il
ricorso va, in conclusione, dichiarato inammissibile.

del giudizio di legittimità.
PQM
La Corte dichiara inammissibile il ricorso.
Così deciso in Roma, il 24 ottobre 201
Il Consigliere estensore

esident

Non sussistono i presupposti per provvedere sulle spese

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