Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26726 del 29/11/2013


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Sent. Sez. 5 Num. 26726 Anno 2013
Presidente: CAPPABIANCA AURELIO
Relatore: CIGNA MARIO

SENTENZA
sul ricorso 8006-2008 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente contro

2013
2220

ARENGA IDA;
– intimato –

avverso la sentenza n. 184/2006 della COMM.TRIB.REG. di
NAPOLI, depositata il 26/01/2007;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica

Data pubblicazione: 29/11/2013

h

udienza del 26/06/2013 dal Consigliere Dott. MARIO
CIGNA;
udito per il ricorrente l’Avvocato GAROFOLI che ha
chiesto l’accoglimento;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. SERGIO DEL CORE che ha concluso per

l’accoglimento del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso diretto alla CTP di Napoli Arenga lda, soda al 50% della P.C. Shop di Lucci Immacolata & C. sas,
impugnava la cartella esattoriale notificatale il 18-3-2004 per euro 38.831,81 per IRPEF, CSSN e CSE relativi
all’anno 1996.
L’adita CTP accoglieva il ricorso, rilevando che non era stata fornita la prova della notifica dell’accertamento

Con sentenza depositata il 26-1-07 la CTR Campania rigettava l’appello dell’Ufficio, ribadendo la carenza di
detta prova.
Awerso detta sentenza proponeva ricorso per Cassazione l’Agenzia, affidato a due motivi; la contribuente
non svolgeva attività difensiva.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con il primo motivo l’Agenzia, deducendo -ex art. 360 n. 4 cp- violazione dell’art. 112 cpc per extrapetizione
ed omessa pronuncia, rilevava che la CTR si era limitata a ribadire l’omessa prova della notifica
dell’accertamento alla soda, senza esaminare la questione, oggetto specifico del gravame, concernente il
superamento di siffatta (eventuale) omessa notifica; superamento discendente sia dall’evidente (in base
agli stessi motivi del ricorso) conoscenza della parte del contenuto di detto accertamento sia dalla
circostanza che detta omessa denuncia era stata fatta valere non come causa di nullità della cartella ma
solo per impugnare nel merito l’accertamento medesimo insieme alla cartella.
Con il secondo motivo l’Agenzia, deducendo —ex art. 360 n. 4 cpc- violazione dell’art. 18, comma 2 lett. e)
dpr 546/92, sosteneva l’inammissibilità del ricorso in primo grado per mancanza di motivi specifici.
Preliminarmente va rilevato che nel presente giudizio, nel quale -impugnando la cartella- si fa questione
della legittimità o meno della notifica dell’awiso di accertamento concernente il reddito di partecipazione
del socio in una società di persone, non hanno partecipato né gli altri soci né la società, lítisconsorti
necessari.
Ed invero, come evidenziato da Cass. sez. unite 14815/2008, “in materia tributaria l’unitarietà
dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e
delle associazioni di cui all’art. 5 d.P.R. 22/12/1986 n. 917 e dei soci delle stesse e la conseguente
automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili
ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto anche
awerso un solo awiso di rettifica, da uno dei soci o dalla società, riguarda inscindibilmente sia la società
che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali -, sicchè tutti questi s

presupposto della detta cartella.

’ESENTE DA REGIST”. 4

Al SENSI Mi. D r’
N. 131 TAB.

I•

MATERIA TRIBUTARIA
devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad
alcuni soltanto di essi; siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione debitoria del o
dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell’obbligazione dedotta nell’atto
autoritativo impugnato, con conseguente configurabilità di un caso di litisconsorzio necessario originario.
Conseguentemente, il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati impone l’integrazione
del contraddittorio ai sensi dell’art. 14 d.lgs. 546/92 (salva la possibilità di riunione ai sensi del successivo
art. 29) ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari è affetto da nullità

Siffatto principio è applicabile anche nel caso di specie, ove non sono state fatte valere questioni personali,
ed ove, come detto, non risulta che, nel giudizio di merito e nel presente giudizio di legittimità, abbiano
partecipato la società e gli altri soci.
Alla stregua di quanto sopra, pertanto, va dichiarata la nullità dell’intero giudizio, con rinvio per nuovo
esame a contradditorio integro alla CTP di Napoli, diversa composizione; in considerazione dell’intervento
della richiamata sentenza della Cass. sez. unite solo in corso di giudizio e del rilievo d’ufficio della detta
questione, si ritiene sussistano giusti motivi per compensare interamente tra le parti le spese di lite relative
all’intero giudizio.
P. Q. M.
La Corte, pronunziando sul ricorso, dichiara la nullità dell’intero giudizio, con rinvio per nuovo esame alla
CTP di Napoli, diversa composizione; dichiara compensate interamente tra le parti le spese di lite relative
all’intero giudizio.
Così deciso in Roma in data 26-6-2013 nella camera di Consiglio della sez. tributaria della Corte.

assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio”.

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA