Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2672 del 28/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 28/01/2022, (ud. 18/11/2021, dep. 28/01/2022), n.2672

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6910-2021 proposto da:

E.K., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GIUSEPPE FERRARI

n. 4, presso lo studio dell’avvocato DARIO ANDREOLI, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS), PREFETTURA DI ROMA, QUESTURA DI

ROMA;

– intimati –

avverso il decreto n. R.G. 16186/2020 dei GIUDICE DI PACE di ROMA,

depositato il 02/02/2021;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 18/11/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MASSIMO

FALABELLA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – E’ impugnato per cassazione il provvedimento con cui il Giudice di pace di Roma ha respinto l’opposizione all’espulsione proposta da E.K..

2. – Il ricorso è svolto in un unico motivo. L’Amministrazione non ha svolto difese.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. – Il ricorrente lamenta il difetto assoluto di motivazione. Osserva come in sede di opposizione avesse lamentato l’illegittimità del provvedimento dal momento che esso istante era all’epoca convivente e coniugato con una donna in stato di gravidanza e il prolungarsi della propria permanenza sul territorio italiano risultava imputabile a causa di forza maggiore, in quanto la gestazione della moglie era a rischio. Deduce che il Giudice di pace non abbia affrontato siffatte questioni, rilevanti sul piano del divieto di espulsione dello straniero.

2. – Il motivo appare fondato.

L’ordinanza impugnata non si occupa della questione indicata, limitandosi ad articolare alcune considerazioni, prive di aderenza alla fattispecie concreta, sull’obbligo di motivazione del decreto prefettizio.

Mette conto qui di rammentare che il giudizio avente ad oggetto un atto di diniego di revoca dell’espulsione, così come quello di espulsione, ha per oggetto il rapporto e non l’atto in sé, venendo in considerazione la pretesa espulsiva dello Stato piuttosto che la regolarità formale del provvedimento che la realizza (Cass. 20 maggio 2013, n. 12273); il giudice investito dell’impugnazione del provvedimento di espulsione ha, del resto, piena cognizione dei fatti di causa, che deve accertare anche in base ai documenti prodotti solo in sede processuale, secondo le regole generali valevoli per i giudizi davanti a lui, finalizzati a correggere, grazie alla pienezza del contraddittorio e del diritto di difesa, eventuali lacune o errori del procedimento amministrativo (Cass. 11 marzo 2016, n. 4794).

Ciò spiega perché il Giudice di pace non potesse limitarsi a dare atto – oltretutto attraverso proposizioni astratte, senza misurarsi sul preciso contenuto del provvedimento espulsivo – del rispetto, da parte dell’autorità prefettizia, dell’obbligo motivazionale che le faceva carico.

3. – Il ricorso è accolto.

Segue il rinvio della causa al Giudice di pace di Roma che, in persona di diverso magistrato, statuirà pure sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte:

accoglie il ricorso, cassa il provvedimento impugnato e rinvia la causa al Giudice di pace di Roma, in persona di altro magistrato, che statuirà sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 6 Sezione Civile, il 18 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 28 gennaio 2022

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