Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26702 del 22/12/2016


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Cassazione civile, sez. trib., 22/12/2016, (ud. 04/11/2016, dep.22/12/2016),  n. 26702

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente –

Dott. TORRICE Amelia – rel. Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizio – Consigliere –

Dott. ACETO Aldo – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 13135-2010 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

S.G.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 108/2009 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di

MESSINA, depositata il 09/04/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

04/11/2016 dal Consigliere Dott. AMELIA TORRICE;

udito per il ricorrente l’Avvocato CASELLI che ha chiesto

l’accoglimento;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO Federico, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, sezione distaccata di Messina, ha dichiarato l’inammissibilità dell’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate di Messina avverso la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Messina pubblicata in data 1.12.2003, sul rilievo che l’atto di gravame era stato notificato oltre il termine annuale di impugnazione annuale previsto dall’art. 327 c.p.c.

Avverso detta sentenza l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo.

S.G. è rimasto intimato.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Deve preliminarmente rilevarsi che il ricorso per cassazione è stato ritualmente notificato presso lo studio dell’Avvocato Nicola Bottari, procuratore costituito di S.G., originario appellato, sicchè il contraddittorio deve ritenersi correttamente instaurato nei confronti di quest’ultimo.

Con l’unico motivo la ricorrente denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 9 (recte n. 4), nullità della sentenza per violazione o falsa applicazione della L. n. 289 del 2002, art. 16.

Assume che la Commissione Regionale nel computo del termine per la proposizione dell’appello avrebbe omesso di tenere conto della sospensione dei termini introdotta con la L. n. 289 del 2002, art. 16 prorogata dal D.L. n. 355 del 2003, convertito in L. n. 47 del 2004.

Il ricorso è fondato.

Ai sensi della L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 16, comma 6, secondo periodo, i termini per la proposizione del ricorso per cassazione, concernenti liti che possono essere definite ai sensi del combinato disposto dei commi 1 e 3 medesima disposizione, sono sospesi a decorrere dal 1 gennaio 2003 (data di entrata in vigore della L. n. 289 del 2002) fino al 1 giugno 2004.

Il computo del termine è eseguito secondo la regola ordinaria stabilita, per le diverse ipotesi, dagli artt. 325 e 327 c.p.c. (e, analogamente, dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 51 e art. 38, comma 3), integrati dalla L. 7 ottobre 1969, n. 742, art. 1 nel testo applicabile ratione temporis, (Cass. 16493/2016, 25892/2013).

L’appello proposto in data 14.7.2005 avverso la sentenza della Commissione Tributaria di primo grado, pubblicata il 1.12.2003 (cfr sentenza oggi ricorsa), deve pertanto ritenersi tempestivo.

La sentenza impugnata va, in conseguenza, cassata e la causa va rinviata alla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

PQM

LA CORTE

Accoglie il ricorso.

Cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, 4 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 22 dicembre 2016

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