Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2669 del 28/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 28/01/2022, (ud. 28/09/2021, dep. 28/01/2022), n.2669

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. MOSCARINI Anna – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 23207-2020 proposto da:

Z.C., rappresentato e difeso dall’avvocato DANIELE BERARDI,

ed elettivamente domiciliato presso lo studio del medesimo in ROMA,

PIAZZALE CLODIO, 13, pec: studiolegaledanieleberardi.gmail.com;

– ricorrente –

contro

GROUPAMA ASSICURAZIONI SPA, V.G., GENERALI ITALIA SPA,

(OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 22956/2019 del TRIBUNALE di ROMA, depositata

il 29/11/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 28/09/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ANNA

MOSCARINI.

 

Fatto

CONSIDERATO

che:

Z.C. ha proposto tempestivo ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Roma, resa in data 29/11/2019, che, rigettando il suo appello, ha confermato la pronuncia di primo grado in ordine alla affermata pari responsabilità, ex art. 2054 c.c., comma 2, dello Z. e di V.G. nella determinazione causale di un sinistro nel quale i veicoli condotti dai due conducenti erano rimasti coinvolti: il V., proveniente da tergo a velocità non consona allo stato dei luoghi, aveva tamponato lo Z. mentre questi effettuava una manovra di retromarcia da una rampa di uscita di un distributore di carburante.

Il Tribunale, per quanto ancora qui di interesse, ha ritenuto che, valutate le prove per testi, riferenti circostanze opposte, e considerata la CTU, secondo la quale il veicolo condotto dallo Z. era fermo “nell’istante” in cui era stato colpito e rispetto al quale era stato formulato un giudizio di verosimiglianza, emergeva la frammentarietà della ricostruzione dell’occorso nella sua dinamica evoluzione tale da dover confermare la valutazione del giudice di prime cure e dunque l’applicazione della presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054 c.c., comma 2.

In particolare il Giudice, accertata la responsabilità del V., ha ritenuto sfornita di prova la circostanza che la condotta di guida dello Z. fosse del tutto estranea -in termini di apporto causale – nella causazione del sinistro, con la conseguente applicazione del richiamato art. 2054 c.c., comma 2.

Il Tribunale ha, dunque, rigettato il gravame, confermato la pronuncia di primo grado in ordine al regime delle spese e condannato lo Z. alle spese del grado di appello.

Avverso la sentenza lo Z. ha proposto ricorso per cassazione, affidato a quattro motivi.

Nessuno ha resistito al ricorso.

Il medesimo è stato fissato per la trattazione in camera di consiglio, sussistendo le condizioni di cui agli artt. 375,376 e 380-bis c.p.c..

La proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380bis c.p.c., è stata ritualmente comunicata, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio.

Il ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

RITENUTO

che:

Il terzo motivo di ricorso, con il quale si deduce la violazione degli artt. 140,141 e 149 del Codice della Strada, nonché dell’art. 2054 c.c., comma 2, per avere il Tribunale, a fronte del tamponamento subito dallo Z. e stante la “frammentarietà” della prova liberatoria gravante sul V., concesso l’applicazione dell’art. 2054 c.c., comma 2, è manifestamente fondato.

Il Tribunale, a fronte di una CTU che aveva accertato che le modalità dell’incidente corrispondevano ad un tamponamento e non ad una retromarcia, ha errato nell’affermare che fosse rimasta sfornita di prova l’estraneità dello Z. alla causazione del sinistro, in quanto avrebbe dovuto valutare la sussistenza dei presupposti per l’operatività della presunzione di responsabilità che grava, ai sensi del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 149, comma 1, sul conducente del veicolo tamponante. In siffatta prospettiva andava verificato se quest’ultimo avesse o meno ottemperato all’onere della prova liberatoria su di lui gravante, e consistente nel dimostrare che il mancato tempestivo arresto del mezzo e la conseguente collisione fossero stati determinati da cause in tutto o in parte a sé non imputabili. L’esito negativo di tale accertamento avrebbe imposto al Tribunale di ritenere la responsabilità esclusiva del veicolo tamponante.

E’ palese, pertanto, l’errore di sussunzione commesso dal giudice di merito nel ritenere che la fattispecie rientrasse nell’ambito di applicazione dell’art. 2054 c.c., comma 2, anziché in quello del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 149, comma 1. La sentenza dunque contrasta con il consolidato insegnamento di questa Corte, cui il Collegio intende dare continuità, secondo il quale “Per il disposto dell’art. 149, comma 1, del vigente codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), il conducente di un veicolo deve essere in grado di garantire in ogni caso l’arresto tempestivo del mezzo, evitando collisioni con il veicolo che precede, per cui l’avvenuto tamponamento pone a carico del conducente medesimo una presunzione “de facto” di inosservanza della distanza di sicurezza. Ne consegue che, esclusa l’applicabilità della presunzione di pari colpa di cui all’art. 2054 c.c., comma 2, egli resta gravato dall’onere di dare la prova liberatoria, dimostrando che il mancato tempestivo arresto dell’automezzo e la conseguente collisione sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili “(Cass., 3, n. 6193 del 18/3/2014; Cass., 3, n. 13703 del 31/5/2017; Cass., 6-3, n. 18708 del 1/7/2021).

La sentenza va, pertanto, in parte qua cassata, con assorbimento degli altri motivi, e la causa rinviata al Tribunale di Roma, in persona di diverso magistrato, per nuovo esame ed anche per la liquidazione delle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il terzo motivo di ricorso, assorbiti gli altri, cassa in relazione l’impugnata sentenza e rinvia la causa al Tribunale di Roma, in persona di diverso magistrato, per nuovo esame ed anche per la liquidazione delle spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Corte di Cassazione, sezione VI civile 3, il 28 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 28 gennaio 2022

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