Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26687 del 21/10/2019

Cassazione civile sez. VI, 21/10/2019, (ud. 29/05/2019, dep. 21/10/2019), n.26687

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – rel. Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20096-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la

rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente –

contro

PIANETA VERDE SOCIETA’ COOPERATIVA A RL IN LIQUIDAZIONE, AGENZIA

DELLE ENTRATE RISCOSSIONE (OMISSIS);

– intimate –

avverso la sentenza n. 3698/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di CATANZARO, depositata il 28/12/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 29/05/2019 dal Consigliere Relatore Dott. DELLI

PRISCOLI LORENZO.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Considerato che la Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso della parte contribuente;

che contro tale decisione proponeva appello l’Agenzia delle Entrate dinnanzi alla Commissione Tributaria Regionale la quale dichiarava inammissibile l’appello dell’Agenzia delle entrate in quanto non è stata depositata la ricevuta di spedizione del ricorso, rendendo impossibile verificare la tempestività della sua costituzione;

che l’Agenzia delle entrate proponeva ricorso affidato a due motivi e in prossimità dell’udienza depositava memoria insistendo per l’accoglimento del ricorso, mentre la parte contribuente non si costituiva.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Considerato che con il primo motivo di ricorso, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 l’Agenzia delle Entrate denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2, e art. 22, nonchè dell’art. 156 c.p.c. in quanto, come affermato da Cass., SU, n. 13452 del 2017, nel processo tributario il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio decorre dalla data di ricezione del plico da parte del destinatario e l’Ufficio ha depositato l’avviso di ricevimento il quale attesta che l’appello è stato spedito il 30 dicembre 2013 e la sua ricezione è avvenuta il 2 gennaio 2014 (termine ultimo per l’impugnazione), mentre l’appello veniva depositato in data 16 gennaio 2014 unitamente alla ricevuta di ritorno;

considerato che con il secondo motivo di ricorso, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 l’Agenzia delle Entrate denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, nonchè dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, in quanto unitamente all’atto di appello l’Ufficio aveva depositato la copia dell’avviso di ricevimento del plico, circostanza che risulta pacificamente dagli atti processuali;

ritenuto che i motivi per la loro stretta connessione possono essere esaminati congiuntamente;

considerato che nel processo tributario il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente (o dell’appellante), che si avvalga per la notificazione del servizio postale universale, decorre non dalla data della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione del plico da parte del destinatario (o dall’evento che la legge considera equipollente alla ricezione): Cass. SU 29 maggio 2017, n. 13452);

considerato che, in tema di notificazione a mezzo del servizio postale, l’avviso di ricevimento, il quale è parte integrante della relata di notifica, avendo natura di atto pubblico, costituisce il solo documento idoneo a provare – in riferimento alla decorrenza dei termini connessi alla notificazione – l’intervenuta consegna del plico con la relativa data e l’identità della persona alla quale è stato recapitato (Cass. 21 marzo 2019, n. 8082): nella specie l’avviso di ricevimento reca la data del 2 gennaio 2014 mentre l’Agenzia si è costituita presso la CTR il 16 gennaio 2016, quindi ampiamente entro i termini di legge;

che quindi il ricorso dell’Agenzia delle entrate va accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Calabria, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Calabria, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 29 maggio 2019.

Depositato in cancelleria il 21 ottobre 2019

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