Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26646 del 28/11/2013


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Civile Sent. Sez. 2 Num. 26646 Anno 2013
Presidente: GOLDONI UMBERTO
Relatore: PETITTI STEFANO

equa riparazione

SENTENZA
sentenza CO!! motivazione
semplificata

sul ricorso proposto da:

RIVIECCIO Lucia (RVC LCU 37R44 L259R) in proprio e
SORRENTINO Giuseppina (SRR GPP 64R52 L259K), in qualità di
tutrice di Sorrentino Aniello, rappresentate e difese, per
procura speciale a margine del ricorso, dall’Avvocato Maria
a

Teresa Marra, domiciliata in Roma, Piazza Cavour, presso la
Cancelleria civile della Corte suprema di cassazione;
– ricorrenti contro
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro

pro

tempore;
– intimato –

5,t

,22

Data pubblicazione: 28/11/2013

avverso il decreto della Corte d’appello di Roma depositato
in data 25 ottobre 2011. (Q.
Udita

la relazione della causa svolta nella pubblica

udienza del 5 novembre 2013 dal Consigliere relatore Dott.

sentito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore

generale Dott. Luigi Salvato, che ha chiesto l’accoglimento
del ricorso per quanto di ragione.
Ritenuto che, con ricorso depositato in data 26 aprile

2004 presso la Corte d’appello di Roma, Rivieccio Lucia, in
proprio e quale tutrice di Sorrentino Aniello, chiedeva la
condanna del Ministero della giustizia al pagamento del
danno non patrimoniale derivato dalla irragionevole durata
di un giudizio iniziato dinnanzi al Pretore di Torre
Annunziata nel marzo 1993 e definito con sentenza di
appello depositata nell’ottobre 2002;
che l’adita Corte d’appello rigettava la domanda;
che la Corte di cassazione, adita dalla Rivieccio, in
proprio e nella qualità, cassava il detto decreto, con
rinvio alla Corte d’appello di Roma, anche per le spese del
giudizio di legittimità;
che, riassunto il giudizio dinnanzi alla Corte
d’appello di Roma, questa, con decreto depositato il 25
ottobre 2011, accoglieva la domanda nei limiti fissati
nella sentenza di cassazione, e condannava il Ministero

Stefano Petitti;

oltre che al pagamento dell’indennizzo, alla rifusione
delle spese del procedimento, liquidate in euro 500,00, di
cui euro 100,00 per diritti ed euro 400,00 per onorari sia
per il giudizio di merito che per quello di legittimità,

che per la cassazione di questo decreto Rivieccio
Lucia, in proprio e Sorrentino Giuseppina, quale tutrice di
Sorrentino Aniello, hanno proposto ricorso sulla base di
cinque motivi;
che l’intimato Ministero non ha svolto attività
difensiva in questa sede.
Considerato

che il Collegio ha deliberato l’adozione

della motivazione semplificata nella redazione della
sentenza;
che con il primo motivo le ricorrenti denunciano
violazione dell’art. 112 cod. proc. civ., per avere la
Corte d’appello omesso di pronunciare sulle spese del primo
giudizio di merito;
con il secondo motivo le ricorrenti deducono violazione
dell’art. 384 cod. proc. civ., sostenendo che la Corte
d’appello non si sarebbe attenuta alle indicazioni dettate
nella sentenza di cassazione, nel senso che la stessa
avrebbe dovuto provvedere anche sulle spese del primo
giudizio di merito;

3

oltre spese generali e accessori di legge;

che con il terzo motivo le ricorrenti denunciano vizio
di motivazione in ordine alla omessa pronuncia in ordine
alle spese del primo giudizio di merito;
che con il quarto motivo le ricorrenti lamentano

civ., per non avere la Corte d’appello applicato il
principio della soccombenza tenendo conto dell’intero
svolgimento del processo;
che con il quinto motivo le ricorrenti denunciano
violazione dei minimi tariffari, sostenendo che per il
primo giudizio di merito si sarebbero dovuti liquidare
653,00 euro per diritti ed 500,00 per onorari, oltre ad
euro 23,68 per esborsi, alle spese generali e agli
accessori di legge;

che per il giudizio di legittimità si

sarebbero dovuti liquidare euro 635,00 per onorari oltre
alle spese generali e agli accessori di legge; e che per il
giudizio di riassunzione si sarebbero dovuti liquidare euro
626,00 per diritti ed euro 500,00 per onorari, oltre ad
euro23,68 per esborsi, alle spese generali e agli accessori
di legge;
che il ricorso, i cui motivi possono essere esaminati
congiuntamente, è fondato;
che non è dubbio che, a seguito della cassazione con
rinvio, la Corte d’appello, per il caso di accoglimento
della domanda, avrebbe dovuto procedere alla liquidazione

violazione e falsa applicazione dell’art. 91 cod. proc.

delle spese per i due giudizi di merito e per quello di
legittimità;
che, nella specie, la Corte d’appello ha liquidato solo
le spese del secondo giudizio di merito e del giudizio di

che il ricorso è fondato anche nella parte in cui
lamenta la violazione dei minimi tariffari, anche se in
misura inferiore a quella richiesta;
che infatti, allorquando questa Corte decide le cause
nel merito, è solita liquidare, per una controversia del
valore di euro 2.258,00, la somma di euro 806,00, di cui
euro 50,00 per esborsi, euro 445,00 per diritti ed euro
311,00 per onorari e per la fase di legittimità euro
595,00, di cui euro 495,00 per onorari, oltre spese
generali e accessori di legge;
che dunque il ricorso va accolto;
che tuttavia,

non essendo necessari ulteriori

accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel
merito, provvedendosi a liquidare le spese dei due giudizi
di merito, ciascuno nella misura di euro 806,00, di cui
euro 50,00 per esborsi, euro 445,00 per diritti ed euro
311,00 per onorari, e le spese del giudizio di legittimità
conclusosi nel 2006 in euro 595,00, di cui euro 495,00 per
onorari, oltre spese generali e accessori di legge;

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legittimità, ma non del primo giudizio di merito;

che il Ministero della giustizia deve quindi essere
condannato al pagamento delle spese come ora determinate,
nonché di quelle del presente giudizio di legittimità che
si liquidano in euro 292,50 per compensi, oltre ad euro

che le spese come liquidate devono essere distratte in
favore del difensore dei ricorrenti, Avvocato Maria Teresa
Marra, per dichiarato anticipo.
PER QUESTI MOTIVI
La Corte accoglie il ricorso, cassa il decreto
impugnato in relazione alle censure accolte e, decidendo la
causa nel merito, condanna il Ministero della giustizia al
pagamento delle spese dei due giudizi di merito, ciascuno
nella misura di euro 806,00, di cui euro 50,00 per esborsi,
euro 445,00 per diritti ed euro 311,00 per onorari, e le
spese del giudizio di legittimità conclusosi nel 2006 in
euro 595,00, di cui euro 495,00 per onorari, oltre spese
generali e accessori di legge, nonché al pagamento delle
spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in
euro 292,50 per compensi, oltre ad euro 100,00 per esborsi
e agli accessori di

legge.

Dispone la distrazione delle

spese come liquidate in favore del difensore dei
ricorrenti, Avvocato Maria Teresa Marra, per dichiarato
anticipo.

6

100,00 per esborsi e agli accessori di legge;

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della
Seconda Sezione Civile della Corte suprema di cassazione,

il 5 novembre 2013.

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