Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26642 del 22/12/2016


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Cassazione civile, sez. un., 22/12/2016, (ud. 07/06/2016, dep.22/12/2016),  n. 26642

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RORDORF Renato – Primo Presidente f.f. –

Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente di Sez. –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. MATERA Lina – Consigliere –

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

Dott. TRIA Lucia – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 3235/2015 proposto da:

D.M., che non ha depositato il ricorso nei termini di

legge;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’CONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 17/2014 del TRIBUNALE SUPERIORE DELLE ACQUE

PUBBLICHE, depositata il 16/01/2014;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

07/06/2016 dal Consigliere Dott. PASQUALE D’ASCOLA;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SALVATO Luigi, che ha concluso per l’improcedibilità del ricorso.

Fatto

ESPOSIZIONE DEL FATTO

1) D.M. il l ottobre 2014 ha notificato al Ministero dell’Economia, presso l’avvocatura dello Stato, ricorso per cassazione avverso la sentenza n. 17 del 16 gennaio 2014, resa dal Tribunale Superiore delle Acque.

2) Il ricorso non risulta essere stato depositato, come da certificazione della Cancelleria di questa Corte in data 9 febbraio 2015.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha però resistito, depositando controricorso con atto notificato a parte ricorrente il 10 novembre 2014.

La causa è stata assegnata, come d’obbligo, alle Sezioni Unite civili e avviata a trattazione in pubblica udienza.

3. Trova applicazione nella specie il principio secondo cui la parte alla quale sia stato notificato un ricorso per cassazione – e che abbia a sua volta notificato al ricorrente il controricorso – ha il potere, ove il ricorrente abbia omesso di depositare il ricorso e gli altri atti indicati nell’art. 369 c.p.c., di richiedere l’iscrizione a ruolo del processo al fine di far dichiarare l’improcedibilità del ricorso medesimo, essendo tale potere ricompreso in quello più ampio di contraddire riconosciuto dall’art. 370 c.p.c. e trovando giustificazione nell’interesse del controricorrente al recupero delle spese e di evitare, mediante la dichiarazione di improcedibilità del ricorso, che il ricorrente possa riproporre il ricorso medesimo ove non sia ancora decorso il termine per l’impugnazione (cfr., Cass., nn. 6824/1988; 21969/2008 e, così in motivazione, Cass. 29297/11).

4. Il ricorso va dunque dichiarato improcedibile.

Discende da quanto esposto anche la condanna di parte ricorrente, la quale ha attivato il procedimento con la notifica e non ha comunicato tempestivamente alla controparte la propria intenzione di non dar corso al giudizio, alla refusione delle spese di lite, liquidate in dispositivo.

Essa è tenuta al versamento del contributo unificato che, quale ricorrente, avrebbe dovuto versare. Non rileva infatti che il ricorso sia stato iscritto a ruolo dall’amministrazione, la quale non è soggetta al versamento perchè, mediante il meccanismo della prenotazione a debito, è esentata dal pagamento delle imposte e tasse che gravano sul processo (Cass. 1778/16; 5955/14).

Inoltre ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si deve dare atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente D., dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del citato art. 13, comma 1 bis.

PQM

La Corte dichiara improcedibile il ricorso principale.

Condanna parte ricorrente alla refusione a parte resistente delle spese di lite liquidate in Euro 3.000 per compenso, oltre rimborso delle spese prenotate a debito e versamento del contributo unificato.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del citato art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio delle Sezioni Unite Civili, il 7 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 22 dicembre 2016

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