Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26638 del 28/11/2013


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Civile Sent. Sez. 2 Num. 26638 Anno 2013
Presidente: GOLDONI UMBERTO
Relatore: NUZZO LAURENZA

SENTENZA

sul ricorso 30820-2007 proposto da:
COND. PIAZZA LIDO DI PEGLI ltVIAttPEGLI 49 GENOVA,
p.i.80078260108 in persona dell’amm.re p.t.,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FLAMINIA 380,
presso lo studio dell’avvocato SINDONA CIRO, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato
ROSSETTI FRANCO;
– ricorrente contro

EDILMINETTI DI GEOM CATERINA MINETTI & C SAS, in
persona del socio accomandatario e legale rapp.te,

Data pubblicazione: 28/11/2013

P.I.01172480103, elettivamente domiciliata in ROMA,
LUNGOTEVERE MELLINI 7, presso lo studio dell’avvocato
ZACCAGNINI LUCIA, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato PATRONE VITTORIO;
– controricorrente –

BOTTINO COMM , GIUSEPPE DI PRINI FRANCO & C SAS IN
PERSONA DEL SOCIO ACCOMANDATARIO LEGALE RAPP.TE;
– intimata –

avverso la sentenza n. 1132/2006 della CORTE
D’APPELLO di GENOVA, depositata il 14/11/2006;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 08/10/2013 dal Consigliere Dott. LAURENZA
NUZZO;
udito l’Avvocato Zaccagnini Lucia difensore della
controricorrente che ha chiesto il rigetto del
ricorso;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. AURELIO GOLIA che ha concluso per
l’accoglimento del ricorso per guanto di ragione.

nonchè contro

Svolgimento del processo
Con sentenza 27.12.2002 il Tribunale di Genova, in composizione monocratica, dichiarava l’inadempimento del-

ne dei lavori di pitturazione della facciata dell’edificio
condominiale, commissionati, con contratto d’appalto
del 15.10.1982, dal Condominio in Genova, piazza Lido
di Pegli n. 1 e via Pegli 49;condannava la società Edilminetti all’esecuzione, in favore del Condominio attore,
delle opere indicate dal C.T.U. per l’eliminazione dei
vizi; dichiarava la società stessa decaduta dal diritto
di regresso ex art. 1670 c.c. nei confronti della terza
chiamata, società Bottino; condannava la Edilminetti al
rimborso delle spese processuali in favore del Condominio e compensava interamente le spese medesime tra la
Edilminetti e la società Bottino.
Avverso tale decisione proponeva appello la società
Edilminetti. Resistevano il Condominio e la società Bottino che, con appello incidentale, chiedeva la condanna
della Edilminetti al rimborso delle spese di primo grado.
Con sentenza depositata il 14.11.2006 la Corte d’Appello
di Genova, in riforma della sentenza di primo grado edpni,
accoglimento dell’appello della società Edilminetti, rigettava le domande originariamente proposte dal Condominio e lo condannava al pagamento, in favore della so-

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la convenuta s.a.s. Edilminetti per la difettosa esecuzio-

cietà appellante, delle spese di entrambi i gradi del giudizio; rigettava l’appello incidentale della società Bottino, confermando la statuizione di primo grado sulla com-

e la Edilminetti; compensava interamente le spese del
grado relativamente al rapporto processuale tra le società Edilminetti e la società Bottino e poneva le spese
di C.T.U. a carico esclusivo del Condominio.
Osservava la Corte territoriale:
la decisione del Tribunale era avulsa dalle emergenze
della

prova orale, documentale e logica, denotanti

l’esistenza di un diretto rapporto contrattuale tra il
Condominio e la s.a.s. Bottino per le opere di tinteggiatura e l’assenza di intromissione della Edilminetti nella
scelta dei materiali, delle modalità applicative e della
concreta esecuzione delle opere stesse; rilevava che il
Condominio, non aveva mai “esteso” le proprie domande
nei confronti della terza chiamata s.a.s. Bottino e che il
difetto di responsabilità della Edilminetti per i vizi delle opere oggetto di causa, esonerava dall’esame della
pretesa di “manleva”,avanzata da quest’ultima società nei
confronti della terza chiamata.
Per la cassazione di tale sentenza propone ricorso il
Condominio Piazza Lido di Pegli, 1 e Via Pegli n* 49, in
Genova, formulando due motivi.

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pensazione delle spese processuali tra la società stessa

Resiste con controricorso la Edilminetti s.a.s., la società Bottino Comm. Giuseppe di Prini Franco & C. s.a.s.
non ha svolto attività difensiva.

Il Condominio ricorrente deduce:
1)violazione e falsa applicazione degli artt. 2727 e 2729
c.c.; omessa,insufficiente e contraddittoria motivazione
su fatti controversi e decisivi per il giudizio; la sentenza impugnata prospettava “ragionamenti induttivi in
ordine alle prove assunte nel corso del giudizio di primo
grado” e si fondava su elementi in parte inconsistenti
ed in parte inveritieri; in particolare, difettava la prova
sul presupposto fondante la sentenza gravata, ossia sul
recesso del Condominio dal contratto di appalto con la
Edilminetti s.a.s. e sulla successiva stipula di altro
contratto tra il condominio e la Bottino s.a.s. per le sole
opere di tinteggiatura; erroneamente la Corte di merito
aveva dedotto la prova su tali circostanze dalla contabilità finale delle opere appaltate alla Edilminetti s.a.s.
e dalla fattura emessa direttamente dalla s.a.s. Bottino
nei confronti del Condominio, non considerando che tale
fattura non specificava i lavori cui si riferiva e che detta contabilità finale dei lavori, elaborata dalla società
Edilminetti si riferiva agli importi per le opere di tinteggiatura; peraltro, il teste Prini aveva riferito che era

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Motivi della decisione

stata quest’ultima società, al fine di aggirare il divieto di
subappalto, a chiedere alla Bottino s.a.s. di emettere direttamente la fattura a carico del Condominio; la rico-

di appello era errata oltreché in fatto anche in diritto,
laddove aveva ritenuto che il recesso ( parziale) del
condominio dall’originario contratto di appalto fosse
ascrivibile alla direzione dei lavori, priva di potere al
riguardo;
2) violazione e falsa applicazione degli artt. 106 e 346
c.p.c.; omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su fatti controversi e decisivi per il giudizio, non avendo il giudice di appello applicato il principio della
estensione automatica della domanda dell’attore al terzo
e cioè alla s.a.s. Bottino, indicata quale unica responsabile dalla Edilminetti e dalla stessa chiamata in causa;
le domande del condominio dovevano ritenersi implicitamente riferite anche al terzo chiamato in quanto la
chiamata del terzo ad opera del convenuto, al fine di ottenere declaratoria della esclusiva responsabilità del
terzo e la propria liberazione dalla pretesa dell’attrice,
integrava un’ipotesi di causa unica ed inscindibile,
nell’ambito della quale il convenuto ed il terzo venivano a trovarsi in una situazione di litisconsorzio alternativo, con la conseguenza che la domanda dell’attore,.

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struzione della vicenda contrattuale operata dalla Corte

veva intendersi riferita anche al terzo chiamato, pur in
difetto di apposita istanza in tal senso, trattandosi di individuare il vero responsabile nel quadro di un rapporto

parte del quesito si assumeva che “la parte totalmente
vittoriosa in primo grado, la cui posizione processuale
abbia avuto integrale accoglimento per alcune soltanto
delle ragioni prospettate, non è tenuta a riproporre con
espresse deduzioni, in caso di appello della controparte,
le ragioni pretermesse in sentenza, purché ad esse non
rinunci espressamente o implicitamente”.
Il primo motivo di ricorso è inammissibile in quanto si
risolve in una diversa valutazione delle risultanze probatorie senza una specifica contestazione delle specifiche
ragioni poste a fondamento della decisione impugnata;
anche il quesito di diritto, peraltro, é formulato in maniera astratta in quanto avulso dalle argomentazioni nella parte d(ti tné sentenza investita dalla censura.
E’, invece, fondato il secondo motivo.
La Corte di appello, con riferimento alla chiamata in
causa della società Bottino, da parte della convenuta Edilminetti s.a.s. , si è limitata ad affermare che mai nel
corso del giudizio il Condominio attore aveva “esteso”
le proprie domande nei confronti della terza chiamata
sicché difettava il presupposto per il loro eventuale ac-

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oggettivamente unitario”( V.quesito). Con la seconda

coglimento nei confronti della chiamata in causa.
Tale statuizione è errata, laddove non ha tenuto conto
del principio affermato da questa Corte, secondo cui la

chiamato ove questo sia indicato come il vero legittimato
ed unico responsabile del fatto dannoso dedotto in citazione . Nella specie la Edilminetti, in comparsa di costituzione, chiedeva di essere assolta da ogni domanda
contro di lei proposta perché non passivamente legittimata e chiedeva, di conseguenza, che la soc. Bottino
fosse condannata a manlevarla e tenerla indenne dalle
domande di controparte. E’ evidente che l’atto di chiamata, al di là della formula adottata, era diretto ad attribuire al terzo la responsabilità della cattiva esecuzione
delle opere e dei danni conseguenti sicché, in virtù di
detto principio sulla estensione automatica della domanda al terzo chiamato, ove indicato dal convenuto come
l’effettivo ed unico legittimato, il giudice di appello avrebbe potuto emettere direttamente, nei confronti del
terzo chiamato, la pronuncia di condanna, anche se
l’attore non ne aveva fatto specifica richiesta, senza per
questo incorrere nel vizio di ultrapetizione (Cass. n.
20610/2011; n. 27525/2009; n. 25559/2008).
Alla stregua di quanto osservato deve dichiararsi
l’inammissibilità del primo motivo ed accogliersi il se-

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domanda dell’attore si estende automaticamente al terzo

condo con conseguente cassazione sul punto della sentenza impugnata e rinvio della causa ad altra sezione
della Corte di Appello di Genova che provvederà anche

P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il primo motivo;

r

accoglie il secondo; cassaì1a sentenza impugnata e rimette la causa innanzi ad altra sezione della Corte di
Appello di Genova anche per le spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma in data 8.10.2013

sulle spese del giudizio di legittimità.

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