Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26634 del 12/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 12/12/2011, (ud. 18/11/2011, dep. 12/12/2011), n.26634

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PICCIALLI Luigi – Presidente –

Dott. BURSESE Gaetano Antonio – Consigliere –

Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. CARRATO Aldo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

M.A. (C.F.: (OMISSIS)), rappresentata e difesa,

in virtù di procura in calce al ricorso, dall’Avv. Antinucci Massimo

ed elettivamente domiciliata presso il suo studio, in Roma, alla via

della Giuliana, n. 73;

– ricorrente –

contro

ZURICH INSURANCE PLC (PI: (OMISSIS)), in persona del legale

rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa, in virtù di

procura speciale in calce al controricorso, dall’Avv. Rudel Raoul ed

elettivamente domiciliata presso il suo studio, in Roma, via Giorgio

Vasari, n. 5;

– controricorrente –

e

C.E.;

– intimato –

per la cassazione della sentenza n. 4641 del 2009 della Corte di

appello di Roma, depositata il 24 novembre 2009 (e notificata il 23

febbraio 2010).

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

18 novembre 2011 dal Consigliere relatore Dott. Aldo Carrato;

considerato che il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto

Procuratore Generale dott. PRATIS Pierfelice nulla ha osservato.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Rilevato che il consigliere designato dr. Lucio Mazziotti di Celso ha depositato, in data 9 dicembre 2010, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.: “1) C.E. conveniva in giudizio il notaio Bo.Po. chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti a seguito di una vendita di un immobile di sua proprietà ad opera di B.P. al quale esso attore aveva conferito una procura a vendere revocata prima della detta alienazione con atto redatto dal convenuto il quale aveva mancato di accertare la validità della procura. Il Po., costituitosi, sosteneva l’infondatezza della domanda chiedendo ed ottenendo di chiamare il causa a titolo di manleva la società Zurigo con la quale aveva stipulato una polizza di assicurazione. La Zurigo si costituiva associandosi alle tesi difensive dell’assicurato. Con sentenza 24879/2003 l’adito Tribunale di Roma condannava il Po.

a pagare all’attore Euro 155.305,00 dichiarando che la Zurigo doveva manlevare il convenuto nei limiti di polizza. Avverso la detta sentenza Bo.Po. proponeva appello al quale aderiva la Zurigo Assicurazioni e resisteva il C.. Si costituiva A. M. che chiedeva la conferma della sentenza impugnata deducendo di aver acquistato dal C. – con dichiarazione 7/3/2002 – i diritti derivanti dal giudizio conclusosi con la detta sentenza. Nel corso del giudizio di appello il C. disconosceva la firma apposta alla dichiarazione 7/3/2002 e dichiarava di rinunciare ad ogni diritto riconosciutogli con la pronuncia di primo grado. 2) Con sentenza 24/11/2009 la Corte di appello di Roma: dichiarava cessata la materia del contendere; condannava il C. al pagamento delle spese di primo grado; rigettava la domanda della M.; condannava il C. e la M. al pagamento delle spese del giudizio di secondo grado. La corte di merito, per quel che ancora rileva, osservava: che il C. aveva abbandonato la domanda avanzata in primo grado dichiarando che l’azione a suo tempo proposta nei confronti del notaio Po. era infondata e frutto di un disegno criminoso; che pertanto andava dichiarata cessata la materia del contendere tra le dette parti; che la M. non aveva partecipato al giudizio di primo grado ed andava esclusa la sua qualità di successore a titolo particolare del diritto controverso, ossia il diritto sostanziale dedotto in giudizio da identificarsi con la situazione legittimante le parti a stare in giudizio come attore e come convenuto; che pertanto la posizione della M. era di mera adesione alla posizione del C. non essendo state avanzate domande proprie ed autonome diverse da quella di conferma della sentenza impugnata che andava rigettata. 3) La cassazione della sentenza della Corte di appello di Roma è stata chiesta da M. A. con ricorso affidato a due motivi. L’intimata Zurich Insurance PLC ha resistito con controricorso. L’intimato C. E. non ha svolto attività difensiva in sede di legittimità 4) Il relatore ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio per essere manifestamente inammissibile in quanto proposto nei soli confronti di C.E. – parte del giudizio di primo grado come attore e del giudizio di appello come appellato – e della società Zurigo Assicurazioni (chiamata in causa dall’attore per essere dalla stessa manlevata) e non di Po.Bo. (attore in primo grado ed appellante nel giudizio di appello). Al riguardo va rilevato che – come risulta dalla lettura della sentenza impugnata – la ricorrente è intervenuta nel giudizio solo in secondo grado sostenendo che il C. aveva ceduto ad essa M. i diritti, oneri ed obblighi “inerenti la causa civile” pendente tra il Po. e il C.. La M. però – come precisato dalla Corte di appello – ha assunto nel processo la posizione di “mera adesione alla posizione del C., non essendo state avanzate all’atto della sua costituzione domande proprie ed autonome, diverse da quella di conferma dell’impugnata pronuncia”. La M., come rilevato, ha notificato il ricorso solo al C. ed alla società Zurigo – nei cui confronti non risulta che la ricorrente abbia formulato richieste o domande – e non al Po. verso il quale il C., con l’atto introduttivo del giudizio di primo grado, aveva rivolto la sua domanda di risarcimento danni. 5) Considerato quindi che il ricorso può essere deciso in camera di consiglio”.

Rilevato che, ad avviso del Collegio, non sussistono, anche alla stregua della valutazione del contenuto della memoria depositata nell’interesse della ricorrente, le condizioni di evidenza decisoria che, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., consentono la definizione del ricorso in camera di consiglio;

che, pertanto, occorre rimettere la trattazione del ricorso alla pubblica udienza presso la 2^ Sezione civile.

P.Q.M.

La Corte rinvia la trattazione del ricorso alla pubblica udienza presso la 2^ Sezione civile.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della 6^ Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, il 18 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 12 dicembre 2011

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