Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26585 del 18/10/2019

Cassazione civile sez. III, 18/10/2019, (ud. 13/09/2019, dep. 18/10/2019), n.26585

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE STEFANO Franco – Presidente –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

Dott. D’ARRIGO Cosimo – rel. Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCURTORIA

sul ricorso iscritto al n. 19406/2016 R.G. proposto da:

Azienda USL (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro

tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. Lucia Coppola, con

domicilio eletto in Roma, corso d’Italia, n. 102, presso lo studio

dell’Avv. Pasquale Mosca;

– ricorrente –

contro

B.R.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 939 della Corte d’appello di Firenze

depositata il 13 giugno 2016;

Udita la relazione svolta in camera di consiglio dal Consigliere Dr.

D’Arrigo Cosimo;

letta la sentenza impugnata;

letto il ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Il Tribunale di Firenze condannava l’Azienda USL 11 di Empoli (quale Gestione liquidatoria della USL (OMISSIS) della Bassa Val d’Elsa e della Val d’Arno Empolese) al risarcimento dei danni subiti da S.F. e B.R., nella qualità di genitori di S.S., liquidati, nella moneta corrente, in Euro 1.156.863,45 per capitale, oltre accessori.

La decisione veniva integralmente riformata dalla Corte d’appello di Firenze, con condanna degli attori alla restituzione di quanto ricevuto in esecuzione della sentenza di primo grado.

Quindi, l’Azienda USL (OMISSIS) intimava al S. e alla B. precetto di pagamento per la restituzione delle somme già corrisposte in forza della provvisoria esecutività della sentenza di primo grado.

Il precetto veniva separatamente opposto dai due intimati, i quali deducevano di non essere obbligati in proprio alla restituzione, bensì nella qualità – non dedotta nel precetto – di genitori di S.S.. Le due opposizioni, successivamente riunite, venivano rigettate dal Tribunale di Firenze, sezione distaccata di Empoli, confermata in appello.

A seguito della pronuncia della Corte d’appello, l’Azienda USL (OMISSIS) provvedeva alla notificazione di un secondo atto di precetto, di contenuto analogo a quello già opposto.

Il S. e la B. proponevano nuovamente due distinte opposizioni, questa volta non riunite. Il Tribunale di Firenze, con due separate pronunce, rigettava le opposizioni, ritenendo che le questioni dedotte fossero già coperte dal giudicato formatosi in esito alla prima opposizione a precetto.

Solo la B. appellava la sentenza che la riguardava e la Corte d’appello di Firenze, accogliendo il gravame, dichiarava che l’Azienda USL (OMISSIS) non aveva diritto ad agire contro l’opponente in proprio; per il resto, confermava la sentenza impugnata.

Contro tale decisione ricorre l’Azienda USL (OMISSIS), nel frattempo subentrata nei rapporti facenti capo all’AUSL (OMISSIS), per quattro motivi.

L’intimata non ha svolto attività difensiva.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Nel caso in esame è accaduto che si siano susseguiti più precetti, fondati sul medesimo titolo, e che gli stessi siano stati tutti opposti per le medesime ragioni.

Il ricorso in esame, quindi, pone il problema di quale sia l’efficacia del giudicato formatosi in esito alla prima opposizione a precetto sugli analoghi giudizi successivi.

Si tratta di una questione peculiare, di particolare interesse, in considerazione del carattere di novità e della rilevanza nomofilattica.

Pertanto, impregiudicata ogni valutazione in ordine alla procedibilità del ricorso, ricorrono le condizioni per disporre la trattazione del ricorso in pubblica udienza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 2.

P.Q.M.

Dispone la trattazione del ricorso in pubblica udienza.

Così deciso in Roma, il 13 settembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 18 ottobre 2019

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