Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26568 del 27/11/2013


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 26568 Anno 2013
Presidente: DI PALMA SALVATORE
Relatore: ACIERNO MARIA

ORDINANZA

sul ricorso 5603-2012 proposto da:
DE MARCO DINA MARIA DMRDMR52M64C619W, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA CRESCENZIO 20, presso lo
studio dell’avvocato MENICACCI STEFANO, che la
rappresenta e difende, giusta delega a margine del
ricorso;
– ricorrente
contro
2013
6894

NARDUZZI SANDRO, elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA PIEMONTE 39/A, presso lo studio dell’avvocato
TOMASELLI ALESSANDRO, che lo rappresenta e difende,
giusta procura ad litem, che viene allegata in atti;
– controricorrente contro

Data pubblicazione: 27/11/2013

MATTERA FRANCESCO, elettivamente domiciliato in ROMA,
VIALE LIEGI 14, presso lo studio dell’avvocato
ABENAVOLI IVANA, che lo rappresenta e difende, giusta
delega a margine del controricorso;
– controri corrente non chè contro

– intimato –

avverso la sentenza n. 575/2011 della CORTE D’APPELLO
di ROMA del 25.1.2011, depositata il 10/02/2011;
udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del 24/09/2013 dal Consigliere Relatore
Dott. MARIA ACIERNO;
udito per il controricorrente (Mattera Francesco)
l’Avvocato Santina Masullo (per delega avv. Ivana
Abenavoli) che si riporta agli scritti.
E’ presente il Procuratore Generale in persona del
Dott. LUCIO CAPASSO che si riporta alla relazione
scritta.

CIRCI ANTONIO;

”Mattera Francesco (nato a Roma il 13 novembre 1963) proponeva appello tardivo avverso la
sentenza del Tribunale di Roma n. 4793 del 2008, passata in giudicato, dalla quale risultava la sua
condanna al pagamento della somma di 4.648,11€, nonostante non avesse mai ricevuto alcun atto di
citazione e non avesse mai partecipato a quel giudizio, da cui si dichiarava estraneo. Sosteneva che
aveva avuto notizia del processo solo a seguito della notifica dell’atto di precetto ad opera dell’avv.
Staniscia, in rappresentanza di De Marco Dina Maria, e che si trattava di un banale equivoco
determinato dall’omonimia con Mattera Francesco, nato il 21 settembre 1961, regolarmente
costituitosi nel giudizio di primo grado.
La corte d’Appello di Roma respingeva l’eccezione di tardività dell’impugnazione, formulata da De
Marco Dina Maria, sul presupposto che Mattera Francesco (nato il 13 novembre 1963) doveva
essere considerato terzo rispetto alla sentenza di primo grado e che l’appello doveva quindi essere
convertito in opposizione di terzo. Osservava la corte territoriale che l’appellante non risultava
essere destinatario di alcun atto di citazione da parte della De Marco né risultava avere preso parte
al processo di primo grado. Infatti, sebbene la De Marco fosse stata invitata più volte dal giudice di
secondo grado a depositare l’originale dell’atto di citazione per verificarne l’effettivo destinatario,
costei aveva prodotto solo delle fotocopie, che non permettevano di esaminare la relata di notifica al
Mattera. Inoltre Mattera Francesco (nato il 21 settembre 1961), regolarmente costituitosi in appello,
aveva confermato di essere il reale protagonista della vicenda e che il suo omonimo appellante era
del tutto estraneo ai fatti di causa. La Corte territoriale riformava pertanto la pronuncia del
Tribunale limitatamente all’indicazione nell’intestazione delle generalità di Francesco Mattera, da
intendersi nato il 21 settembre 1961 e non il 13 novembre 1963, osservando che costui era il reale
destinatario degli effetti della sentenza di primo grado, essendosi costituito in giudizio a mezzo
dell’avv. Tomaselli ed avendo ivi svolta attività difensiva per resistere alla pretese della Di Marco.
Avverso tale sentenza De Marco Dina Maria ha proposto ricorso per cassazione, affidandosi ad un
unico motivo, nel quale è stata denunciata la violazione degli artt. 404, 405, 324, 325 e 327 cpc, per
non avere dichiarato inammissibile l’appello per tardività e avere considerato Mattera Francesco
(nato il 13 novembre 1963) terzo completamente estraneo alla controversia, nonostante la ricorrente
gli avesse notificato l’atto di citazione per il giudizio di primo grado, ritualmente depositato nel
fascicolo di secondo grado.
Hanno resistito con controricorso Narduzzi Sandro e Mattera Francesco (nato il 13 novembre 1963).
Il ricorso è manifestamente infondato. In primo luogo, come osservato dalla Corte d’Appello non
risulta depositato l’originale della notificazione dell’atto d’appello a Mattera Francesco nato il 13
novembre 1963. Peraltro la copia della relata è incompleta in quanto riporta esclusivamente la parte
del procedimento a formazione progressiva che determina il perfezionamento della notifica ex art.
140 cod. proc. civ., eseguita a mani dell’ufficiale giudiziario, ma non vi è traccia della spedizione e
ricezione della raccomandata ex art. 140 ultima parte cod. proc. civ. Dall’esame del contenuto della
copia depositata (relativa ad una sola parte della notifica come già osservato) emerge, peraltro il
rifiuto di ricevere l’atto da parte di persona non meglio qualificata. Inoltre dall”esame diretto degli
atti di causa, cui la Corte ha accesso trattandosi di un error in procedendo, risulta chiaramente che la
firma apposta sulla procura alle liti della comparsa di risposta del giudizio di primo grado, rilasciata
all’avv. Tomaselli (unitamente a Narduzzi), è riferibile ad un soggetto diverso da quella rilasciata
all’avv. Santina Masullo nell’appello tardivo e, nel controricorso per cassazione, a Ivana Abenavoli.
Dal complesso delle circostanze esposte risulta che Mattera Francesco nato il 13 novembre 1963,
non ha partecipato al giudizio di primo grado (al quale ha partecipato l’altro Mattera unitamente al
Narduzzi) e non è stato parte, neanche in senso solo formale, nel giudizio d’appello, non risultando

Rilevato che è stata depositata la seguente relazione nel procedimento civile iscritto al R.G. 5603
del 2012

essere stato da lui con certezza ritirato l’atto introduttivo del giudizio né a mani né a mezzo posta.
In conclusione Mattera Francesco, nato il 13 novembre 1963, non può che essere considerato terzo
rispetto al processo di primo grado, risultando corretta la qualificazione dell”impugnazione
proposta da Mattera Francesco come opposizione di terzo ai sensi dell’art. 404, comma 1, cpc.,
operata dalla Corte d’Appello con la sentenza impugnata;

P.Q.M.
La Corte,
rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento in favore della parte contro ricorrente delle
spese del presente procedimento che liquida in E 3000 per compensi; E 200 per esborsi oltre
accessori di legge.
Così deciso nella camera di consiglio del 24 settembre 2013

liFtmzionario Giudiziario

DEPOSITATO IN CANCELLERIA

Ritenuto che il Collegio, letta la memoria di parte ricorrente, aderisce integralmente alla relazione,
osservando che non si ravvisano puntuali censure al condivisibile iter argomentativo posto a base
della proposta di decisione e tenuto conto della non assoggettabilità ai termini ordinari
d’impugnazione del mezzo straordinario previsto dall’art. 404 cod. proc. civ.;
Ritenuto infine che al rigetto del ricorso deve seguire l’applicazione del principio della
soccombenza in ordine alle spese di lite;

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA