Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26548 del 21/12/2016


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Cassazione civile, sez. trib., 21/12/2016, (ud. 12/12/2016, dep.21/12/2016),  n. 26548

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TIRELLI Francesco – Presidente –

Dott. CAIAZZO Luigi – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. PERRINO Angelina Maria – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso iscritto al n. 1932/2011 R.G. proposto da:

C.M., rappresentato e difeso dall’Avv. Maria Cristina

Ferraresi, elettivamente domiciliato in Roma alla via Punta Bianca

n. 27, presso lo studio dell’Avv. Maria Di Giacomo, per procura a

margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio

n. 461/14/10 depositata il 8 luglio 2010.

Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 12 dicembre 2016

dal Consigliere Dott. Enrico Carbone.

Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale ZENO Immacolata, che ha concluso per l’inammissibilità del

ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Su ricorso di C.M., la Commissione Tributaria Provinciale di Roma annullava la cartella di pagamento n. (OMISSIS) emessa nei di lui confronti per omessi versamenti IVA e IRPEF anno d’imposta 2001.

La Commissione Tributaria Regionale del Lazio accoglieva l’appello dell’Agenzia delle Entrate, sovvertendo la ratio decidendi addotta dal primo giudice circa la notifica dell’avviso bonario in esito al controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi.

Il contribuente ricorre per cassazione sulla base di unico motivo.

L’Agenzia delle Entrate resta intimata.

Il Collegio ha deliberato di adottare la motivazione semplificata.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso denuncia “violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60 e art. 139 c.p.c., nonchè omessa, insufficiente e/o contraddittoria motivazione ex art. 112 c.p.c., circa un punto decisivo della controversia con riferimento all’art. 360 c.p.c., nn. 4 e 5”: al netto della mistione dei profili, il ricorrente lamenta che avviso e cartella non gli siano stalinotificati presso il domicilio fiscale.

2. Il ricorso è infondato.

Nella liquidazione su controllo automatizzato, l’instaurazione del contraddittorio prima dell’iscrizione a ruolo è necessaria solo ove emergano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, sicchè l’avviso bonario non è obbligatorio in caso di omesso o tardivo versamento (Cass. 10 giugno 2015, n. 12023, Rv. 635672; Cass. 6 luglio 2016, n. 13759, Rv. 640341).

La sentenza di appello riferisce nella specie trattarsi proprio di omesso o tardivo versamento, sicchè la notifica dell’avviso bonario avrebbe potuto mancare del tutto.

L’avviso è stato notificato e ricevuto, tuttavia, come anche la cartella, che infatti è stata tempestivamente impugnata.

La circostanza che le notifiche abbiano raggiunto il destinatario in luogo differente dal domicilio fiscale non rende le stesse illegittime.

Invero, la disciplina che consente la notifica dell’atto tributario nel domicilio fiscale per ultimo noto è posta nell’interesse dell’amministrazione finanziaria, sicchè la relativa inosservanza non comporta illegittimità della notifica effettuata con una procedura più garantista per il contribuente (Cass. 20 gennaio 2011, n. 1206, Rv. 616312; Cass. 28 novembre 2014, n. 25272, Rv. 633769; Cass. 24 settembre 2015, n. 18934, Rv. 636511).

3. Nulla sulle spese di questo giudizio, in difetto di costituzione dell’intimata.

PQM

Respinge il ricorso.

Nulla sulle spese.

Così deciso in Roma, il 12 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 21 dicembre 2016

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