Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2649 del 04/02/2021

Cassazione civile sez. VI, 04/02/2021, (ud. 27/10/2020, dep. 04/02/2021), n.2649

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FERRO Massimo – Presidente –

Dott. SCOTTI L.C.G. Umberto – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8195-2018 proposto da:

UBI BANCA SPA, in persona del Procuratore pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIALE GIULIO CESARE 2, presso lo studio

dell’avvocato GRILLO GIUSEPPE, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO DELLA (OMISSIS) SRL IN LIQUIDAZIONE, in persona dei

Curatori pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE

PARIOLI 63, presso lo studio dell’avvocato RONGA MATTEO,

rappresentato e difeso dall’avvocato PELUSO EMIDDIO;

– controricorrente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di NOCERA INFERIORE, depositato il

05/02/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 27/10/2020 dal Consigliere Relatore Dott. DOLMETTA

ALDO ANGELO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – La s.p.a. Ubi Banca (come all’epoca diversamente denominata) ha presentato domanda di insinuazione ne passivo fallimentare della s.r.l. (OMISSIS) per una serie di crediti dipendenti dall’esecuzioni di rapporti bancari.

Il giudice delegato ha respinto la domanda.

La Banca ha proposto opposizione ex artt. 98 L. Fall. e ss. vanti al tribunale di Nocera Inferiore. Che la ha parzialmente accolta, con decreto depositato in dato 5 febbraio 2018.

2. – Per quanto qui ancora in interesse, il Tribunale ha osservato che la documentazione contrattuale relativa a talune delle voci di credito pretese dalla Banca risultava sprovvista di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento.

Più in particolare il decreto ha rilevato come non possano rientrare tra i c.d. fatti equipollenti ex art. 2704 c.c. gli estratti del registro del libro fidi della Banca, pur autenticati da notaio: trattasi – si è puntualizzato – di “documento meramente interno della Banca, di cui il notaio si è limitato ad attestare la conformità della copia prodotta all’originale, ma non può in alcun modo certificare la certezza di data delle annotazioni in esso contem te”.

D’altra parte – ha pure aggiunto il decreto – “tale produzione documentale deve ritenersi ormai tardiva, non essendo ammessa alcuna produzione documentale successivamente alla costituzione in giudizio. Nè potrebbe ritenersi una sorta di rimessione in termini in ragione dell’eccepita mancanza di data certa della documentazione prodotta, eccepita dalla curatela resistente solo nella presente fase di opposizione. Invero, come affermato da pacifica giurisprudenza, l’anteriorità del credito rispetto alla dichiarazione di fallimento costituisce presupposto soggetto a verifica anche d’ufficio da parte del giudice”.

3. – Avverso questo provvedimento ricorre per cassazione UBI Banca, svolgendo due motivi.

Resiste, con controricorso, il Fallimento, che ha anche depositato memoria.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

4. – Il primo motivo assume la violazione di norme di diritto, con riferimento all’art. 345 c.p.c. e art. 99 L. Fall., nonchè omesso esame di fatto decisivo per l’esito del giudizio. Osserva il ricorrente che – di fronte alle eccezioni formulate per la prima volta dal curatore in sede di costituzione nel giudizio opposizione – l’opponente non ha per sè possibilità di controdedurre e di difendersi.

Con la conseguenza che o il giudice gli assegna apposito termine per memoria e produzione documentale oppure l’eccezione del curatore dev’essere ritenuta senz’altro inammissibile.

Il secondo motivo sostiene poi la violazione della norma dell’art. 2704 c.c., nonchè omesso esame di fatto decisivo. Le scrittura contabili regola-mente tenute e vidimate dal notaio ben possono rientrare nel novero dei c.d. fatti equipollenti a quelli nominati nell’ambito dell’art. 2704 c.c..

5. – Il Collegio ritiene che il -icorso vada respinto.

In proposito si deve rilevare, che, secondo l’orientamento attuale della giurisprudenza di questa Corte, “nel giudizio di opposizione allo stato pass vo, la mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore, è rilevabile anche d’ufficio dal giudice, il quale deve segnalare la questione di fatto alle parti onde consentire la discussione; tuttavia, l’omissione di tale segnalazione non determina la nullità della sentenza salvo che abbia vulnerato la facoltà di chiedere prove o di ottenere a tale fine una rimessione in termini” (Cass., 6 luglio 2020, n. 13920).

Nella specie, il giudice del merito ha in ogni caso esaminato e valutato la documentazione nel concreto prodotta dall’opponente: sì che la discussione sul tema ha ben potuto svilupparsi nel giudizio di opposizione.

All’esito dell’esame così condotto, il Tribunale è poi addivenuto alla conclusione che quelli in concreto prodotti dall’opponente non erano documenti idonei a portare l pur necessaria certezza di data dei contratti interessati.

Resta allora da aggiungere solo che, secondo l’orientamento della giurisprudenza di questa Corte, “l’accertamento defr data di una scrittura privata non autenticata e della sussistenza e idoneità di fatti diversi da quelli specificamente indicati nell’art. 2704 c.c., ria equipollenti a questi ultimi, in quanto idonei a stabilire in modo ugualmente certo l’anteriorità della formazione del documento, è compito esclusivo del giudice del merito, la cui valutazione non è sindacabile in sede di legittimità” (cfr. Cass., 16 febbraio 2017, n. 4104; Cass., 7 febbraio 2018, n. 2987).

6. – Le spese del giudizio di legittimità seguono la regola della soccombenza e si liquidano in dispositivo.

PQM

La Corte respinge il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese de: giudizio di legittimità, che liquida nella somma di Euro 13.600,00 (di cui Euro 100,00 per esborsi), oltre a spese forfetarie e accessori di legge.

Dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato parti a quello dovuto per il ricorso, ove dovuto, secondo quanto stabilito dalla norma dell’art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione civile – 1, il 27 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 4 febbraio 2021

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