Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26412 del 20/12/2016


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Cassazione civile, sez. VI, 20/12/2016, (ud. 21/10/2016, dep.20/12/2016),  n. 26412

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETITTI Stefano – Presidente –

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11009/2016 proposto da:

SUD SYSTEM s.r.l., in persona dell’amministratore pro tempore,

rappresentata e difesa, in forza di procura in calce al ricorso,

dall’Avv. Gian Pio Papa;

– ricorrente –

contro

D.T.M.L., F.R., M.R. e

M.E., nella qualità di eredi di M.V.;

– intimati –

per la revocazione della sentenza della Corte di cassazione n. 25245

del 2013.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

21/10/2016 dal Consigliere Dott. ALBERTO GIUSTI.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che il consigliere designato ha depositato in data 7 settembre 2016 la seguente proposta di definizione, ex art. 380-bis c.p.c.:

“La Corte di Cassazione, 2^ Sezione civile, con sentenza 8 novembre 2013, n. 25245, ha rigettato il ricorso proposto dalla s.r.l. Sud System avverso la sentenza n. 137/2009 della Corte d’appello di Potenza, depositata il 6 maggio 2009, e ha condannato la ricorrente al rimborso delle spese processuali nei confronti dei controricorrenti F.R., M.R. ed M.E., quali eredi di M.V..

Per la revocazione della sentenza della Corte di cassazione la Sud System ha proposto ricorso, con atto avviato alla notifica 111 maggio 2016, ritenendola la conseguenza di un errore di fatto, in quanto la mancanza del fascicolo d’ufficio, non trasmesso dalla Corte d’appello di Potenza, avrebbe precluso l’esame dei motivi e degli scritti difensivi. Nessuno degli intimati ha svolto attività difensiva in questa sede.

Il ricorso appare al relatore inammissibile per tardività, essendo stato notificato oltre il termine perentorio – di un anno dalla pubblicazione della sentenza – previsto dell’art. 391-bis c.p.c., comma 1. La sentenza della Corte di cassazione è infatti stata depositata in data 8 novembre 2013, laddove il ricorso per cassazione è stato avviato per la notificazione soltanto l’11 maggio 2016.

Il ricorso può essere avviato alla trattazione in Camera di consiglio”.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il Collegio condivide la proposta di definizione contenuta nella relazione ex art. 380-bis c.p.c., alla quale non sono stati mossi rilievi critici;

che, pertanto, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile;

che non vi è luogo a pronuncia sulle spese, non avendo nessuno degli intimati svolto attività difensiva in questa sede;

che poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è dichiarato inammissibile, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto del R.U. di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 2, il 21 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 20 dicembre 2016

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