Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2638 del 28/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 28/01/2022, (ud. 16/12/2021, dep. 28/01/2022), n.2638

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – rel. Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16688-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

A.L., A.A., C.G., elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA ANGELO SECCHI 4, presso lo studio

dell’avvocato PIERLUIGI STEFANELLI, rappresentati e difesi

dall’avvocato ANTONIO MILITE;

– controricorrenti –

contro

S.G., A.M.L.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 515/4/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della CAMPANIA SEZIONE DISTACCATA di SALERNO, depositata

il 22/01/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 16/12/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MAURO

MOCCI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania, che aveva dichiarato inammissibile il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Salerno. Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione di A.A., A.L., C.G., S.G. e A.M.L. avverso l’avviso di accertamento catastale, per l’anno 2014.

Diritto

CONSIDERATO

che:

il ricorso è affidato a due motivi;

che col primo, la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, e dell’art. 342 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, giacché la sentenza impugnata avrebbe dichiarato inammissibile il gravame dell’Ufficio per genericità dei motivi, laddove l’atto di appello aveva, da un lato, contestato la rendita attribuita dai giudici di primo grado e, dall’altro, aveva insistito sulla legittimità dell’avviso di accertamento;

che, col secondo, l’Agenzia assume la violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4;

che, infatti, la CTR avrebbe omesso di rispondere alla censura dell’Ufficio riguardante l’eccezione di ultrapetizione da parte dei giudici di primo grado, che avevano assegnato all’immobile una categoria diversa da quella proposta dalle parti in sede di DOCFA o accertata dall’Ufficio;

che gli intimati si sono costituiti con controricorso, corredato da successiva memoria ex art. 380-bis c.p.c.;

che il primo motivo è fondato;

che, nel processo tributario, anche nell’ipotesi in cui l’Amministrazione finanziaria si limiti a ribadire ed a riproporre in appello le stesse ragioni ed argomentazioni poste a sostegno della legittimità del proprio operato già dedotte in primo grado, deve ritenersi assolto l’onere d’impugnazione specifica richiesto dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, che costituisce norma speciale rispetto all’art. 342 c.p.c. (Sez. 5, n. 32954 del 20/12/2018; Sez. 6-5, n. 24641 del 05/10/2018);

che, nella specie, è la stessa sentenza impugnata ad affermare “l’appello si limita a ribadire la bontà del classamento operato”; che il secondo motivo resta assorbito;

che non ha pregio l’argomento di cui alla memoria tempestivamente depositata dai controricorrenti, circa la necessità di decidere altresì il merito, in base ad elementi che impongono accertamenti non di mero fatto, sicché l’apprezzamento su di essi deve essere svolto dal giudice del rinvio;

che, pertanto, in accoglimento del ricorso la sentenza va cassata ed il giudizio rinviato alla CTR Campania, in diversa composizione, affinché si attenga agli enunciati principi e si pronunzi anche con riguardo alle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Regionale della Campania, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 16 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 28 gennaio 2022

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