Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2630 del 05/02/2020

Cassazione civile sez. trib., 05/02/2020, (ud. 19/11/2019, dep. 05/02/2020), n.2630

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – rel. Consigliere –

Dott. CIRESE Marina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15542-2014 proposto da:

L.S., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA VASCO DE GAMA

73 – OSTIA, presso lo studio dell’avvocato DOMENICO RULLO, che la

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE I DI ROMA in persona del

Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo

rappresenta e difende;

– resistente con atto di costituzione –

avverso la sentenza n. 1102/2014 della COMM.TRIB.REG. di ROMA,

depositata il 24/02/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19/11/2019 dal Consigliere Dott. MONDINI ANTONIO.

Fatto

PREMESSO

che:

1. con sentenza in data 24 febbraio 2014, n. 1102, la prima sezione della commissione tributaria regionale del Lazio, decidendo in sede di revocazione ex art. 395 c.p.c., n. 4, della controversia tra L.S. e l’Agenzia delle Entrate riguardo alla legittimità dell’atto con cui la contribuente era stata dichiarata decaduta dalle agevolazioni fruite il 7 febbraio 2002, al momento della registrazione del contratto di acquisto della prima casa, per mancato trasferimento nel comune ove l’immobile era ubicato (Roma), dichiarava l’atto legittimo in quanto, contrariamente alla tesi della Lazhem, notificato tempestivamente, il 27 maggio 2008, rispetto al termine di cui al D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76 come prorogato ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 11, comma 10;

2.la contribuente ricorre, con tre motivi, per la cassazione della sentenza sopradetta;

3.l’Agenzia delle Entrate ha depositato atto di costituzione tardiva.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. con il primo motivo di ricorso, la contribuente lamenta la violazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76. Sostiene che alla data szfl notifica dell’avviso (il 27 maggio 2008) il termine di triennale decadenza sancito da tale articolo e decorrente dalla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di trascrizione dell’atto di acquisto (7 febbraio 2002), era ormai scaduto. Il motivo è infondato. La contribuente non tiene conto della proroga biennale di cui ai sensi della L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 11, comma 1 (v. Cass. n. 3541 del 14/02/2018n. 1248 del 22/01/2014);

2. con il secondo motivo di ricorso, la contribuente lamenta l’omesso esame del motivo di appello proposto (non da essa contribuente ma) dall’Agenzia per contestare il fatto che essa contribuente si fosse di fatto trasferita nel comune Roma. Il motivo è inammissibile per difetto di legittimazione non potendo una parte dolersi della mancata considerazione di una domanda o di una eccezione della controparte. Solo per completezza si ricorda che “in tema di imposta di registro, i benefici fiscali per l’acquisto della prima casa spettano esclusivamente al soggetto che abbia la residenza anagrafica o lavori nel comune dove ha acquistato l’immobile da adibire ad abitazione principale senza che, a tal fine, possano rilevare la residenza di fatto, altre situazioni contrastanti con le risultanze degli atti dello stato civile ovvero la produzione di documenti di spesa in luogo della certificazione anagrafica” (Cass. n. 10072 del 10/04/2019; Cass. 1530 del 2/02/2012);

3. con il terzo motivo di ricorso, la contribuente lamenta “l’ingiustizia manifesta” dell’avviso deducendo di aver confidato sul fatto di avere a buon diritto fruito delle agevolazioni “prima casa” poi revocatele e di non aver pertanto chiesto dette agevolazioni, di nuovo, in occasione di successivi acquisti di immobili, con grave pregiudizio economico. Il motivo è inammissibile per genericità e perchè involge questioni risarcitorie non prospettabili in questa sede;

4. il ricorso deve essere rigettato;

5.non vi è luogo a pronuncia sulle spese in quanto l’Agenzia delle Entrate non ha svolto attività difensiva;

6. al rigetto del ricorso consegue, ai sensi del testo unico approvato con il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), l’obbligo, a carico della ricorrente, di pagamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello stabilito per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto;

PQM

la Corte rigetta il ricorso;

ai sensi del testo unico approvato con il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), dà atto dell’obbligo, a carico della ricorrente, di pagamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello stabilito per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto;

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 19 novembre 2019.

Depositato in cancelleria il 5 febbraio 2020

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