Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26297 del 20/12/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. VI, 20/12/2016, (ud. 13/10/2016, dep.20/12/2016),  n. 26297

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – rel. Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16982/2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

J.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FILIPO

NICOLAI 60, presso lo studio dell’avvocato ETTORE MECHILLI,

rappresentato e difeso dall’avvocato SABINA PALOMBO giusta procura

alle liti a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 7258/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 29/12/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

13/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTA CRUTCITTI.

Il Collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo Presidente in

data 14 settembre 2016, la redazione della presente motivazione in

forma semplificata.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di J.G., medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, del silenzio rifiuto opposto ad istanza di rimborso dell’IRAP, versata negli anni dal 2000 al 2007, la C.T.R. della Lombardia, con la sentenza indicata in epigrafe, riformava la decisione di primo grado di rigetto del ricorso, ritenendo che, nella specie, l’attività professionale non fosse dotata di autonoma organizzazione, non essendo all’uopo rilevante la disponibilità di una segretaria part-time nè i compensi corrisposti ai medici sostituti.

Avverso la sentenza ricorre, su unico motivo, l’Agenzia delle Entrate.

Il contribuente resiste con controricorso.

A seguito di deposito di relazione ex art. 380 bis c.p.c. e di fissazione della adunanza della Corte in Camera di consiglio, ritualmente comunicate alle parti, il controricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Preliminarmente va rigettata l’eccezione di inammissibilità del ricorso per tardività sollevata dal controricorrente in memoria.

1.1. Il ricorso deve, infatti, ritenersi tempestivo. La sentenza di appello e stata pubblicata in data 29 dicembre 2014 mentre il ricorso è stato notificato, tempestivamente, mediante spedizione di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, il 30 giugno 2015, in quanto il termine di decadenza del 29.6.2009 era festivo in base alla L. 27 maggio 1949, n. 260 e successive modificazioni – D.P.R. 29 dicembre 1985, n. 792, art. 1, le quali, pur ignorando le festività dei santi patroni delle città, includono espressamente il giorno dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, nell’elenco di quelli festivi agli effetti civili (cfr. Corte Cass. Sez. L, Sentenza n. 17079 del 03/08/2007; id. Sez. 2, Sentenza n. 5895 del 24/03/2015).

2. L’unico motivo, con il quale si deduce la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3, è manifestamente infondato.

2.1. Il contrasto giurisprudenziale formatosi sulla res controversa è stato, di recente, composto dalle Sezioni Unite di questa Corte le quali, con la sentenza n. 9451/16, hanno statuito, con riguardo al presupposto dell’IRAP, il seguente principio di diritto: il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2, il cui accertamento è rimesso al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id plerumque accdit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.

La sentenza impugnata è assolutamente conforme a detti principi onde va esente da censure.

3. Ne consegue il rigetto del ricorso con compensazione integrale tra le parti delle spese processuali, attesa la novità della soluzione del contrasto giurisprudenziale.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Compensa integralmente tra le parti le spese processuali.

Così deciso in Roma, il 13 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 20 dicembre 2016

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA