Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26265 del 18/10/2018

Cassazione civile sez. II, 18/10/2018, (ud. 05/04/2018, dep. 18/10/2018), n.26265

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ORILIA Lorenzo – Presidente –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 26092/2014 R.G. proposto da:

M.N.F., rappresentato e domicilio eletto in Roma,

viale Parioli 73, presso lo studio dell’avv. Marcella Cocconari;

– ricorrente –

contro

BERGAMO TECNOLOGIE S.r.l., rappresentata e difesa, in forza di

procura in calce al controricorso, dall’avv. Giorgio Tramacere e

dall’avv. Leopoldo Lombardi, con domicilio eletto in Roma, via Carlo

Mirabello 18, presso lo studio dell’avv. Leopoldo Lombari;

– controricorrente incidentale –

avverso la sentenza della Corte d’Appello di Brescia n. 604

depositata il 6 maggio 2014;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 5

aprile 2018 dal Consigliere Dott. Giuseppe Tedesco.

Fatto

RILEVATO

che:

L’avv. M.F. ha proposto ricorso per cassazione contro sentenza della Corte d’Appello di Brescia che ha definito, in senso per lui interamente sfavorevole, la causa intrapresa contro la Bergamo Tecnologie S.r.l. per il pagamento di onorari professionali di avvocato (in primo grado la domanda era stata accolta per somma minore rispetto a quella pretesa).

Il ricorso è proposto sulla base di quattro motivi, illustrati con memoria.

La intimata ha resistito con controricorso contenente ricorso incidentale affidato a un unico motivo.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Il ricorso principale è improcedibile ai sensi dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2.

Il ricorrente riferisce nel ricorso che la sentenza è stata notificata il 17 luglio 2014, tuttavia ha omesso il deposito della sentenza munita della relazione di notificazione.

La copia presente nel fascicolo reca esclusivamente l’attestazione di conformità, senza la relata di notificazione.

Dal momento che la relata di notificazione copia non è stata prodotto dalla controricorrente, nè risulta comunque nella disponibilità di questa Corte, non ci sono le condizioni per applicare, in favore del ricorrente, il principio recentemente sancito dalle Sezioni Unite di questa Suprema: “In tema di giudizio di cassazione, deve escludersi la possibilità di applicazione della sanzione della improcedibilità, ex art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2, al ricorso contro una sentenza notificata di cui il ricorrente non abbia depositato, unitamente al ricorso, la relata di notifica, ove quest’ultima risulti comunque nella disponibilità del giudice perchè prodotta dalla parte controricorrente ovvero acquisita mediante l’istanza di trasmissione del fascicolo di ufficio” (Cass. S.U., n. 10648/2017).

Dalla considerazione appena fatta, circa il mancato deposito della sentenza impugnata con la relata di notifica ad opera della controricorrente, discende che parimenti improcedibile risulta essere il ricorso incidentale.

L’art. 371 c.p.c., comma 3, prescrive che al ricorso incidentale si applica l’art. 369 c.p.c. di cui si è dianzi detto.

L’art. 371, u.c. cit., prevede poi che il ricorrente incidentale è esonerato dal deposito della sentenza impugnata se a ciò ha provveduto il ricorrente principale.

Diversamente è comunque onere del ricorrente incidentale depositare la sentenza corredata della notifica (Cass. n. 16548/2015).

Non essendo avvenuto ciò, anche il ricorso incidentale va dichiarato improcedibile.

Dalla reciproca soccombenza consegue la compensazione delle spese di giudizio.

Poichè il ricorso principale e il ricorso incidentale sono stati proposti successivamente al 30 gennaio 2013 e decisi con l’improcedibilità sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto il comma 1-quater al testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 della sussistenza dell’obbligo del versamento, da parte dei ricorrenti principale e incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

P.Q.M.

dichiara improcedibili il ricorso principale e il ricorso incidentale; compensa le spese di giudizio.

Dichiara ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti principale e incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Seconda civile, il 5 aprile 2018.

Depositato in Cancelleria il 18 ottobre 2018

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