Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26242 del 19/12/2016

Cassazione civile, sez. VI, 19/12/2016, (ud. 23/11/2016, dep.19/12/2016),  n. 26242

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 22304-2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

S.I., EQUITALIA NORD SPA (OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 36/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA 2^ GRADO

di TRENTO del 23/02/2015, depositata il 11/05/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

23/11/2016 dal Consigliere Dott. CONTI ROBERTO GIOVANNI.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, contro la sentenza resa dalla CT di secondo grado di Trento indicata in epigrafe che, in accoglimento dell’appello proposto da S.I., ha annullato la cartella di pagamento notificata in relazione all’inesistenza della notifica degli atti di accertamento prodromici, ritenendo necessaria la notifica a mezzo di agente notificatore e la redazione della relata di notifica, nel caso di specie mancata in ragione della mancata consegna dell’atto al destinatario.

Le parti intimate non si sono costituite.

Il procedimento può essere definito con motivazione semplificata.

Il ricorso, con il quale si prospetta la violazione della L. n. 890 del 1982, artt. 3, 8 e 14 è manifestamente fondato.

Questa Corte ha infatti ritenuto che, in caso di notificazione a mezzo posta dell’atto impositivo, eseguita direttamente dall’Ufficio finanziario, si applicano le norme concernenti la consegna dei plichi raccomandati, in quanto le disposizioni di cui alla L. 20 novembre 1982, n. 890, concernono esclusivamente la notifica eseguita dall’ufficiale giudiziario ex art. 149 c.p.c., – cfr. Cass. n. 15315/2014.

A tali principi non si è uniformato il giudice di appello che ha, per converso, preteso che gli atti prodromici fossero notificati, ai fini della loro validità ed esistenza, da un agente notificatore e mediante la redazione di relata di notifica, senza ritenere rilevante le attestazioni di compiuta giacenza – dopo l’immissione in cassetta dell’avviso e il deposito dei plichi presso l’ufficio postale – risultanti dagli avvisi di ricevimento riprodotti ai fini dell’autosufficienza dall’Agenzia in ricorso. Sulla base di tali considerazioni, il ricorso va accolto e la sentenza deve essere cassata con rinvio ad altra sezione della Commissione tributaria di secondo grado di Trento anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte, visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della Commissione tributaria di secondo grado di Trento anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della sesta sezione civile, il 23 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 19 dicembre 2016

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