Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26238 del 22/11/2013


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Sent. Sez. 3 Num. 26238 Anno 2013
Presidente: RUSSO LIBERTINO ALBERTO
Relatore: MASSERA MAURIZIO

SENTENZA

sul ricorso 8985-2010 proposto da:
CHIRULLI ANNA MARIA CHRMNR45R53E986U, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA C. CORVISIERI 53, presso lo
studio dell’avvocato CAROLI CHIARA, rappresentata e
difesa dall’avvocato CHIARELLI GIANFRANCO giusta
delega in atti;
– ricorrente –

2013
1972

contro

ACQUEDOTTO PUGLIESE S.P.A. 0003347000721 in persona
dell’amministratore unico p.t. Ing. IVO MONTEFORTE,
elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA DEI

1

Data pubblicazione: 22/11/2013

CARRACCI l, presso lo studio dell’avvocato VINCENZO
DRAGONE,

rappresentata

e

difesa

dall’avvocato

ANTONIO TUCCI giusta delega in atti;
– controrícorrente

avverso la sentenza n. 87/2009 della CORTE D’APPELLO

R.G.N. 457/2002;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 22/10/2013 dal Consigliere Dott.
MAURIZIO MASSERA;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. LUIGI SALVATO che ha concluso per
l’accoglimento del ricorso;

2

SEZ.DIST. DI di TARANTO, depositata il 25/03/2009,

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

.1 – Con sentenza in data 30 luglio – 3 settembre 2001 il
Tribunale di Taranto, in accoglimento della domanda proposta
da Anna Maria Chirulli, annullò la iscrizione a ruolo
relativa alla cartella esattoriale notificatale dall’EAAP,

limitatamente ad alcuni tributi (relativi alle eccedenze) per
gli anni 1992 – 1996.
.2 – Con sentenza in data 20 febbraio – 25 marzo 2009 la
Corte d’Appello di Lecce – Sezione distaccata di Taranto – in
accoglimento del gravame proposto dall’Acquedotto Pugliese,
rigettò l’opposizione della Chirulli alla cartella
esattoriale.
La Corte territoriale osservò per quanto interessa: l’art. 79
Regolamento prevedeva che, nel caso di misuratori guasti, il
consumo d’acqua dell’utente durante il relativo periodo
venisse calcolato prendendo a parametro i consumi dei periodi
precedenti.
.3 – Avverso la suddetta sentenza la Chirulli ha proposto
ricorso per cassazione affidato a quattro motivi.
Acquedotto Pugliese S.p.A. ha resistito con controricorso.
La ricorrente ha presentato memoria.
MOTIVI DELLA DECISIONE

.1.1 – Il primo motivo adduce violazione e falsa applicazione
degli artt. 325, 326, 327 c.p.c., 2909 c.c., l, comma l, e 3
legge 7.10.1969, n. 742, 92 comma l rd 30.1.1941, n. 12.
3

cui era succeduto per legge Acquedotto Pugliese S.p.A.

Assume la ricorrente la tardività dell’appello a suo tempo
proposto dall’Acquedotto Pugliese, sul rilievo che esso era
stato notificato oltre l’anno dal deposito della sentenza del
Tribunale nonostante si vertesse in tema di opposizione
all’opposizione, con conseguente inapplicabilità della

.1.2 – La censura, prospettata per la prima volta in questa
sede, è fondata.
E’ orientamento consolidato (confronta, ex plurimis, Cass. n.
3338 del 2012) che l’identificazione del mezzo di
impugnazione esperibile contro un provvedimento
giurisdizionale deve essere compiuta in base al principio
dell’apparenza, vale a dire con riferimento esclusivo alla
qualificazione dell’azione effettuata dal giudice nello
stesso provvedimento, indipendentemente dall’esattezza di
essa, nonché da quella operata dalla parte, potendo, in ogni
caso, il giudice “ad quem” esercitare il potere di
qualificazione, che non sia stato esercitato dal giudice “a
quo”, non solo ai fini del merito, ma anche
dell’ammissibilità stessa dell’impugnazione.
Il predetto principio dell’apparenza vale anche al fine di
stabilire

i

termini

utili

per

l’impugnazione

del

provvedimento giurisdizionale (Cass. n. 171 del 2012).
L’inammissibilità dell’appello per deposito del relativo atto
oltre il termine annuale di decadenza previsto dall’art. 326,
primo comma, c.p.c. è rilevabile d’ufficio in ogni stato e
4

sospensione dei termini processuali.

grado del giudizio e, quindi, anche in sede di legittimità, e
non è sanata dalla costituzione dell’appellato, in quanto la
tardività dell’impugnazione implica il passaggio in giudicato
della sentenza di primo grado (confronta, Cass. n. 4774 del
2005).
accolto

l’opposizione

a

cartella

esattoriale proposta dalla ricorrente, mentre la Corte
d’Appello ha rigettato “l’opposizione proposta dalla Chirulli
avverso la cartella esattoriale”.
I

giudici

di merito hanno,

dunque,

qualificato

la

controversia come opposizione all’esecuzione.
Effettivamente la cartella esattoriale costituisce titolo
esecutivo, con la conseguenza che l’opposizione proposta per
contestarne il fondamento rientra nella materia delle
esecuzioni.
L’art l,

comma l, della L. 7 ottobre 1969, n. 742,

sospensione dei termini processuali nel periodo feriale,
dispone che «il decorso dei termini processuali relativi alle
giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative è sospeso
di diritto dal 1 0 agosto al 15 settembre di ciascun anno, e
riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione.
Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di
sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto
periodo».
Il successivo articolo 3, dello stesso testo normativo,
precisa, ancora, per quanto rilevante in questa sede «in
5

Il Tribunale aveva

materia civile, l’articolo 1 non si applica alle cause ed ai
procedimenti indicati nell’articolo 92 dell’ordinamento
giudiziario 30 gennaio 1941, n. 12».
Il ricordato art. 92 dell’ordinamento giudiziario, infine,
dispone, al comma l, sempre limitatamente a quanto rilevante

magistrati le corti di appello ed i tribunali ordinari
trattano le cause civili relative … ai procedimenti … di
opposizione all’esecuzione».
Premesso quanto sopra osserva il collegio che la pacifica
giurisprudenza di questa Corte interpreta le disposizioni
sopra trascritte nel senso che la sospensione feriale dei
termini processuali è inapplicabile, tra l’altro: – nella
opposizione all’esecuzione nonché nella opposizione agli atti
esecutivi (cfr. Cass. 3 marzo 2009, n. 5059; Cass. 31 maggio
2006, n. 12997; Cass. 20 marzo 2006, n. 6103; Cass. 15
febbraio 2006, n. 3278; Cass. 31 gennaio 2006, n. 2140; Cass.
30 luglio 2004, n. 14601; Cass. 20 luglio 2004, n. 13478, tra
le tantissime); – nella opposizione di terzo all’esecuzione
(cfr. Cass. 20 marzo 2006, n. 6103; Cass. 31 gennaio 2006, n.
2140; Cass. 16 settembre 2005, n. 18356; Cass. 30 luglio
2004, n. 14601; Cass. 20 febbraio 2003, n. 2627).
Per completezza si aggiunge che la stessa giurisprudenza è
fermissima nell’interpretare l’art. 3 della legge n. 742 del
1969 (sopra trascritto) nel senso che con riguardo alle
controversie nelle quali non si applica la sospensione dei
6

in questa sede, che «durante il periodo feriale dei

termini feriali la sospensione resta inoperante anche
riguardo al termine per il ricorso per cassazione avverso la
sentenza resa in grado d’appello, in quanto non è consentito
distinguere tra le varie fasi e i vari gradi del giudizio
(cfr., ad esempio, Cass. 18 settembre 2009, n. 20127; Cass.,

820; Cass. 23 maggio 2005, n. 10874).
Sulla base di quanto precede, è palese che, facendo
applicazione dei riferiti principi al caso di specie,
l’appello proposto da Acquedotto Pugliese S.p.A. deve essere
dichiarato inammissibile perché proposto dopo la scadenza dei
termini di cui all’art. 326 c.p.c.
Infatti: la sentenza del Tribunale venne depositata il 3
settembre 2001, mentre l’atto di appello fu notificato alla
Chirulli solo il 31 ottobre 2002 (queste date risultano a
pag. 4 della sentenza impugnata), quindi oltre il termine
annuale.
.2 – Pertanto la sentenza impugnata deve essere cassata senza
rinvio ai sensi dell’art. 382, comma 2 c.p.c., in quanto il
processo non poteva essere proseguito in appello.
Restano conseguentemente assorbiti il secondo (violazione e
falsa applicazione degli artt. 1362, 1363, 1366 c.c.; omessa,
insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto
controverso e decisivo per il giudizio) e il terzo motivo
(omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione in

7

sez. un., 8 febbraio 2006, n. 2636; Cass. 18 gennaio 2006, n.

relazione ad interpretazione e applicazione dell’art. 79 del
regolamento) di ricorso.
.3 – Sussistono giusti motivi per compensare le spese dei
giudizi di appello e di cassazione, considerato che la
Chirulli, pur costituitasi nel giudizio di secondo grado, non

P.Q.M.
Cassa senza rinvio la sentenza impugnata. Compensa le spese
dei giudizi di appello e di cassazione.
Roma 22.10.2013.
Il Consiglier Estensore

Il Presidente.

aveva sollevato l’eccezione accolta in questa sede.

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA