Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26162 del 06/12/2011

Cassazione civile sez. trib., 06/12/2011, (ud. 15/11/2011, dep. 06/12/2011), n.26162

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. D’ALONZO Michele – Consigliere –

Dott. BERNARDI Sergio – rel. Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 27634-2007 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

B.P., elettivamente domiciliato in ROMA VIA EMILIA

88, presso lo studio dell’avvocato VINTI STEFANO, rappresentato e

difeso dall’avvocato CAROSI MAURIZIO, giusta delega in calce;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 72/2006 della COMM. TRIB. REG. di MILANO,

depositata il 28/07/2006;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

15/11/2011 dal Consigliere Dott. SERGIO BERNARDI;

preso atto che il P.G. non ha formulato osservazioni sulla relazione

ex art. 380 bis c.p.c. notificatagli.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Il consigliere nominato ai sensi dell’art. 377 c.p.c. ha depositato la seguente relazione, comunicata alle parti, che non hanno fatto pervenire osservazioni:

“L’Agenzia delle Entrate notificava avviso di rettifica della dichiarazione di successione in morte di B.A., presentata il 10 settembre 1993. Confermando la decisione di primo grado, la CTR di Milano ha osservato che il pagamento dell’imposta principale risultava avvenuto il 3 maggio 1996, “pertanto, come hanno osservato i giudici di prima istanza, l’atto di rettifica notificato il 20 luglio 1998 è incorso nella eccezione di decadenza in forza del D.L. n. 346 del 1990, art. 27, comma 3″. L’ufficio ricorre per la cassazione della sentenza con tre motivi, il contribuente ha presentato controricorso.

La causa può decidersi con ordinanza in camera di consiglio, ex art. 375 c.p.c., n. 5.

Tutti e tre i motivi di ricorso (per violazione del D.Lgs. n. 346 del 1990, art. 27, comma 4 e artt. 32 e 35, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3; per violazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4; per insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo, ex art. 360, n. 5) si fondano sulla allegazione che, in data 25 marzo 1998, l’Ufficio avrebbe notificato agli eredi un invito ad integrare la dichiarazione di successione producendo le schede planimetriche degli immobili denunciati, dei quali era stata omessa la identificazione. Poichè la richiesta sarebbe rimasta inadempiuta, la dichiarazione non regolarizzata avrebbe dovuto considerarsi omessa, D.Lgs. n. 346 del 1990, ex art. 32, ed il termine di decadenza dell’accertamento applicabile sarebbe stato quello di cinque anni decorrenti dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione omessa, e non quello di due anni dal pagamento dell’imposta principale. La CTR avrebbe violato le norme richiamate, e trascurato di decidere, comunque di motivare, sulla corrispondente doglianza spiegata con l’appello.

La corte non è in grado di verificare il fondamento delle censure, perchè esse non trovano alcun riscontro nella sentenza impugnata, sicchè avrebbero dovuto corredarsi con la riproduzione del motivo d’appello che la CTR avrebbe omesso di considerare, o deciso con motivazione insufficiente o erronea, e del contenuto essenziale del documento col quale era stata dimostrata in giudizio la circostanza di fatto a base del diverso termine di decadenza invocato. Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile (ex multis, Cass. 17915/2010)”.

La corte condivide la relazione. La causa va decisa in conformità.

L’Agenzia ricorrente va condannata al rimborso delle spese del grado.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Condanna l’Agenzia delle Entrate al rimborso delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 2.100 di cui 2.000 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 15 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2011

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA