Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26130 del 19/12/2016


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Cassazione civile, sez. VI, 19/12/2016, (ud. 12/10/2016, dep.19/12/2016),  n. 26130

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – rel. Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2531/2014 proposto da:

(OMISSIS) A R.L. IN LIQUIDAZIONE C.F. (OMISSIS), in persona del

liquidatore, elettivamente domiciliata in ROMA, LARGO LUIGI

ANTONELLI 27, presso lo studio dell’avvocato PATRIZIA UBALDI, che la

rappresenta e difende giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO DELLA (OMISSIS) A R.L., P.IVA (OMISSIS), in persona del

curatore fallimentare, elettivamente domiciliato in ROMA, CORSO

D’ITALIA 19, presso lo studio dell’avvocato FRANCO PAPARELLA, che lo

rappresenta e difende giusta procura speciale a margine del ricorso

e giusto provvedimento di nomina del Giudice Delegato del

14/02/2014;

– controricorrenti –

e contro

D.V.M.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 6825/2013 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

emessa il 25/11/2013 e depositata il 16/12/2013;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

12/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ANDREA SCALDAFERRI.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

1. E’ stata depositata in Cancelleria, e regolarmente comunicata, la seguente relazione: “Il consigliere relatore, letti gli atti depositati, rilevato che la (OMISSIS) a r.l. in liquidazione ha proposto ricorso per cassazione della sentenza della Corte d’appello di Roma depositata in cancelleria il 16 dicembre 2013, che ha rigettato il reclamo da essa proposto avverso la sentenza che ne ha dichiarato il fallimento;

che il curatore fallimentare resiste con controricorso;

considerato che con unico motivo il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 140 e 145 c.p.c. e della L. Fall., art. 15, nonchè art. 24 Cost., in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, per aver la Corte d’Appello ritenuto valida la notifica della istanza per la dichiarazione di fallimento ai sensi dell’art. 140 c.p.c., al legale rappresentante risultante dal registro delle imprese, nonostante questi fosse ormai cessato dalla carica e tale cessazione fosse stata comunicata al Registro imprese;

ritenuto che la doglianza non pare fondata, ove si consideri l’orientamento, che questa Corte di legittimità ha già avuto più volte modo di affermare (cfr. ex multis: Cass. n. 22754/12), secondo cui le variazioni nella rappresentanza della persona giuridica o della sede non sono opponibili ai terzi se non iscritte nel registro delle imprese, e lo sono solo a partire dalla data di iscrizione;

ritiene pertanto che il ricorso possa essere trattato in Camera di consiglio a norma dell’art. 380 bis c.p.c., per ivi, qualora il collegio condivida i rilievi che precedono, essere rigettato”.

2. In esito alla odierna adunanza camerale, il Collegio, letti gli atti, sentito il relatore, condivide integralmente le considerazioni esposte nella relazione in coerenza con la consolidata giurisprudenza di questa Corte.

Si impone dunque il rigetto del ricorso, con la conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese, che si liquidano come in dispositivo.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al rimborso in favore della parte resistente delle spese di questo giudizio di cassazione, in Euro 3.100,00 (di cui Euro 100,00 per esborsi) oltre spese generali forfetarie e accessori di legge.

Dà inoltre atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 12 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 19 dicembre 2016

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