Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26081 del 15/10/2019

Cassazione civile sez. VI, 15/10/2019, (ud. 28/05/2019, dep. 15/10/2019), n.26081

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 28791-2017 proposto da:

NUOVA SOFIA S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PANAMA 48, presso lo STUDIO

ALONZO COMMITTERI & PARTNERS, rappresentati e difesi dagli

avvocati SERENA GIGLIO, ETTORE JORIO, FEDERICO JORIO, giusta procura

a margine del ricorso

– ricorrente –

contro

BERNARDI GROUP S.p.a. IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA, in persona

del legale rappresentante pro tempore; NUOVA SOFIA S.r.l. CON SOCIO

UNICO IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA, in persona del legale

rappresentante pro tempore; entrambe elettivamente domiciliate in

ROMA, VIA DANTE DE BLASI 5, presso lo studio dell’avvocato MARCO

PAOLO FERRARI, che le rappresenta e difende unitamente all’avvocato

ROBERTO NEVONI per procura a margine del controricorso

– controricorrenti

e contro

F.R.D.A.

– intimato –

avverso la sentenza n. 3599/2017 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 29/05/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 28/05/2019 dal Consigliere Relatore Dott. PAOLA

VELLA.

Fatto

RILEVATO

che:

1. La Corte d’appello di Roma ha dichiarato inammissibile il reclamo proposto da Nuova Sofia S.r.l. avverso la sentenza del Tribunale di Roma che ne aveva dichiarato l’insolvenza ai sensi del D.Lgs. n. 270 del 1999, art. 80 e ss. (cd. amministrazione straordinaria di gruppo), poichè avverso di essa avrebbe dovuto proporsi l’opposizione D.Lgs. cit., ex art. 9, innanzi allo stesso tribunale, in mancanza della quale se ne era determinato il passaggio in giudicato (Cass. 8248/2013).

2. Nuova Sofia S.r.l. haatbs proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi, cui le società Bernardi Group e Nuova Sofia in amministrazione straordinaria hanno resistito con controricorso. Entrambe le parti hanno depositato memorie.

3. A seguito del deposito della proposta formulata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata ritualmente fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO

che:

4. I motivi di ricorso denunziano la “violazione e mancata applicazione”, rispettivamente, “dell’art. 50 c.p.c. (cd. translatio iudicii), così come reinterpretati dalle SS.ULT. 14 settembre 2016 n. 18121” e “dell’art. 82, in combinato disposto del D.lgs n. 2791 del 1999, art. 3”.

5. Va preliminarmente rilevata la tardività del ricorso, avviato alla notifica il 28/11/2017, oltre il termine di trenta giorni L. Fall., ex art. 18, comma 14, tenuto conto che il regime di impugnazione va individuato sulla scorta del rito in concreto seguito (Cass. 10525/2016, 2315/2017, 9974/2017, 23575/2017, 26872/2018, 27685/2018), secondo la qualificazione data dal giudice a quo (Sez. U, 2434/2008; Cass. 9362/2017).

6. Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna alle spese.

7. Non ricorrono invece i presupposti per l’invocata condanna del legale rappresentante della società ricorrente ai sensi dell’art. 94 c.p.c., poichè tale misura “postula la ricorrenza di gravi motivi, da identificarsi in modo specifico dal giudice, per la loro concreta esistenza, nella trasgressione del dovere di lealtà e probità di cui all’art. 88 c.p.c., ovvero nella mancanza della normale prudenza che caratterizza la responsabilità processuale aggravata di cui all’art. 96 c.p.c., comma 2” (Cass. 20878/2010, che ha escluso la coincidenza dei gravi motivi con la mancata considerazione di un diffuso orientamento giurisprudenziale, in tema di effetti della cancellazione della società dal registro delle imprese).

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Kuro 4.000,00 per compensi, oltre a spese forfettarie nella misura del 15 per cento, esborsi liquidati in Euro 100,00 ed accessori di legge.

Rigetta la domanda di condanna ex art. 94 c.p.c.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 28 maggio 2019.

Depositato in Cancelleria il 15 ottobre 2019

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