Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26040 del 05/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 05/12/2011, (ud. 08/11/2011, dep. 05/12/2011), n.26040

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – rel. Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 2515-2011 proposto da:

C.P. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CIRO MENOTTI 24, rappresentato e difeso da se medesimo;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE (OMISSIS), AGENZIA DELLE

ENTRATE DI TIVOLI;

– intimati –

avverso l’ordinanza n. 25205/2010 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

dell’11.11.2010, depositata il 14/12/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

dell’8/11/2011 dal Presidente Relatore Dott. ANTONIO MERONE;

udito il ricorrente nella persona dell’Avvocato Pietro Caponetti che

ha chiesto il rinvio del ricorso alla pubblica udienza.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. CARLO DESTRO

che si riporta alla relazione scritta.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Il Collegio.

Letti gli atti del ricorso specificato in epigrafe;

Vista, condivisa e fatta propria la relazione redatta ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. nella quale si legge:

“Il Sig. C.P. chiede la correzione dell’ordinanza indicata in oggetto, ai sensi dell’art. 391 bis c.p.c., ritenendo che la decisione di rigetto del ricorso definito con la stessa ordinanza, sia frutto di un mero errore materiale, dal momento che in relazione redatta ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. giungeva alla opposta conclusione e che una decisione difforme dalla relazione avrebbe dovuto essere adottata in pubblica udienza. L’Agenzia intimata non ha svolto attività difensiva.

Giova osservare che il dispositivo è coerente con la motivazione e quindi, viene meno il primo sintomo che si accompagna in genere all’errore materiale. Il fatto che la relazione giungeva a conclusioni differenti non prova nulla, atteso che la relazione per sua natura costituisce soltanto una traccia per la riflessione del Collegio, libero di decidere senza condizionamenti di sorta. Nemmeno è vero che il mancato rinvio alla P.U. possa indurre a ritenere l’esistenza dell’errore denunciato. Come e noto, secondo la giurisprudenza di questa Corte in tema di giudizio di cassazione, la causa, dovendo essere rinviata alla pubblica udienza allorchè non ricorrono le ipotesi previste all’art. 375 ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ. (introdotto dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40). ben può essere definita con rito camerale anche nel caso in cui ricorra una ipotesi (tra quelle indicate da citato art. 375 c.p.c., n. 5) diversa da quella opinata da relatore nella relazione. (Nella specie, la Corte ha deciso per la manifesta infondatezza del ricorso, mentre il relatore aveva opinato ne senso della manifesta fondatezza) (SS.UU. 89992).

Mancano dunque i presupposti per la pronuncia richiesta e quindi il ricorso va dichiarato inammissibile;

Considerato.

– che la relazione è stata notificata ai sensi dell’art. 308 bis c.p.c., comma 3;

– che il ricorrente insiste (con memoria e discussione) ne prospettare la tesi dell’errore materiale, ma sostanzialmente contesta la legittimità della decisione di inammissibilità del ricorso in presenza di una relazione che giungeva a conclusioni opposte, che è questione di diritto (tanto che poi invoca, impropriamente in questa sede, la violazione di diritti costituzionali tutelati anche dalla CEDU e vizi di motivazione):

– che, comunque, le questioni prospettate non sembra che possano metter in crisi il principio di diritto affermato dalle sezioni unite, secondo il quale la relazione non vincola il Collegio e, comunque, il rito camerale è legittimato dalla sussistenza dell’evidenza, in un senso o nell’altro, della decisione adottata;

– che, pertanto, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, senza liquidazione di spese per l’inerzia della parie vittoriosa.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 8 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 5 dicembre 2011

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA