Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26014 del 16/12/2016


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Cassazione civile, sez. trib., 16/12/2016, (ud. 22/11/2016, dep.16/12/2016),  n. 26014

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TIRELLI Francesco – Presidente –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. GUARDIANO Alfredo – Consigliere –

Dott. PERRINO Angelina Maria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso iscritto al numero 20826 del ruolo generale dell’anno

2010, proposto da:

B.I., rappresentato e difeso, giusta procura speciale a

margine del ricorso, dall’avv. Sebastiano D’Angelo, col quale

elettivamente si domicilia in Roma, alla via Merulana, n. 76, presso

lo studio dell’avv. Francesco Orecchia;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle entrate, in persona del direttore pro tempore,

rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, presso

gli uffici della quale in Roma, alla via dei Portoghesi, n. 12, si

domicilia;

– controricorrente –

e nei confronti di:

Ministero delle Finanze, in persona del ministro pro tempore;

– intimato –

per la cassazione della sentenza della Commissione tributaria

regionale della Sicilia, sede di Siracusa, sezione 7, depositata in

data 22 giugno 2009, n. 172/07/09;

udita la relazione svolta alla pubblica udienza del 22 novembre 2016

dal consigliere Angelina-Maria Perrino;

sentiti per il contribuente l’avv. Sebastiano D’Angelo e per

l’Agenzia delle entrate l’avvocato dello Stato Alessandro Maddalo;

udito il sostituto procuratore generale DE MASELLIS Mariella, che ha

concluso per l’inammissibilità e, in subordine, per il rigetto del

ricorso.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

– il contribuente ha impugnato la cartella di pagamento che ha ricevuto per irpef, irap ed iva 2001, oltre a sanzioni ed interessi, in esito alla liquidazione della dichiarazione dei redditi modello unico. Ha contestato la pretesa, sostenendo, quanto all’irap, che non ne sussistesse il presupposto impositivo, tanto da avere in corso un separato contenzioso concernente il rimborso dell’imposta versata negli anni 2000, 2001 e 2002 e sottolineando, in relazione all’irpef, che l’importo scaturiva dal mancato riconoscimento di un credito d’imposta;

– la Commissione tributaria provinciale ha accolto il ricorso, mentre quella regionale ha accolto l’appello dell’ufficio, escludendo qualsivoglia incertezza su aspetti rilevanti della dichiarazione;

– B.I. propone ricorso avverso questa sentenza per ottenerne la cassazione, che affida a due motivi, cui l’Agenzia replica con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

– non risulta evocato in giudizio l’agente per la riscossione, che ha assunto la qualità di parte del giudizio nei gradi di merito;

– occorre disporre l’integrazione del contraddittorio nei confronti della parte pretermessa, anche in considerazione del fatto che il contribuente ha dedotto vizi propri della cartella di pagamento.

PQM

la Corte:

dispone l’integrazione del contraddittorio nei confronti dell’agente per la riscossione, fissando all’uopo al contribuente termine di sessanta giorni dalla comunicazione per provvedervi.

Rinvia il giudizio a nuovo ruolo.

Così deciso in Roma, il 22 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 16 dicembre 2016

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