Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26010 del 31/10/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 31/10/2017, (ud. 03/07/2017, dep.31/10/2017),  n. 26010

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPPI Aniello – Presidente –

Dott. CAMPANILE Pietro – rel. Consigliere –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25842/2016 proposto da:

Z.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CARLO V n.

156, presso lo studio dell’avvocato FULVIO ROMANELLI, che io

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, – C.F. (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1500/2016 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,

depositata il 26/09/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 03/07/2017 dal Consigliere Dott. PIETRO CAMPANILE.

Fatto

RILEVATO

che:

Z.M. propone ricorso, affidato ad unico motivo, avverso la sentenza indicata in epigrafe, con cui la Corte di appello di Catanzaro ha dichiarato inammissibile l’appello da lui proposto per la riforma della decisione del Tribunale di Catanzaro con la quale era stata respinta la domanda proposta per il riconoscimento della protezione internazionale;

in particolare, la corte distrettuale ha osservato che l’impugnazione era stata proposta – con atto di citazione notificato in data 28 settembre 2015 – tardivamente rispetto al termine di trenta giorni previsto dal D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 19, decorrente dalla comunicazione dell’ordinanza di primo grado, avvenuta il 28 luglio 2015;

la parte intimata resiste con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

il Collegio ha disposto, in conformità al Decreto del Primo Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della motivazione in forma semplificata.

il ricorso, con il quale si deduce l’erroneità dell’affermazione secondo cui l’impugnazione, sarebbe inammissibile in quanto proposta tardivamente, è fondato;

deve infatti rilevarsi che la corte distrettuale, affermando che non sarebbe stato rispettato il termine di trenta giorni – considerata la sospensione dei termini per il periodo feriale – rispetto alla data di comunicazione del provvedimento di primo grado, avvenuta il 28 luglio 2015, non ha considerato che l’ultimo giorno utile per la proposizione del gravame, vale a dire il 27 settembre 2015, cadeva di domenica, ragion per cui, ai sensi dell’art. 155 c.p.c., comma 4, il termine era prorogato di diritto al primo giorno seguente non festivo, in cui la notifica dell’atto di appello venne effettuata;

in ordine alla fondatezza di tale doglianza, per altro, concorda lo stesso Ministero intimato, che solleva un’eccezione sulla ritualità di detta notifica, da ritenersi tuttavia sanata, ai sensi dell’art. 165 c.p.c., dalla propria costituzione in grado di appello;

è da reputarsi, pertanto, erronea la statuizione di inammissibilità dell’appello emessa dalla Corte territoriale, atteso che il termine di trenta giorni per il gravame – ai sensi dell’art. 702 quater c.p.c. – correttamente computato con riguardo alla notifica dell’atto di citazione e non al suo deposito, risulta rispettato;

l’impugnata sentenza, pertanto, deve essere cassata, con rinvio alla Corte d’appello di Catanzaro, in diversa composizione, che procederà all’esame del merito della controversia.

PQM

Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’appello di Catanzaro, in diversa composizione.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 3 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 31 ottobre 2017

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