Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25986 del 16/12/2016

Cassazione civile, sez. VI, 16/12/2016, (ud. 09/11/2016, dep.16/12/2016),  n. 25986

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2380/2015 proposto da:

C.P.M., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

VALERIA LIEVORE giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE VENETO;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1134/30/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di VENEZIA, emessa il 16/06/2014 e depositata il

02/07/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

09/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. MAURO MOCCI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., delibera di procedere con motivazione sintetica ed osserva quanto segue.

C.P.M., agente di commercio, propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Veneto che aveva rigettato il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Vicenza.

Quest’ultima, a sua volta, aveva respinto l’opposizione del contribuente avverso l’avviso di accertamento IRAP in relazione all’anno 2006.

Nella decisione impugnata, la CTR ha affermato che le spese relative al pagamento di un sub-agente sarebbero state di per sè sole sufficienti a determinare l’autonomia dell’organizzazione, comportando comunque un incremento del volume di affari del contribuente.

Il ricorso è affidato a tre motivi.

Col primo, il contribuente lamenta violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 446 del 1997, art. 2, comma 1, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3.

Assume il ricorrente che la CTR avrebbe mal interpretato il concetto di “lavoro altrui”.

Con il secondo, denunciando violazione e falsa applicazione del combinato disposto degli artt. 1742 e 2195 c.c., sostiene che il contratto – qualificato dalla decisione impugnata di sub-agenzia – sarebbe in realtà un contratto di agenzia e non sarebbe affatto atipico. Con l’ultimo, assume la violazione e falsa applicazione delle disposizioni di cui agli artt. 5 bis e ss. o quelle dedotte dal TUIR 917/86 e succ. modificazioni.

L’Agenzia non si è costituita.

Il ricorso è inammissibile.

Esso infatti risulta notificato alla Commissione Tributaria regionale del Veneto, ossia all’organo giudiziario che ha emesso la sentenza impugnata.

Come è noto, anche il ricorso per cassazione avverso le sentenze delle commissioni tributarie resta assoggettato alle norme del codice di procedura civile ove compatibili, e va notificato nelle forme ivi previste (Sez. 6 – 5, n. 25395 del 01/12/2014).

Nel caso di specie, essendosi costituita l’Agenzia delle Entrate di Vicenza nel giudizio avanti la CFR, il ricorso avrebbe dovuto essere notificato presso i suoi uffici.

Nulla per le spese, in mancanza della costituzione di controparte.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 9 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 16 dicembre 2016

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