Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25934 del 19/11/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 25934 Anno 2013
Presidente: FINOCCHIARO MARIO
Relatore: BARRECA GIUSEPPINA LUCIANA

ORDINANZA
sul ricorso 26694-2011 proposto da:
CAPPELLI GUERRINO (CPPGRN44A28I676A) elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA CRESCENZIO 20, presso lo studio
dell’avvocato MENICACCI STEFANO, che lo rappresenta e difende,
giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrente contro
FIDITALIA SPA in persona del procuratore speciale, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA FILIPPO CIVININI 111, presso lo studio
dell’avvocato CAMPOLO MAURIZIO, che la rappresenta e difende,
giusta procura speciale in calce al controricorso;

controricorrente

avverso la sentenza n. 8811/2011 del TRIBUNALE di ROMA del
20.3.2011, depositata il 02/05/2011;

Data pubblicazione: 19/11/2013

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
06/11/2013 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPINA LUCIANA
BARRECA;
udito per la controricorrente l’Avvocato Maurizio Campolo che si
riporta agli scritti.

GOLIA che si riporta alla relazione scritta.
Premesso in fatto.
E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione:
<<1.- Con la decisione impugnata il Tribunale di Roma ha accolto l'opposizione agli atti esecutivi proposta dalla Fiditalia s.p.a. avverso il precetto notificatole ad istanza di Guerrino Cappelli per non essere stato preceduto dalla notificazione del titolo esecutivo ex art. 479 cod. proc. civ. Il ricorso è affidato a due motivi. Resiste l'intimata con controricorso. Con questo si eccepisce il difetto di procura del ricorrente: si ritiene che l'eccezione, sebbene fondata su argomenti plausibili, non colga nel segno, atteso il tenore complessivo della procura e la sede, a margine del ricorso, cui accede. 2. Col primo motivo di ricorso si denuncia, ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 3 cod. proc. civ., violazione o falsa applicazione delle norme di diritto con riguardo agli artt. 157, 291, 617 cod. proc. civ., al fine di censurare il rigetto, da parte del Tribunale, dell'eccezione di inammissibilità dell'opposizione per nullità della notificazione dell'atto introduttivo, avendo ritenuto il giudice a quo la sanatoria di tale nullità per l'avvenuta tempestiva costituzione dei convenuti opposti. Il ricorrente sostiene che la notificazione sarebbe stata effettuata ai sensi della legge n. 53 del 1994, ma in violazione degli artt. 3 e 11 ed, ancora, in violazione dell'art. 139, comma quarto, cod. proc. civ.. Quanto alla ritenuta sanatoria per essersi il Cappelli regolarmente costituito in giudizio, si sostiene in ricorso che dovrebbe distinguersi tra la sanatoria <>, al fine di
concludere che la costituzione in giudizio non avrebbe avuto efficacia sanante
rispetto all’avvenuto decorso del termine di venti giorni dalla notificazione del
precetto opposto ex art. 617 cod. proc. civ. Pertanto, secondo il ricorrente,
operando la sanatoria ex nunc a far data dalla costituzione effettuata il 9 marzo
2010, l’opposizione agli atti esecutivi avrebbe dovuto essere dichiarata
inammissibile.
2.1. Il motivo è manifestamente infondato.
Anche a ritenere come esistenti le dedotte nullità della notificazione dell’atto di
citazione (in sé, peraltro, contestate dalla resistente), queste si sarebbero di certo
sanate ai sensi degli artt. 156 e 160 cod. proc. civ., per l’avvenuta costituzione
del convenuto opposto. Siffatta costituzione, come rilevato dal giudice a quo,

Ric. 2011 n. 26694 sez. M3 – ud. 06-11-2013
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E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. AURELIO

Ric. 2011 n. 26694 sez. M3 – ud. 06-11-2013
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dimostrando l’avvenuto raggiungimento dello scopo cui la notificazione è
destinata, ha efficacia sanante ex tunc ed impedisce ogni decadenza, compresa
quella di cui all’art. 617 cod. proc. civ.
In particolare, è da escludere che l’art. 11 della legge n. 53 del 1994 sia norma
speciale che impedisca la sanatoria delle nullità ivi contemplate. In mancanza di
limitazioni espresse, non certo desumibili dalla possibilità di rilevare d’ufficio
la nullità (come, peraltro, è la regola), valgono i principi generali di cui ai
richiamati artt. 156 e 160 cod. proc. civ.
Si propone perciò il rigetto del primo motivo di ricorso.
3.- Col secondo motivo di ricorso si denuncia, in relazione all’art. 360 n. 3 cod.
proc. civ., violazione e falsa applicazione degli artt. 474, 475, 476 e 479 cod.
proc. civ. Il ricorrente sostiene che, poiché la notificazione del titolo esecutivo
può non essere contestuale a quella del precetto, ben avrebbe potuto egli
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