Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25879 del 18/11/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 25879 Anno 2013
Presidente: DI PALMA SALVATORE
Relatore: DE CHIARA CARLO

Data pubblicazione: 18/11/2013

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
09/07/2013 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA;
udito l’Avvocato Guarino Francesco difensore della ricorrente che si
riporta agli scritti;
è presente il P.G. in persona del Dott. ANTONIETTA CARESTIA

PREMESSO
Che nella relazione depositata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. si
legge quanto segue:
<<1. — Il sig. Angelo Pilò convenne innanzi al Giudice di pace di Bologna l'Automobile Club d'It21ia (ACI) chiedendo accertarsi la perdita di possesso di due autoveicoli a lui intestali e conseguentemente disporsi l'annotazione della medesima nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Il Giudice di Pace accolse la domanda e condannò l'ACI, rimasto contumace, al pagamento delle spese di giudizio. Il Tribunale di Bologna ha confermato integralmente la sentenza di primo grado; pertanto l'ACI ha proposto ricorso per cassazione con due motivi di censura. L'intimato non ha svolto difese. 2. — Va preliminarmente rilevata la mancanza in atti (o almeno nel fascicolo regolamentare) degli avvisi di ricevimento delle raccomandate con cui è stata eseguita la notifica del ricorso a mezzo del servizio postale. Ove a tale mancanza non verrà posto rimedio in tempo utile il ricorso andrà dichiarato inammissibile (per tutte, Cass. Sez. Un. 627/2008). 3. — Con il primo motivo di ricorso si deduce la nullità della sentenza impugnata per difetto assoluto di motivazione sul primo motivo di gravame.Ric. 2012 n. 02277 sez. M1 - ud. 09-07-2013 -2-che ha concluso per l'accoglimento del ricorso.3.1. — Il motivo è infondato perché dalla sentenza emerge con sufficiente chiarezza la ratio della decisione. Invero, a fronte della deduzione, con il primo motivo di appello, del difetto assoluto di motivazione della sentenza di primo grado per aver fatto il Giudice di pace riferimento generico alla testimonianza in atti senza indicazioneTribunale ha affermato che si trattava di rilievo del tutto privo di fondamento, come era riscontrabile dalla lettura dei verbali di causa. Il ragionamento svolto dal giudice di secondo grado è dunque compiuto e comprensibile, onde può semmai discutersi della giustezza di esso, non certo della sua sussistenza di una motivazione. 4. — Con il secondo motivo, denunciando violazione di norme di diritto, si censura la condanna dell'ACI alle spese processuali del primo e del secondo grado di giudizio, già contestata con l'appello quanto alle prime. 4.1. — Il motivo è fondato sotto l'assorbente profilo della violazione del principio secondo cui l'individuazione del soccombente si compie in base al principio di causalità, con la conseguenza che parte obbligata a rimborsare alle altre le spese anticipate nel processo è quella che, col comportamento tenuto fuori del processo stesso, ovvero col darvi inizio o resistervi in forme e con argomenti non rispondenti al diritto, abbia dato causa al processo o al suo protrarsi (ex multis, Cass. 25141/2006, 1513/2006, 20335/2004). Nella specie, infatti, è pacifico che l'attore prima di agire in giudizio non aveva richiesto alcunché al PRA, che del resto non aveva il potere di provvedere d'ufficio, e in mancanza del relativo accertamento, all'annotazione della perdita di possesso.»; che detta relazione è stata ritualmente comunicata al P.M. e agli avvocati delle parti costituite; Ric. 2012 n. 02277 sez. M1 - ud. 09-07-2013 -3-del nome del teste, dei capitoli di prova e delle relative risposte, ilche non sono state presentate conclusioni o memorie; che il Collegio, dato atto che prima dell'adunanza in camera di consiglio è stata completata la documentazione della notifica del ricorso, condivide quanto osservato nella relazione; che pertanto il ricorso va accolto;causa può essere decisa nel merito (art. 384, secondo comma ult. parte, c.p.c.) con la compensazione delle spese dei giudizi di primo e secondo; che sono a carico dell'intimato le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo; P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso nei sensi di cui in motivazione e, decidendo nel merito, dichiara compensate le spese dei giudizi di primo e secondo grado; condanna l'intimato alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in € 1.400,00, di cui € 1.300,00 per compensi di avvocato, oltre accessori di legge. Così deciso in Roma nella camer di consiglio del 9 luglio 2013 Il Presidenteche, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la

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