Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25876 del 31/10/2017


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Cassazione civile, sez. II, 31/10/2017, (ud. 16/05/2017, dep.31/10/2017),  n. 25876

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BIANCHINI Bruno – Presidente –

Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20251-2014 proposto da:

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS), MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE

FINANZE, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e

difende;

– ricorrenti –

contro

N.F.S., M.R., elettivamente domiciliati

in ROMA, P.ZZA CAVOUR presso la CORTE di CASSAZIONE rappresentati e

difesi dall’avvocato DANIELE CANTAFIO;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 905/2014 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA

emessa il 18/3/14, e comunicata il 27/03/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/05/2017 dal Consigliere Dott. CHIARA BESSO MARCHEIS.

Fatto

PREMESSO

CHE:

Il Ministero dell’Interno e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno proposto appello contro l’ordinanza del Tribunale di Bologna che ha rigettato l’opposizione dai medesimi proposta contro il decreto di liquidazione dei compensi al difensore, M.R., di N.F.S., ammesso al patrocinio a spese dello Stato.

La Corte di Bologna ha dichiarato l’appello inammissibile in quanto l’opposizione di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 170 è rimedio riferito al decreto di pagamento e non all’ammissione al patrocinio, come è d’altro canto confermato dal rinvio al procedimento previsto per gli onorari di avvocato, dovendosi in caso di contestazione dei presupposti dell’ammissione, come nel caso in esame, instaurare il giudizio di cassazione.

I Ministeri soccombenti propongono contro la sentenza ricorso per cassazione.

M.R. e N.F.S. resistono con controricorso, chiedendo a questa Corte di dichiarare l’inammissibilità o comunque di rigettare il ricorso.

Il Pubblico Ministero ha depositato le sue conclusioni scritte chiedendo l’annullamento del provvedimento impugnato e la rimessione della causa al primo giudice per l’integrazione del contraddittorio nei confronti del Ministero della Giustizia.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

Con l’unico motivo i ricorrenti denunciano violazione e falsa applicazione dell’art. 323 c.p.c., TU n. 115 del 2002, art. 170, L. n. 794 del 1942, art. 30 e art. 111 Cost.: a differenza di quanto affermato dalla Corte d’appello, il rinvio operato dal menzionato art. 170 al “processo speciale previsto per gli onorari di avvocato” e quindi alla L. n. 794 del 1942, art. 30 (applicabile ratione temporis alla fattispecie) comporta l’applicazione di un rimedio, l’opposizione, che la giurisprudenza “consolidata” di questa Corte ritiene possa investire “non solo aspetti liquidatori ma anche lo stesso diritto al compenso”, così che ove siano controverse ragioni di merito e non solo il quantum dei compensi, la pronuncia finale (definita dal legislatore “ordinanza non impugnabile”) avrebbe natura di sentenza contro la quale il rimedio esperibile è l’appello.

La questione riveste indubbi profili di nomofilachia che rendono opportuna la rimessione della causa alla pubblica udienza, rimessione che – come questa sezione della Corte ha già precisato (cfr., in particolare, l’ordinanza 5533/2017) – non può ritenersi preclusa dall’assenza di una disposizione che espressamente la preveda poichè non vi sono ostacoli all’applicazione alle sezioni ordinarie di quanto è dettato, per la sezione di cui all’art. 376 c.p.c., comma 1, dall’art. 380-bis c.p.c., u.c. (a norma del quale “se ritiene che non ricorrano le ipotesi previste dall’art. 375 c.p.c., comma 1, nn. 1 e 5, la Corte in camera di consiglio rimette la causa alla pubblica udienza della sezione semplice”).

PQM

La Corte rimette la causa alla pubblica udienza.

Così deciso in Roma, nella adunanza camerale della sezione seconda civile, il 16 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 31 ottobre 2017

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