Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25852 del 02/12/2011

Cassazione civile sez. I, 02/12/2011, (ud. 20/09/2011, dep. 02/12/2011), n.25852

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CARNEVALE Corrado – Presidente –

Dott. MACIOCE Luigi – Consigliere –

Dott. DI VIRGINIO Adolfo – Consigliere –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

L.O., elettivamente domiciliata in Roma via Ennio

Quirino Visconti 103 (con richiesta di invio delle comunicazioni al

fax (OMISSIS) all’indirizzo (OMISSIS)),

presso lo studio dell’avv.to Aiello Gaetano che la rappresenta e

difende per procura in calce al ricorso per cassazione;

– ricorrente –

contro

Banca Fideuram s.p.a., in persona della procuratrice speciale

C.R., elettivamente domiciliata in Roma via G.B.

Morgagni 22, presso lo studio dell’avv.ta Mioli Barbara che la

rappresenta e difende, giusta procura speciale autenticata dalla

notaia Maria Chiara Bruno del 7.5.2008 rep. 19008;

– controricorrente –

UNIPOL Banca s.p.a., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in Roma via G. Montanelli 11,

presso lo studio dell’avv.to Alessandro Andriola, rappresentata e

difesa dall’avv.to Roberto Mazzoleni per procura speciale in calce al

controricorso;

– controricorrente –

Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a., in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma via

Boezio 6 (con richiesta di invio delle comunicazioni al fax

(OMISSIS) o all’indirizzo:

(OMISSIS)), presso lo studio

dell’avv.to Massimo Luconi che la rappresenta e difende, giusta

delega a margine del controricorso;

– controricorrente –

e

M.G., N.A., L.R.;

– intimati –

nonchè sul ricorso incidentale proposto da:

Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a., come sopra rappresentata e

difesa per delega a latere del controricorso e ricorso incidentale;

– ricorrente incidentale –

contro

L.O., come sopra rappresentata e difesa;

– intimata –

e nei confronti di:

Banca Fideuram s.p.a., UNIPOL Banca s.p.a., M.G.,

N.A., L.R.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 5256/07 della Corte di appello di Roma, emessa

il 15 ottobre 2007, depositata il 13 dicembre 2007, nella procedura

iscritta al n. 5401/03 R.G.;

udita la relazione della causa svolta all’udienza del 20 settembre

2011 dal Consigliere Dott. Giacinto Bisogni;

udito l’Avvocato Gaetano Ajello per la ricorrente;

udito l’Avvocato Michele Sandulli per Banca Fideuram s.p.a.;

udito l’Avvocato Roberto Mazzoleni per Unipol Banca s.p.a;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

RUSSO Rosario Giovanni che ha concluso per il rigetto del ricorso

principale e l’accoglimento di quello incidentale con conseguente

statuizione nel merito e condanna delle parti soccombenti alle spese

del giudizio.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

O. e L.R., rispettivamente titolare e delegato a operare sullo stesso conto corrente aperto presso la Banca Fideuram hanno chiesto al Tribunale di Roma la condanna di quest’ultima a riaccreditare la somma di L. 203.000.000 in conseguenza del pagamento di sette assegni recanti la firma contraffatta di L.R..

Hanno specificato che gli assegni facevano parte di un libretto rilasciato dalla Banca a M.G. dietro presentazione di una sub-delega con firma apocrifa di L.R.. Hanno inoltre lamentato l’eccesso dai limiti del mandato conferito alla Banca Fideuram e la mancata comunicazione alla correntista dell’addebito degli assegni e hanno chiesto in ogni caso il risarcimento dei danni derivanti dal comportamento della Banca.

Si è costituita Banca Fideuram s.p.a. e ha contestato la sua responsabilità in merito ai fatti contestati rilevando che la falsificazione della firma del L. non era riconoscibile. Ha chiesto e ottenuto di chiamare in causa M.G., N. A. (apparenti giranti o percettori degli assegni che in realtà si sono dimostrati estranei ai fatti) e le banche negoziatrici degli assegni, Banca Monte dei Paschi di Siena e Unipol Banca.

Il Tribunale di Roma dichiarato inammissibili le domande proposte dagli attori. Ha ritenuto infatti che il rilascio di un libretto di assegni costituisce un atto meramente materiale che non consente di invocare, nella specie, il principio generale del divieto di sub- delega dato che, in base al disposto dell’art. 1717 c.c., la sostituzione del mandatario è legittima tutte le volte in cui non ricorra l’interesse del mandante allo svolgimento dell’attività personalmente da parte del mandatario.

La Corte di appello di Roma ha dichiarato inammissibile l’appello di L.R., ritenuto privo di legittimazione ad causam, e ha rigettato l’appello di L.O. rilevando che nessuna limitazione risultava apposta al mandato quanto al potere di sub- delega. La Corte di appello ha poi ritenuto inammissibile, perchè nuova, e generica, la censura relativa all’eccesso, da parte della Banca, dai limiti del mandato ricevuto e infondata, perchè non prevista dal contratto nè imposta da disposizioni imperative, la pretesa obbligazione della Banca di inviare comunicazione informativa specifica dell’addebito degli assegni al di là della menzione degli stessi negli estratti conti inviati periodicamente ai correntisti.

Ricorre per cassazione L.O. affidandosi a tre motivi di impugnazione.

Si difendono con controricorso Banca Fideuram s.p.a., Unipol Banca s.p.a. e Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a. che, a sua volta, propone ricorso incidentale.

Non svolgono difese M.G., N.A., L. R..

L.O. e la Banca Monte dei Paschi di Siena depositano memorie difensive.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Su conforme richiesta del P.M. la Corte riunisce il ricorso principale a quello incidentale sussistendo a tal fine i presupposti di legge.

Con il primo motivo di ricorso L.O. deduce violazione e falsa applicazione di norme di diritto e in particolare dell’art. 1387 cod. civ. circa la configurabilità di un potere generale di rappresentanza in favore del delegato.

Con il secondo motivo di ricorso L.O. deduce omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio e cioè sui poteri spettanti al delegato L.R..

Con il terzo motivo di ricorso L.O. deduce omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa i fatti di causa in ordine alla conseguente condanna alle spese di giudizio in favore di Unipol Banca s.p.a. La ricorrente rileva che la sua soccombenza si è prodotta solo nei confronti di Banca Fideuram e non nei confronti delle altre parti del giudizio nei cui confronti ella non ha proposto alcuna domanda.

Con il ricorso incidentale la Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a.

lamenta che la sentenza della Corte di appello di Roma ha immotivatamente omesso di pronunciare la condanna della L. al pagamento delle spese processuali del secondo grado di giudizio anche in favore della Banca Monte dei Paschi di Siena.

Sia il ricorso principale che quello incidentale sono inammissibili per inosservanza del disposto dell’art. 366 bis c.p.c., applicabile ratione temporis alla controversia e che impone, nei casi previsti dall’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 1, 2, 3 e 4, che l’illustrazione di ciascun motivo di ricorso sia conclusa, a pena di inammissibilità, con la formulazione di un quesito di diritto.

Le spese del giudizio di cassazione vanno poste a carico della ricorrente. Quanto invece alla Banca Monte dei Paschi di Siena l’esito del giudizio giustifica l’integrale compensazione delle spese processuali.

PQM

La Corte riunisce i ricorsi e li dichiara inammissibili. Condanna la ricorrente principale al pagamento in favore di Banca Fideuram s.p.a.

e Unipol Banca s.p.a. delle spese del giudizio di cassazione, che liquida, per ciascuna, in complessivi Euro 5.200 di cui 200 per spese. Compensa le spese del giudizio di cassazione fra la ricorrente la Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a..

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 20 settembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 2 dicembre 2011

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